Il valore della Banca d'Italia è maggiore del valore delle quote delle banche stimato nel decreto sulla rivalutazione all'esame del Parlamento, ovvero 7,5 miliardi di euro. Parte dal capitale di Via Nazionale il governatore dell'Istituto centrale, Ignazio Visco, in un'audizione in commissione Finanze del Senato sul decreto legge sulla rivalutazione del capitale di Palazzo Kock finora fermo a 156mila euro.

Ha spiegato che la stima non riguarda il valore della banca nel suo complesso, ma soltanto quello delle quote della partecipazione al capitale. Infatti, a differenza di una società per azioni, per Banca d'Italia i due valori sono profondamente diversi a causa della limitazione dei diritti economici dei partecipanti che è disposta dalle norme di legge e dallo Statuto. "Il valore di Banca d'Italia è ovviamente maggiore di 7,5 miliardi; basti pensare che a fine 2012 le riserve iscritte in bilancio ammontavano a oltre 23 miliardi di euro", ha portato a titolo d'esempio.

Riconoscendo che la riforma contenuta nel decreto Imu-Bankitalia all'esame del Parlamento rafforza l'autonomia e l'indipendenza dell'Istituto centrale sia all'interno sia sul piano internazionale: "ne risulta rafforzato a seguito del superamento delle incertezze del precedente quadro normativo", il governatore ha voluto anche chiarire che le quote rivalutate di via Nazionale incideranno sul patrimonio di vigilanza delle banche azioniste in modo diverso a seconda del loro trattamento contabile.

In pratica, se la partecipazione sarà classificata come un nuovo strumento finanziario tra le attività valutate al fair value con impatto in conto economico, ad esempio le attività detenute con finalità di negoziazione, le plusvalenze conseguite e non realizzate potranno essere incluse al 100% nel common equity tier 1.

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Invece, nel caso in cui la partecipazione fosse classificata nel portafoglio "attività finanziarie disponibili per la vendita", le plusvalenze conseguite e non realizzate sarebbero interamente escluse per il 2014 dal common equity tier 1. Per gli esercizi successivi, le autorità competenti hanno la possibilità di includerle interamente nel common equity tier 1 a partire dal 2015. Ciò comporta l'obbligo di includere, a partire da quella data, anche il 100% delle minusvalenze conseguite e non realizzate.

L'elenco dei soci di Banca d'Italia comprende le principali banche italiane: Intesa Sanpaolo, Unicredit, Mps e Banca Carige, mentre i soci non bancari sono Generali e l'Inps. Negli ambienti finanziari il provvedimento è visto come una mossa per migliorare i bilanci delle banche italiane in vista dell'asset quality review, l'esame che la Bce si appresta a fare sulla struttura patrimoniale delle banche europee.

Lo stesso ministro dell'Economia, Fabrizio Saccomanni, di recente ha detto che sarebbe stato importante assicurare, già a fronte del patrimonio di vigilanza del 2013, gli effetti positivi della rivalutazione delle quote di Banca d'Italia. Ma per Visco non aiuterà le banche azioniste a superare l'asset quality review. "Non è vero quanto si dice, in quanto se fosse consentito di calcolare le quote rivalutate nel patrimonio delle banche socie, questo avverrà nel 2014 e non sui bilanci al 31 dicembre 2013", ha detto il numero uno di via Nazionale.

Il prossimo appuntamento è l'assemblea straordinaria di Banca d'Italia, che si terrà il 23 dicembre, per riformulare lo statuto accogliendo le novità proposte dal decreto legge. In merito oggi Visco ha puntualizzato che sulle modifiche allo statuto "ci sono solo bozze uscite per la solita assenza di riservatezza e sono tanto delle bozze che io pure su alcune cose non sono tanto convinto". Comunque, "noi operiamo da avere tutto pronto se e quando questa legge sarà confermata dal Parlamento". Questo, ha ricordato, "sarà molto chiaro con una clausola di condizionalità in cui si dirà che quanto approvato è subordinato" al voto delle Camere.

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Il valore della Banca d'Italia è maggiore del valore delle quote delle banche stimato nel decreto sulla rivalutazione all'esame del Parlamento, ovvero 7,5 miliardi di euro. Parte dal capitale di Via Nazionale il governatore dell'Istituto centrale, Ignazio Visco, in un'audizione in commissione Finanze del Senato sul decreto legge sulla rivalutazione del capitale di Palazzo Kock finora fermo a 156mila euro.

Ha spiegato che la stima non riguarda il valore della banca nel suo complesso, ma soltanto quello delle quote della partecipazione al capitale. Infatti, a differenza di una società per azioni, per Banca d'Italia i due valori sono profondamente diversi a causa della limitazione dei diritti economici dei partecipanti che è disposta dalle norme di legge e dallo Statuto. "Il valore di Banca d'Italia è ovviamente maggiore di 7,5 miliardi; basti pensare che a fine 2012 le riserve iscritte in bilancio ammontavano a oltre 23 miliardi di euro", ha portato a titolo d'esempio.

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