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Il direttore di Affaritaliani Marco Scotti a Coffee Break: “Sospendere Schengen è la resa dell’Europa, sui migranti serve strategia comune”

Il direttore di Affaritaliani ospite su La7: “Spagna, Italia, Grecia e Francia sono più esposte, serve una strategia comune sui migranti”

Il direttore di Affaritaliani Marco Scotti a Coffee Break: “Sospendere Schengen è la resa dell’Europa, sui migranti serve strategia comune”

Scotti avverte: “Migranti, sicurezza e guerra: l’autunno sarà un banco di prova per la politica”

“Sono immagini che fanno grande impressione, che ricordano quelle del 1991 a Bari: la nave presa d’assalto dagli albanesi che arrivarono in Italia. In quel caso sbarcarono nel nostro Paese, ora sono ancora in territorio africano”. Così, il direttore di Affaritaliani Marco Scotti, ospite questa mattina a Coffee Break, su La7, è intervenuto sul dibattito legato alla crisi migratoria dopo i fatti di Ceuta. “Mi preoccupa molto l’idea della sospensione di Schengen, non solo perché è un trattato che sancisce l’Europa per ciò che è, cioè un unico cuore pulsante che batte e che ragiona in un’unica soluzione, ma perché significa ancora una volta che si abdica al ruolo stesso dell’Europa e si continua a ragionare in termini di singole nazioni. Serve una cabina di regia unica da Bruxelles che tenga conto del fatto che ci sono Paesi come Spagna, Italia, Grecia e in parte Francia che, avendo un accesso diretto sul Mediterraneo, sono più coinvolti nel fenomeno migratorio rispetto ad altri Paesi che, essendo al Nord, sono più difficilmente raggiungibili”, ha detto Scotti.

Il direttore di Affaritaliani ha poi sottolineato la necessità di affrontare il tema in modo strutturale, evitando di intervenire solo in presenza di emergenze: “Rimandiamo un ragionamento serio e completo su quello che deve essere il controllo dell’immigrazione e sulla sua regolamentazione: rischiamo di continuare a trovarci davanti a emergenze di questo tipo. Non dimentichiamo poi la questione delle temperature: ci sono studi che dicono che per ogni grado di temperatura in più ci sono 500 milioni di migranti che si affacciano verso zone più fresche. O si inizia a ragionare come Europa unica e unitaria, oppure andremo avanti dicendo: chiudiamo oggi di qui, domani di là. Ma questo significa tamponare un’emergenza, non risolvere una situazione che rimane complessa.”

Il tema sicurezza

In vista delle prossime elezioni, “il tema sicurezza-immigrazione è sicuramente ai primi posti”, ha ricordato Scotti. I motivi sono due: “Il primo è che tutti i sondaggi certificano come le città vengano percepite come insicure: i cittadini stessi si sentono poco sicuri, anche a causa di situazioni complicate come quelle dei maranza. Da una parte non ci si sente tutelati dall’azione dei governi locali, più che da quelli nazionali; dall’altra c’è una fetta importante del centrosinistra che ha pensato che la sicurezza non sia un suo affare. Invece parlare di sinistra e sicurezza dovrebbe essere connaturato: non si può scindere la questione in un modo dicotomico”, ha detto Scotti. Il secondo problema è legato invece alle tendenze di alcune forze politiche, come quelle di Vannacci, che stanno inseguendo il tema. “Sicurezza interna e immigrazione sono le questioni ai primi posti”, ha ribadito.

Un nodo è rappresentato anche dagli esiti della guerra, che sta diventando un “problema politico”. “Lo abbiamo visto con i fondi Safe, e con le conseguenze anche a livello economico. Al di là dei risultati del Pil, che sono buoni, i conti si vedranno in autunno, che sarà tutt’altro che semplice. Si vedranno gli effetti del blocco di Hormuz, dell’inflazione, dei salari fermi, dell’aumento del costo dell’energia. Tutti effetti diretti della guerra in Iran”, le parole del direttore.

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L’invito di Mattarella

Quanto alle parole del Presidente della Repubblica – che ha invitato ad evitare tensioni elettorali intempestive e mettere al centro i problemi dei cittadini – Mattarella, sottolinea Scotti, ha lanciato un nuovo invito alla politica: “Nel corso del tempo ci ha abituato a schiaffi piuttosto violenti. Lui ha guardato in due direzioni: da una parte a una maggioranza disunita, come dimostrano le critiche di Forza Italia alla richiesta di Lo Voi e all’irritualità di quanto accaduto, che hanno evidenziato la presenza di voci discordanti al suo interno; dall’altra al centrosinistra, chiamato a ritrovare un’unità di intenti. Mattarella teme che ci si attacchi a ogni singola vicenda per portare avanti uno stillicidio fino alle prossime elezioni: sarebbe deleterio. L’autunno non sarà facile”.

Caro carburanti

Un altro dossier che scotta è quello relativo al caro carburanti: “L’emergenza è sotto gli occhi di tutti. È evidente che ci sia speculazione sul tema: il greggio è balzato sopra quota 90 dollari al barile. I 17 centesimi di sconto sul gasolio non possono essere sufficienti. Abbiamo combattuto il diesel e poi lo abbiamo aiutato con gli incentivi”, conclude Scotti.

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