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Spettacoli
Marco Mengoni, l'Atlantico Tour tra Cross-Posting su Fb, libertà e maturità.

Il tanto atteso ritorno di Marco Mengoni sui palchi italiani non poteva che lasciare spazio ad uno show senza precedenti.
Con le prime due date di Torino del suo #MengoniLive2019 siamo trasportati in quello che è un vero e proprio spettacolo dove a fondersi sono due diverse anime, quella più R&B, soul e quella più pop che lo ha portato ad avere un grande successo nella scena musicale italiana.

Vera e propria novità per la prima data del suo nuovo tour è la diretta live organizzata sulla sua pagina Facebook, che con la tecnica del Cross-Posting, è stata visibile sulle numerose pagine che hanno voluto condividere questo evento. La prima volta che l'inzio di un concerto viene trasmesso in live streaming e su un numero così ampio di pagine media e digitali.

Con Atlantico Tour siamo di fronte ad un'evoluzione artistica e personale di Mengoni che sul palco trova particolare risalto in un crescendo di emozioni ed elementi scenografici che richiamano quello che per l'artista è stato un viaggio di scoperta e riscoperta. 
Incontro con culture e tradizioni diverse, il contatto con le persone, la ricerca di una propria vera identità, i due anni che lo hanno visto lontano dalle scene live sono stati portatori di nuove consapevolezze e di crescita musicale per l'artista di Ronciglione che ritorna in una veste più matura e sicuramente più determinata portando in scena uno spettacolo tutto da scoprire.

Il suo viaggio come una rinascita personale che lo ha portato alla creazione di Atlantico, un album di inediti, oggi già doppio disco di platino e che ha ottenuto 40 milioni di stream.
Una data evento la prima di Torino che ha sancito il ritorno dell'artista in pompa magna e che non ha deluso le aspettative, portando lo spettatore a ritrovare sul grande palco un Mengoni sicuramente cambiato.

Due ore di show dove la componente tecnica e scenografica lascia spazio ad uno spettacolo visivo davvero d'impatto, essa è stata curata con Claudio Santucci per Giò Forma, studio di Designer, Artisti e Architetti e di cui è fondatore insieme a Florian Boje e Cristiana Picco; una divisione in tre blocchi che si susseguono in un'evoluzione lineare, dove ad essere protagonisti inizialmente sono il bianco e nero a cui subentrerà nella seconda parte una componente colorata che a mano a mano verrà sempre più esaltata in quello che è un vero e proprio tripudio di colori e grafica nella parte centrale, per poi trovare un equilibrio tra le due fasi nel finale.

Una scaletta ricca di brani quella cantata da Mengoni dove le diverse fasi artistiche si incontrano permettendo di rivivere quella che è l'evoluzione di un artista, ma ancora di più di una sensibilità personale che trova particolare pregnanza nei testi e nella componente musicale.
In Atlantico Tour essa viene integrata ad un messaggio sociale grazie a monologhi intensi, diretti e rivolti al pubblico. Attraverso le immagini che scorrono con cadenza ritmica alle spalle, il cantante sembra voler dire: "In una vita spesso affrontata di corsa a volte è importante fermarsi e guardare il mondo che ci circonda".

Un monito a preservare la bellezza del mondo e a ritagliare tempo per noi stessi, creando la nostra vera identità. Il cercare di raggiungere nella vita di tutti i giorni la consapevolezza che rimanere genuini è la cosa più importante, lasciandosi trasportare dalle cose e vivendo in maniera più libera, quasi tribale.

L'Atlantico Tour 2019 è un inno alla libertà e alla necessità di riallacciare un rapporto diretto col mondo circostante, anche allontanandosi per qualche tempo dalle connessioni tecnologiche che ci legano apparentemente gli uni con gli altri. Non a caso uno dei momenti più emozionanti e avvolgenti dello show è stato quando lo stesso Mengoni ha invitato i presenti al Pala Alpitour di Torino a mettere via per un istante gli smartphones e facendo spegnere le luci godendosi veramente il proseguo del concerto.

Marco Mengoni ritorna sul palco e lo fa perseguendo uno degli ideali che forse più di tutti oggi come oggi si sta perdendo e che in parte ha rovinato la scena  musicale nostrana: l'essere se stessi.
La naturalezza e l'avere davvero qualcosa da raccontare sono alla base dello show di Mengoni che riesce così a trovare un equilibrio costante nella sua performance. 
L'artista ci ricorda quanto siamo il frutto delle nostre esperienze, dei nostri errori e delle nostre scelte portandoci così a vivere nella prima parte dello spettacolo il monocromatismo urbano, la noia cittadina che a tratti incupisce, sostituita successivamente da quella che è una vera e propria catarsi in una vitalità nuova, di colori e sound portoghesi in un Hola collettivo che costituisce forse il vero testamento dell'artista che sembra così salutare un passato musicale e personale per abbracciarne uno nuovo, dove l'artista stesso si augura e augura a tutti Buona Vita.

GUARDA IL VIDEO-RACCONTO DELLA PRIMA DATA AL PALA ALPITOUR DI TORINO DELL'ATLANTICO TOUR 2019

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Affari Italiani ha avuto modo di incontrare Marco Mengoni al termine della sua prima data al Pala Alpitour. Crescente fermento nel backstage in un incontro con la stampa presente dove euforia, serenità e un briciolo di sana follia lo hanno portato a raccontare le prime impressioni post concerto.

La tua prima impressione al termine del concerto, soddisatto?

