Si riaccende la tensione in Kashmir proprio mentre India e Pakistan si avviavano a riprendere i colloqui sulla regione contesa: cinque soldati indiani sono stati uccisi in un attacco nel settore di Poonch, ma da Islamabad si nega qualsiasi responsabilita’. “Le truppe pakistane non sono entrate in India ne’ hanno compiuto alcuno scontro a fuoco non provocato. Le accuse indiane sono totalmente infondate”, ha affermato il portavoce delle autorita’ militari pakistane.
Nuova Delhi ha tuttavia convocato il vice inviato pakistano nella capitale indiana, esprimendo una “dura protesta” per la morte dei cinque soldati. Secondo il ministro della Difesa indiano, A.K. Antony, l’attacco all’avamposto indiano a 200 chilometri a sud di Srinagar e’ stato lanciato da una “ventina di terroristi pesantemente armati insieme ad altri vestiti con uniformi dell’esercito pakistano”.
“Le truppe pakistane hanno semplicemente attaccato l’avamposto indiano, violando il cessate il fuoco, e hanno ucciso cinque dei nostri soldati”, ha denunciato un alto ufficiale indiano in Kashmir, aggiungendo che un militare della pattuglia e’ sopravvissuto all’attacco. I colloqui tra i due vicini sulla regione contesa del Kashmir si erano interrotti nel gennaio scorso in seguito alla decapitazione di un soldato indiano nel distretto di Poonch. La successiva elezione del governo pakistano guidato da Nawaz Sharif aveva dato un nuovo impulso, con la proposta da parte di Islamabad di date per riprendere gli incontri e voci di un possibile incontro tra il premier pakistano e il collega indiano Manmohan Singh a margine dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite a New York a settembre.
Il nuovo incidente ha suscitato indignazione tra i deputati indiani che hanno chiesto spiegazioni al governo. Per il ministro Omar Abdullah, “questi incidenti non aiutano gli sforzi per normalizzare o addirittura migliorare le relazioni con il Pakistan e mettono in discussione le recenti aperture del governo pakistano”. Concorde il sottosegretario agli Interni, R.P.N. Singh, secondo il quale si e’ trattato di “incidente estremamente sfortunato: se il Pakistan vuole avere relazioni migliori con l’India, non e’ questa la strada”.
Da parte sua, il principale partito d’opposizione, il Bharatiya Janata Party, ha immediatamente colto l’occasione per attaccare la ripresa dei colloqui, impossibili da tenere in una simile situazione. “E’ arrivato il momento di dare una riposta forte – ha affermato uno dei leader del partito nazionalista indu’, Yashwant Sinh – il nostro esercito non e’ debole, non dovremmo ignorare questo incidente mortale”.
