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Economia
I ricchi cinesi hanno il vento in poppa. Corsa allo yacht con karaoke e mah-jong
 

Il mercato delle imbarcazioni da diporto in Cina viaggia con il vento in poppa. I maggiori costruttori internazionali di yacht hanno identificato quel mercato come il più promettente a livello mondiale. Nel mirino i nuovi ricchi cinesi, come il 27enne Li Wang, già proprietario di sei auto di superlusso e intrigato da altri status symbol.

"Ora come ora non conosco praticamente niente sugli yacht. Prima mi procurerò una patente nautica poi penserò all'acquisto".Il mercato è maturo e ancora sottodimensionato. Al momento, in tutta la Cina ci sono solo 3.000 imbarcazioni da diporto.I produttori italiani non si sono lasciati sfuggire l'opportunità e sono attivi dal 2003 come spiega Traugott Kaminski, direttore delle operazioni in Cina per il cantiere Sanlorenzo di Ameglia, in provincia di La Spezia.

"Il mercato è partito da zero. Non c'erano regole, non c'era nemmeno una cultura dello yacht, nessun porto turistico. Ma negli ultimi 4 o 5 anni il mercato si è evoluto. I clienti sono sempre più sofisticati e sanno quello che vogliono".

In cima alle loro preferenze personalizzate ci sono sala da karaoke, tavoli per il mah-jong, il gioco con le tessere al posto delle carte che risale alla dinastia Ming, e grandi spa. Per ottenere questi spazi, sono pronti a sacrificare anche le cabine.Il problema maggiore resta però il tempo libero per sfruttare i megayacht. In Europa, le barche si sfruttano per crociere da 2 o 3 settimane. In Cina la media si orienta su uscite di un giorno.L'anno scorso, la domanda è leggermente calata ma nonostante le campagne d'austerità e anticorruzione varate dal governo gli operatori restano fiduciosi. La Cina è la terra promessa degli yacht.

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