La crisi migratoria a Ceuta ha raggiunto livelli senza precedenti. Secondo il presidente dell’enclave spagnola in Marocco, Juan Jesús Vivas, nelle ultime ore sarebbero entrate circa 50mila persone, un numero pari a circa il 70% della popolazione della città autonoma. Dopo una riunione con il premier Pedro Sánchez, il ministro dell’Interno e i vertici delle forze di sicurezza, Vivas ha definito la situazione “insostenibile”, sottolineando che una pressione di questa portata sarebbe paragonabile all’ingresso di 34 milioni di persone in Spagna nell’arco di 24 ore. Il presidente dell’enclave ha inoltre parlato di un diffuso sentimento di “inquietudine”, “impotenza” e, in alcuni casi, di “abbandono” tra i residenti.
I numeri dei rimpatri
Alle 15.30 di oggi almeno 37.500 migranti dei circa 50.000 entrati dall’alba di ieri a Ceuta erano ritornati in Marocco, secondo quanto apprende l’Ansa da fonti del ministero dell’Interno. Si tratta del 75% dei migranti che da ieri erano giunti in massa nell’enclave iberica via mare e via terra nella peggiore crisi migratoria finora registrata in Spagna. D’altra parte, continua ad aumentare il numero di vittime delle tragiche traversate a nuoto verso la città autonoma iberica: sono almeno 57 le persone finora recuperate senza vita in mare dalle forze di polizia, secondo i dati diffusi dalla Delegazione del Governo di Ceuta.
Il bilancio delle vittime
In nemmeno a 24 ore è salito a 43 il numero di migranti morti nelle ultime ore nel tentativo di raggiungere Ceuta e i cui cadaveri sono stati recuperati dalle forze di polizia al largo dell’enclave spagnola in Marocco. Lo segnalano fonti della prefettura di Ceuta. Le ultime vittime delle traversate a nuoto verso la città autonoma si uniscono agli oltre 30 morti che erano stati registrati da inizio anno fino a mercoledì, facendo salire a 73 il bilancio – ancora provvisorio – delle persone decedute negli ultimi sette mesi.
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Le parole di Sanchez
Il premier spagnolo Pedro Sánchez ha definito quanto accaduto “un attacco e una violazione della sovranità territoriale della Spagna“, esprimendo “la più energica condanna” per gli arrivi di massa e definendo gli eventi “deplorevoli”. Il capo del governo ha inoltre attribuito la responsabilità dell’ondata migratoria alle organizzazioni criminali che trafficano esseri umani. Secondo Sánchez, le mafie avrebbero sfruttato una “lettura interessata” di una recente sentenza della Corte Suprema, secondo cui non sarebbe possibile procedere al rimpatrio delle persone entrate a nuoto nel territorio spagnolo. Questa interpretazione, ha spiegato, “si è diffusa come la polvere da sparo attraverso le reti”, provocando una delle più gravi crisi migratorie affrontate dal Paese. In attesa di valutare eventuali modifiche legislative, il governo sta accelerando le procedure di espulsione dei migranti arrivati negli ultimi giorni.
La posizione di von der Leyen
Sulla vicenda è intervenuta anche la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, definendo “inaccettabili” le immagini provenienti da Ceuta. “Non possiamo permettere a nessuno di entrare nell’Unione europea senza rispettare le nostre regole“, ha affermato, chiedendo la cessazione immediata degli attraversamenti irregolari, lo smantellamento delle reti di trafficanti e rimpatri rapidi nel rispetto della normativa europea. Von der Leyen ha annunciato di aver incaricato il commissario europeo agli Affari Interni, Magnus Brunner, e la commissaria per il Mediterraneo, Dubravka Šuica, di seguire direttamente il dossier. Brunner è già in contatto con le autorità spagnole ed è pronto a recarsi nelle aree interessate, valutando anche un rafforzamento del sostegno operativo attraverso Frontex, mentre Šuica mantiene i contatti con le autorità marocchine.
L’arrivo di Sanchez a Ceuta e le proteste
L’arrivo di Sánchez a Ceuta è stato accompagnato anche da proteste da parte di numerosi cittadini. Secondo i media locali, un gruppo di residenti si è radunato nei pressi del municipio esponendo striscioni con scritte come “Questi pagliacci ci hanno tradito” e scandendo slogan contro il premier. I manifestanti hanno spiegato di voler denunciare il crescente senso di abbandono vissuto dalla città di fronte all’aumento degli arrivi e alla saturazione delle strutture di accoglienza, in un clima di forte tensione.
La decisione dell’Italia
Il Ministero dell’Interno ha disposto la chiusura delle frontiere marittime e aeree con la Spagna. La decisione è stata assunta a seguito delle più recenti acquisizioni informative analizzate in particolare nel Comitato Analisi sull’Immigrazione e Sicurezza delle Frontiere che il Ministro Matteo Piantedosi ha presieduto questa mattina al Viminale. Inoltre, a seguito di un confronto telefonico tra il Ministro Piantedosi e l’omologo francese, Laurent Nuñez, è stata condivisa l’opportunità di un rafforzamento dei controlli lungo il confine terrestre tra i due Paesi nell’ambito di accordi di collaborazione tra forze di polizia già precedentemente sottoscritti tra Francia e Italia.
Il botta e risposta tra Sanchez e Tajani e l’esultanza di Salvini
“La solidarietà e l’empatia sono opzionali. Il rispetto dei trattati europei e dei dati, no”. Lo scrive su X il premier spagnolo Pedro Sanchez elencando il “numero di ingressi irregolari tra il 2021 e il 2026 secondo Frontex”, a cominciare da quelli con il nostro Paese. “Attraverso l’Italia: 478.600. Attraverso i Balcani occidentali: 340.600. Attraverso la Grecia: 259.800. Attraverso la Spagna: 234.760. Attraverso il confine orientale: 48.000”. “Non è tempo di dividere – conclude Sanchez -. È tempo di continuare a costruire un’Ue forte e unita”.
“La sospensione temporanea di Schengen con la Spagna è una scelta necessaria per tutelare la sicurezza dei nostri cittadini e difendere le frontiere europee. Una misura prevista dai trattati e resa oggi ineludibile. La crisi dei migranti a Ceuta ci ricorda che la gestione dei confini dell’Unione è responsabilità comune dei nostri Paesi, l’uno verso l’altro. Occorre lavorare insieme per evitare che flussi incontrollati di migranti entrino nel territorio dell’Ue, con tutti i rischi conseguenti e con la minaccia del terrorismo, che va contrastato senza incertezze”. Lo afferma su X il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani.
“Bene così. Passa la linea Lega”. Lo scrive sui social il vicepremier e leader del Carroccio, Matteo Salvini, commentando lo stop temporaneo di Schengen con la Spagna.
Il post di Meloni
Il Governo ha deciso di sospendere temporaneamente il regime di libera circolazione previsto da Schengen nei collegamenti marittimi e aerei con la Spagna, reintroducendo i controlli di frontiera. Si tratta di una misura straordinaria, adottata per tutelare la sicurezza nazionale e prevenire possibili ripercussioni per la nostra Nazione”. Lo afferma la presidente del Consiglio Giorgia Meloni sui social. “Difendere i confini – sottolinea la premier – significa difendere la sicurezza dei cittadini, contrastare l’immigrazione irregolare e colpire le reti criminali che trafficano esseri umani”.

