La crisi migratoria a Ceuta ha raggiunto livelli senza precedenti. Secondo il presidente dell’enclave spagnola in Marocco, Juan Jesús Vivas, nelle ultime ore sarebbero entrate circa 60.000 persone, un numero pari a circa il 70% della popolazione della città autonoma. Dopo una riunione con il premier Pedro Sánchez, il ministro dell’Interno e i vertici delle forze di sicurezza, Vivas ha definito la situazione “insostenibile”, sottolineando che una pressione di questa portata sarebbe paragonabile all’ingresso di 34 milioni di persone in Spagna nell’arco di 24 ore. Il presidente dell’enclave ha inoltre parlato di un diffuso sentimento di “inquietudine”, “impotenza” e, in alcuni casi, di “abbandono” tra i residenti.
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Il premier spagnolo Pedro Sánchez ha definito quanto accaduto “un attacco e una violazione della sovranità territoriale della Spagna“, esprimendo “la più energica condanna” per gli arrivi di massa e definendo gli eventi “deplorevoli”. Il capo del governo ha inoltre attribuito la responsabilità dell’ondata migratoria alle organizzazioni criminali che trafficano esseri umani. Secondo Sánchez, le mafie avrebbero sfruttato una “lettura interessata” di una recente sentenza della Corte Suprema, secondo cui non sarebbe possibile procedere al rimpatrio delle persone entrate a nuoto nel territorio spagnolo. Questa interpretazione, ha spiegato, “si è diffusa come la polvere da sparo attraverso le reti”, provocando una delle più gravi crisi migratorie affrontate dal Paese. In attesa di valutare eventuali modifiche legislative, il governo sta accelerando le procedure di espulsione dei migranti arrivati negli ultimi giorni.
Sulla vicenda è intervenuta anche la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, definendo “inaccettabili” le immagini provenienti da Ceuta. “Non possiamo permettere a nessuno di entrare nell’Unione europea senza rispettare le nostre regole“, ha affermato, chiedendo la cessazione immediata degli attraversamenti irregolari, lo smantellamento delle reti di trafficanti e rimpatri rapidi nel rispetto della normativa europea. Von der Leyen ha annunciato di aver incaricato il commissario europeo agli Affari Interni, Magnus Brunner, e la commissaria per il Mediterraneo, Dubravka Šuica, di seguire direttamente il dossier. Brunner è già in contatto con le autorità spagnole ed è pronto a recarsi nelle aree interessate, valutando anche un rafforzamento del sostegno operativo attraverso Frontex, mentre Šuica mantiene i contatti con le autorità marocchine.
L’arrivo di Sánchez a Ceuta è stato accompagnato anche da proteste da parte di numerosi cittadini. Secondo i media locali, un gruppo di residenti si è radunato nei pressi del municipio esponendo striscioni con scritte come “Questi pagliacci ci hanno tradito” e scandendo slogan contro il premier. I manifestanti hanno spiegato di voler denunciare il crescente senso di abbandono vissuto dalla città di fronte all’aumento degli arrivi e alla saturazione delle strutture di accoglienza, in un clima di forte tensione.

