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Valtur, Bonomi molla la presa. Il gruppo verso la liquidazione

Dal patron di Investindustrial non è venuta alcuna disponibilità a rilanciare il marchio Valtur

Valtur, Bonomi molla la presa. Il gruppo verso la liquidazione
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Valtur si avvia alla liquidazione. Investindustrial di Andrea Bonomi cede dopo due anni. Il fondo aveva rilevato la societa’ nell’aprile 2016 e una settimana fa ha presentato al tribunale di Milano il concordato prenotativo. A nulla e’ servita la riunione al ministero dello Sviluppo economico: da Bonomi non e’ venuta alcuna disponibilita’ a rilanciare il marchio. Il timore espresso dai sindacati e’ che si proceda ora a “cessioni a spezzatino”: solo pochi mesi fa, a novembre scorso, Valtur aveva firmato con il Cassa depositi e prestiti l’accordo per la cessione della proprieta’ di tre resort (Marina di Ostuni in provincia di Bari, Marilleva in provincia di Trento e Pila in provincia di Aosta) e pochi giorni fa e’ uscita la notizia che il Tanka Village di Villasimius torna alla proprieta’, ovvero l’Enpam attraverso un fondo gestito da sgr Antirion.

“Investindustrial di Andrea Bonomi – ha detto Luca De Zolt della Filcams Cgil Nazionale – vuole liquidare Valtur senza alcuna attenzione per il contesto produttivo del nostro Paese. Non e’ stato presentato alcun piano di rilancio, ma solo l’intenzione di uscire dalla partita con meno spese possibili. Si sta procedendo alla cessione e restituzione dei contratti dei singoli villaggi, senza alcuna prospettiva di gruppo. A pochi mesi dall’inizio della stagione estiva, Valtur, che garantisce un alto livello di occupazione soprattutto nel mezzogiorno, ha presentato richiesta di un concordato prenotativo senza nessuna prospettiva per il futuro”.

“La riunione al ministero dello Sviluppo economico ha avuto l’esito peggiore possibile – ha affermato il segretario nazionale della Uiltucs, Gabriele Fiorino – Bonomo appare intenzionato a cedere i villaggi a piu’ soggetti ma questo e’ il peggiore degli scenari, perche’ il marchio collasserebbe”. Secondo il sindacalista, anche il ministero ha rimarcato nella riunione che il comportamento della societa’ e’ stato “inaccettabile” e “irresponsabile”, dal momento che ne’ le istituzioni ne’ i sindacati sono stati informati. “Un comportamento inaccettabile nel merito, per la dismissione, e nel metodo, perche’ nonostante le nostre numerose richieste di incontri, non ci hanno mai detto nulla. Solo oggi scopriamo che non c’e’ alcun piano di risanamento e riorganizzazione”.

“Il ministero – aggiunge Fiorino – ha sollecitato Valtur a cambiare atteggiamento e a rivedere la propria posizione. Sara’ avvisato il ministro e contiamo di essere riconvocati a breve”. “Un comportamento inaccettabile, privo di responsabilita’ sociale – sottolinea Elena Vanelli, della Fisascat Cisl -Anche il ministero ha richiamato Bonomi alla responsabilita’ e si e’ impegnato a fare tutto il possibile. Noi abbiamo chiesto che il tavolo al Mise rimanga attivissimo”.

“La proprieta’ – spiega – ci ha detto di avere 60 giorni piu’ 60 per presentare il piano di liquidazione. Stanno cercando soggetti che subentrino nei vari villaggi e resort. Sulla stagione estiva pesano molte incertezze: non sappiamo cosa succedera’. Noi – aggiunge – vogliamo che si conservi il marchio Valtur, che rappresenta l’Italia nel mondo e sia garantita l’occupazione”. Secondo i sindacati, a Milano i dipendenti stabili sono un centinaio ma nei centri vacanza lavorano 1.100-1.200 stagionali “strutturali”, impiegati cioe’ ogni anno.