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Esteri
Brexit? Fine dell’Ue e della GB. Trionfo del Quarto Reich. L'analisi

di Dom Serafini

Lo scorso mese, dalla Turchia avevo inviato una nota al “Financial Times” per metterli in guardia dal Brexit, il referendum di questo 23 giugno col quale la Gran Bretagna decide se rimanere nell’Unione Europea. Invece della solita risposta automatica, qualcuno al “FT” mi scrive: “Received with thanks”, ma in effetti voleva dire, “grazie, ma non ci interessa”, perché la nota non é stata mai pubblicata, probabilmente per non andare contro la linea editoriale pro Brexit del quotidiano finanziario inglese.

Purtroppo gli inglesi hanno la memoria corta ed una possibile uscita dall’Ue li riporta all’isolazionismo precedente alla Prima Guerra Mondiale ed il successivo conflitto con la Germania. Conflitto che, tra l’altro, ha messo fine all’impero britannico nel mondo.

Nonostante ció, i rapporti tra Gran Bretagna e Germania sono stretti e questo sin da prima della Seconda Guerra Mondiale, perché la Casa Windsor tuttora regnante, era inizialmente la Casa di Hannover (dai tempi del matrimonio della regina Vittoria con il principe teutonico Alberto).

Tornando ai giorni nostri, la GB non é mai stata veramente europeista e lo si é visto dall’attaccamento che ha per la sterlina, l’anacronista valuta nazionale che non puó essere usata come moneta corrente in nessun’altra parte del mondo (mentre l’euro é persino accettato dai tassisti a Singapore, ex colonia britannica).

Perché questo dovrebbe interessare il resto dell'Europa? Perché attualmente, con una Francia debole, una Spagna inesistente ed un’Italia insignificante, a dominare l’Eu é la Germania. La solita Germania intransigente, rigida, non incline al negoziato e preoccupata solamente del suo benessere, che storicamente si riduce ad un solo elemento: guerra all’inflazione. Attualmente solamente la Gran Bretagna é in grado di contrastare la mono-visione egemonistica tedesca.

Se ci fosse un minimo rischio di inflazione per la Germania la crescita economica passa in second’ordine, se ci fosse un deficit a livello statale, la Germania frenerebbe qualsiasi investimento. E com’é successo per la Grecia, se il deficit aumentasse per investire in armamenti obsoleti forniti dalla Germania, allora sarebbe tollerato.

Invece, l’economia di molti paesi sviluppati del G20 si basa sul concetto del debito pubblico sviluppato dall’economista inglese John Maynard Keynes.

Con l’uscita della Gb da quel poco che aveva all'interno dell’Ue, la Germania sará di fatto il deus ex machina cum dominus dell’Europa, riportandola allo stato pre-Prima e Seconda Guerra Mondiale, e la Gran Bretagna si ritroverebbe nuovamente con un “problema tedesco”.

Inoltre, con il Brexit sicuramente sia Galles che Scozia proveranno a separarsi per entrare nell’Ue, causando la fine del Regno Unito, che finirebbe per consistere della sola Inghilterra e Irlanda del Nord. Ma l’esito del referendum britannico non é solo una questione europea. Nemmeno gli Usa ed il resto del mondo si auspicano un Brexit (cioé l’egemonia tedesca in Europa).

Significativo é un commento dello studioso Tom Holland apparso su “The New York Times,” che cita le ironiche origini della statua della regina britannica Boudicca, eretta nel 1902 vicino al Parlamento britannico. La regina morí nel 61 Dc dopo aver istigato il popolo britannico contro l’impero romano, ma aveva anche ordinato il massacro del suo popolo. Lo storico Holland fa presente che “Londinium” fu fondata dai romani ed anche l’euroscettico ed eccentrico ex sindaco di Londra Boris Johnson ammette che durante il regno romano l’Europa era un grande “melting pot”, come lo sono oggi gli Usa.

Ma tutto ció per la Gran Bretagna ora non é piú valido. Sorvolando sulle due guerre mondiali create dal solito euroscetticismo, molti sudditi britannici continuano a respingere l'idea di un’unione creata giá ai tempi dell’antica Roma ed in armonia per ben 300 anni, la statua di Boudicca sta a dimostrare sia i problemi che la Britannia ha creato all’Unione europea sin dai tempi dell’Impero Romano che il ritorno ai tempi pre-bellici del 1900.

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