Il bello di questo concerto è che non è mio ma è stato fatto da tutti, dai tecnici a tutti quelli che viaggiano con noi, anche alle prove si diceva tutti a schiena alta, tutti protagonisti, nessuno deve camminare incurvato.

Una delle peculiarità di questo live e di questo tour è la contaminazione. Il saper equilibrare diversi registri musicali.

In questo concerto sul palco ci sono tutte le mie passioni e tutti gli ascolti che ho fatto. Per istinto sono sempre legato alla musica tradizionale Sud Americana e per il soul niente da fare, vengo dall’Africa.
Vado a vedere tutti i concerti possibili, anche degli artisti che non seguo. Oltre a contare tutte le luci che hanno per poi riferire guardo anche cosa fanno le persone.

Ecco così spiegato l'invito a spegnere smartphones e tablet?

In due ore di spettacolo concedersi due minuti di buio, silenzio, ascolto e concentrazione non è chiedere molto. Poi era l'unico escamotage trovato per stare fare fermi tutti.

Ad un certo punto la parola sudare è risuonata come un invito a liberarsi. Da lì la svolta.

E' la liberazione del mio viaggio, volevo sottolineare la liberazione dell’anima nel momento tribale. Nella struttura della mia vita e di questo disco mi sono sentito così, più libero.

Quanto sei maturato a livello musicale e come sei riuscito ad equilibrare la spinta tribale ad una razionalità  artistica evidente?

Ho cercato di essere più distaccato rispetto all’emozione ma poi si trascina sul palco: prima sentivo le urla del pubblico e cercavo il bagno per l'ansia che mi saliva, ora forse sono un po’ più maturo anche se in certi pezzi mi lascio andare. Bisogna gestire l’emozione.

I due monologhi sono le mie idee folli: raccontiamo qualcosa, facciamo vedere qualcosa. Il primo è il più leggero, sottolineato dal pezzo che segue La ragione del mondo. Più vai avanti e più lotti con quello che ti succede. Il secondo è derivato dal fatto che mi ritrovo a leggere titoli di giornali e dire la prima cosa che mi viene in mente. E' un modo per riflettere col mio pubblico.

L'uomo come hai detto tu è composto dal 60% d'acqua e il 30% le persone che incontri. Il restante 10% che cos'è?

E' il tempo che manca per godere di tantissime cose che ci passano vicine perché la vita va avanti e non guarda in faccia nessuno. Mi manca quello che ho perso e non avrò mai ma è giusto così perché non si può avere tutto dalla vita.

Cosa sono state per te le date in Europa a Berlino, Zurigo, Monaco, Parigi e Berlino? Avremo modo di vedere Tom Walker in Italia?

Sono state il riscaldamento per i musicisti, alcuni sono nuovi, ci siamo affiatati molto. Ci siamo trovati ad arrangiare i pezzi sui palchi europei. Il pubblico era caldo.

Ci sarà, ma non si sa ne dove, ne quando.

L'aspetto scenografico è particolarmente importante nel tuo show. 

Il palco è stato disegnato tre anni fa con tutta un’altra estetica. Poi ho pensato di raccontare tutta la diversità che c’è nel disco e nel mondo, abbiamo ribaltato tutto e ora ci ritroviamo già quattro palchi per il futuro (ride, ndr). A Torino è andato tutto bene e dunque l’armonia è stata trovata.

Abbiamo fatto una riunione di sei ore solo per scegliere la lamiera dietro di me. E' uno schermo perfetto per mischiare digitale e analogico: consente grandi immagini ma può essere annullato per la sua trasparenza. Inoltre ogni città che ospita il tour troverà una immagine dedicata.

Nel secondo monologo una parola che si ripete è indifferenza. Cosa pensi al riguardo?

Ho colleghi che quando diventano un po' popolari si estraniano, io ho sempre cercato di stare con gli amici, magari evito l'Ikea la domenica mattina ma vado al bar, mangio la pizza e aiuto la signora che ha avuto un incidente stradale.

Un aneddoto divertente, poichè era stata tamponata, io passavo in scooter, e l'altra auto è fuggita. Per un po' abbiamo provato a inseguirla poi l'auto della signora si è fermata, era troppo danneggiata. Lei però non mi ha riconosciuto.

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Ecco la track list della prima serata al Pala Alpitour di Torino

ATLANTICO TOUR_SET LIST

Muhammad Ali (Atlantico_2018)

Voglio (Atlantico_2018)

Ti ho voluto bene veramente (Le cose che non ho_2015)

In un giorno qualunque (Re Matto_2010)

Dove si vola (Dove si vola_2009)

Sai che (Marco Mengoni Live_2016)

Atlantico (Atlantico_2018)

Pronto a correre (Pronto a correre_2013)

Monologo Sei tutto

La ragione del mondo (Atlantico_2018)

Buona vita (Atlantico_2018)

Parole in circolo (Le cose che non ho_2015)

Proteggiti da me (Marco Mengoni Live_2016)

Dialogo tra due pazzi (Atlantico_ 2018)

La casa Azul (Atlantico_2018)

Onde (Marco Mengoni Live_2016)

Amalia (Atlantico_2018)

Monologo Mondo_Loon

Guerriero (Parole in circolo_2015)

Mille lire (Atlantico_2018)

L’Essenziale/piano (Pronto a correre_2013)

20 sigarette (Pronto a Correre_2013)/Le cose che non ho (Le cose che non ho_2015)/Non passerai (Pronto a correre_2013)

Esseri umani (Parole in circolo_2015)

Credimi ancora (Re Matto_2010)

Io ti aspetto (Parole in circolo_2015)

L’Essenziale (Pronto a correre_2013)

Hola (Atlantico_2018)

 

 

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