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Esteri
Centrafrica, almeno 400 morti a Bangui. L'appello di Obama: "Basta violenze"

I soldati francesi incaricati di disarmare i ribelli Seleka nella Repubblica Centrafricana hanno avuto uno scontro a fuoco nei pressi dell’aeroporto della capitale Bangui. Nella sparatoria sono stati uccisi tre ribelli e due civili. L’esercito di Parigi procede con difficoltà al disarmo delle milizie, in un Paese in preda alle violenze dopo l’insurrezione dei ribelli musulmani che hanno rovesciato in marzo il presidente cristiano François Bozizé.

“La cosa difficile è che i miliziani del gruppo che chiamiamo l’ex Seleka hanno smesso le loro uniformi e ora si confondono tra la popolazione – spiega il ministro degli Esteri francese, Laurent Fabius – Quindi, abbiamo bisogno di cercare queste armi, ma è difficile individuare gli ex combattenti”. I militari francesi sono anche costretti a intervenire per fermare i tentativi di rappresaglia contro i presunti miliziani che si confondono tra i civili. A Bangui – attaccata la settimana scorsa anche dalle milizie cristiane fedeli a Bozizé – un uomo è stato salvato da un tentativo di linciaggio.

Oltre 400 i morti nella capitale, ma si ritiene che le persone uccise dal 5 dicembre siano più di 1000. Molte sono state sepolte in fosse comuni e sono state escluse dai conteggi. Sono 480.000, invece, secondo l’Unicef, gli sfollati fuggiti dai massacri, su una popolazione di 4 milioni e mezzo di persone. Amnesty International denuncia una proliferazione di armi all’interno delle comunità. Per la ong l’iniziativa di disarmo è necessaria per porre fine alla violenze.

L'INTERVENTO DI OBAMA -  Il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, ha chiesto la fine delle violenze nella Repubblica Centrafricana e ha assicurato che il suo Paese appoggera' gli sforzi della Francia per proteggere i civili. Con un messaggio audio registrato a Dakar, in Senegal, dove l'Air Force One ha fatto scalo mentre era in rotta per Johannesburg per il tributo a Nelson Mandela, Obama ha ricordato che "i leader rispettati" delle comunita' locali, "cristiani e musulmani, stanno chiedendo la calma e la pace. Chiedo al governo di transizione - ha aggiunto - che si unisca a queste voci e fermi coloro che commettono crimini".I militari francesi hanno iniziato ieri la delicata operazione per il disarmo forzoso degli ex ribelli dell'Alleanza Seleka e delle altre milizie che hanno attaccato negli ultimi giorni la popolazione civile.

Intanto il segretario alla Difesa statunitense, Chuck Hagel, ha autorizzato l'utilizzo di aerei militari statunitensi per il trasporto di truppe dell'Unione Africana dal Burundi alla Repubblica Centrafricana; mentre l'esercito francese, da Parigi, ha assicurato che la maggior parte dei gruppi armati hanno gia' lasciato le strade di Bangui. Di ritorno dal Sudafrica, dove stamane partecipa alla cerimonia ufficiale di addio a Nelson Mandela, il presidente francese Francois Hollande si fermera' a Bangui, capitale della Repubblica Centrafricana. Lo ha reso noto una fonte della presidenza. La Francia ha appena inviato truppe nel Paese per sedare i violenti scontri inter-confessionali che hanno fatto oltre 400 vittime solo negli ultimi giorni.

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