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Esteri
Bulgaria elezioni, vittoria dei filo-Ue, sconfitti i filo-russi

In Bulgaria il partito conservatore Gerb dell'ex premier Boyko Borissov ha vinto oggi, secondo i primi exit poll, le elezioni politiche anticipate con circa il 33% dei voti. Si e' trattato del primo appuntamento elettorale a livello nazionale in un Paese Ue dopo la firma, ieri, della Dichiarazione di Roma in occasione delle celebrazioni nella capitale italiana per il 60mo anniversario della sigla dei Trattati. Al secondo posto nelle politiche di Bulgaria il Partito socialista di Kornelia Ninova, con poco piu' del 28% dei voti, con un recupero di consensi dopo il minimo storico del 16% alle elezioni anticipate del 2014. Sia i conservatori sia i socialisti sono su posizioni fondamentalmente europeiste, con la differenza che i socialisti si mostrano piu' morbidi con Mosca e auspicano l'abolizione delle sanzioni contro la Russia. Sono inoltre schierati contro l'accordo Ceta tra l'Ue il Canada. Gli exit poll tuttavia non danno ancora per certo chi si piazzera' al terzo posto, ancora conteso tra la coalizione nazionalista Patrioti uniti (8,8%) e il Movimento per diritti e liberta' (Dps, 7,8%), il partito della minoranza turca in Bulgaria.

La sorpresa del voto odierno e' stato l'ingresso in parlamento del partito Volia (Volonta') dell'imprenditore Vesselin Mareshki che ha superato lo sbarramento del 4 per cento ottenendo il 4,6%. Intorno allo sbarramento gravitano alcune formazioni di destra la cui sorte pero' sara' decisa al termine dello spoglio delle schede. L'affluenza alle urne e' stata intorno al 50%. Numeri alla mano, i conservatori non sono pero' riusciti neanche questa volta a ottenere una solida maggioranza in parlamento e sara' difficile la formazione di un nuovo governo. Boyko Borissov, al quale con tutta probabilita' verra' affidato l'incarico, ha dichiarato stasera a caldo che formera' "un nuovo governo che sia al passo delle nuove realta' nell'Ue e nel mondo". Diversi analisti non escludono una larga coalizione tra il Gerb e i socialisti in vista della presidenza bulgara dell'Ue a partire dal primo gennaio 2018. Una prospettiva questa che non appare tuttavia molto credibile al momento. Le operazioni di voto in Bulgaria - che a dieci anni dall'ingresso nella Ue resta il Paese piu' povero dell'Unione, con la corruzione che permane ancora su livelli preoccuPanti - si sono svolte in tranquillita' e senza ulteriori incidenti per quello che e' stato definito il 'turismo elettorale', vale a dire il massiccio arrivo in Bulgaria dalla vicina Turchia di persone di etnia turca con passaporto bulgaro, intenzionate a votare per le formazioni politiche rappresentanti della minoranza turca in Bulgaria. Tale fenomeno ha provocato alla vigilia del voto diffuse proteste, con il blocco della frontiera tra i due Paesi da parte di attivisti della coalizione nazionalista bulgara Patrioti Uniti.

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