Berlino, furgone e coltello sulla folla al Tiergarten: chi è Abdul B., il sospettato in fuga
La polizia di Berlino e la Procura generale hanno diffuso nome e fotografia dell’uomo ritenuto responsabile dell’attacco che ieri sera, intorno alle 22, ha trasformato il Christopher Street Day in un lago di sangue: si tratta di Abdul B., 21 anni. Secondo quanto riferito dalle autorità e ripreso dalle agenzie di stampa tedesche, il giovane avrebbe legami familiari nella capitale ed era stato rilasciato da un istituto minorile nel maggio scorso. Gli investigatori lo ritengono inoltre vicino ad ambienti islamisti berlinesi, un elemento che al momento orienta le indagini sul possibile movente, senza che vi sia però alcuna conferma definitiva in tal senso. La descrizione diffusa dalla polizia lo indica come un uomo di corporatura snella, alto circa 1,90 metri, con capelli neri, visto indossare una felpa nera con cappuccio e pantaloni bianchi. Le forze dell’ordine ritengono che non si trovi più nella zona dell’attacco e che sia verosimilmente altrove in città.
I fatti sono avvenuti nella serata di ieri, quando un furgone bianco è entrato nel parco del Tiergarten, lungo il viale Ahornsteig, dove si erano radunate le persone per i concerti e le celebrazioni del Pride, e ha investito la folla prima di schiantarsi contro un albero. Secondo la ricostruzione riportata dalla stampa tedesca, dopo l’apertura degli airbag il conducente sarebbe sceso dal veicolo e avrebbe aggredito alcune persone con un’arma da taglio, per poi fuggire a piedi. Su questo punto la polizia sta ancora indagando: bisogna stabilire se vi sia stata effettivamente una seconda fase dell’attacco, distinta dall’investimento con il mezzo, e se il sospettato fosse realmente alla guida al momento dello schianto.
Il bilancio provvisorio parla di almeno una vittima – una donna, secondo lo Spiegel – e 16 feriti, tre dei quali in gravissime condizioni, otto gravi e cinque lievi. Circa 30 testimoni sotto shock sono stati assistiti sul posto dai soccorritori. Il furgone, un veicolo privato e non a noleggio, è stato sequestrato danneggiato e vuoto. Nelle ore successive la polizia ha isolato l’area tra Potsdamer Platz e il Tiergarten, perlustrando il parco anche con telecamere termiche. Le forze speciali (SEK) hanno inoltre fatto irruzione in un appartamento nel quartiere di Schöneberg, senza però trovare nessuno all’interno.
Gli inquirenti hanno lanciato un appello pubblico chiedendo a chiunque abbia informazioni utili sulla vicenda, o sull’attuale posizione del sospettato, di farsi avanti attraverso il portale online dedicato o la linea telefonica attivata per l’occasione. La polizia ha ribadito con fermezza di non avvicinarsi in alcun caso all’uomo né di tentare un contatto diretto, trattandosi di una persona potenzialmente armata e pericolosa: chi lo dovesse incrociare è invitato a contattare immediatamente il numero di emergenza 110. Al momento non risulta alcun arresto, e restano aperti alcuni interrogativi centrali: se Abdul B. abbia agito da solo o meno – i testimoni offrono versioni contrastanti sul numero degli aggressori – e a chi appartenesse effettivamente il furgone bianco usato per l’attacco
Il contesto
L’episodio arriva a poco più di un anno da un altro attacco che aveva scosso la città: l’accoltellamento di un turista spagnolo presso il Memoriale dell’Olocausto, avvenuto nel febbraio 2025 a due giorni dalle elezioni parlamentari, per il quale un giovane siriano è stato condannato a marzo a 13 anni di carcere. Una serie di episodi che, secondo diversi osservatori, ha alimentato negli ultimi mesi il dibattito politico interno sulla sicurezza e sull’immigrazione. Il sindaco di Berlino, Kai Wegner, ha parlato di un attacco alla libertà della città, mentre il cancelliere Friedrich Merz ha promesso il massimo impegno per fare piena luce sull’accaduto e assicurare alla giustizia i responsabili.

