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Esteri

Mukhtar Ablyazov, il dissidente kazako marito di Alma Shalabayeva e al centro di una controversa polemica in Italia, e' stato arrestato vicino a Cannes in Francia meridionale dalle forze speciali. Lo ha reso noto un avvocato della sua famiglia.

La notizia e' stata data dal britannico Financial Times. La Russia ne aveva richiesto l'estradizione. Ablyazov, ex ministro dell'Energia kazako divenuto feroce oppositore del presidente Nursultan Nazarbayev, e' anche ricercato in Kazakhstan per accuse relative alla bancarotta della sua ex banca Bta e a riciclaggio di denaro. Accolto come rifugiato politico in Gran Bretagna nel 2011, di Ablyazov si erano perse le tracce poco prima della fine di maggio quando aveva fsteggiato il compleanno in un locale all'Infernetto a Roma.

L'avvocato di Ablyazov ha riferito sempre al Financial Times che il suo assistito viaggia con un passaporto della Repubblica Centrafricano, come quello in possesso della moglie, Alma Shalabayeva, considerato falso dalla polizia italiana. Il legale teme che ora la Francia, cosi' come fatto dall'Italia con la moglie e la figlia, possa estradare Ablyazov in Kazakistan.

L'affaire Shalabayeva ha inizio la notte tra il 28 maggio e il 29 maggio scorso nella villa romana di Casal Palocco, quando la polizia irrompe nell'abitazione e' trascina via Alma e Alua Shalabayeva, rispettivamente moglie e figlia del dissidente-ex oligarca kazako, Mukthar Ablyazov. Quest'ultimo, obiettivo principale dell'azione delle forze dell'ordine perche' ricercato dall'Interpol per frode, non e' in casa. A chiedere l'intervento della polizia all'allora prefetto Giuseppe Procaccini, capo di gabinetto del Ministro dell'Interno, Angelino Alfano, e' l'ambasciatore kazako Andrian Yelemessov. Alma esibisce per se' e la figlia un passaporto centrafricano, ma la polizia lo ritiene falso. - Il 30 maggio madre e figlia vengono espulse dall'Italia e il giorno dopo messe su un aereo affittato dall'ambasciata kazaka e rimpatriate ad Astana, in Kazakistan.

La Farnesina afferma di sapere solo il 31 maggio dela rimpatrio e non dal Viminale, mentre il 3 giugno l'Ufficio Immigrazione invia al Viminale una relazione sull'espulsione della Shalabayeva. IL 4 giugno il Consiglio italiano per i rifugiati invia una e-mail al ministro degli Esteri, Emma Bonino. Anche il ministro dell'Interno, Angelino Alfano, afferma di aver saputo della deportazione solo a fatti avvenuti. - Il 12 luglio Enrico Letta decide la revoca dell'espulsione sottolineando la gravita' della "mancata informativa" e l'avvio di un'inchiesta commissionando una relazione al capo della polizia, Alessandro Pansa, che la presenta il 16 luglio e nella quale definisce "invasivo" il comportamento dei diplomatici kazaki, stessa definizione adottata successivamente dal capo della Farnesina. Lo stesso giorno si dimette Procaccini. Il governo trema, ma non cade. Letta difende Alfano, e una mozione di sfiducia al ministro dell'Interno viene respinta il 19 luglio.

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