Andy Burnham, il “re del Nord” pronto a sfidare Starmer per Downing Street
Il successo schiacciante ottenuto da Andy Burnham nelle elezioni suppletive di Makerfield lo ha riportato alla Camera dei Comuni di Westminster a distanza di nove anni dalla sua ultima esperienza parlamentare. Un rientro che assume un significato ancora più rilevante dopo l’annuncio delle dimissioni di Keir Starmer dalla leadership del Partito Laburista e dalla carica di primo ministro, aprendo così la strada a una possibile successione dell’ex sindaco di Manchester.
Il trionfo a Makerfield
Il cosiddetto “re del Nord” è pronto a ritagliarsi un ruolo da protagonista nella politica nazionale. Andy Burnham, 56 anni, ex primo cittadino della Greater Manchester, è tornato tra i banchi di Westminster grazie all’affermazione netta nelle suppletive di Makerfield, dove ha prevalso con ampio margine sugli avversari, compreso il candidato di Reform UK sostenuto da Nigel Farage. Fin dalle prime dichiarazioni successive all’affermazione elettorale, Burnham ha sostenuto che “la politica britannica non funziona e il Paese non è dove dovrebbe essere”, parlando di “una svolta” e allo stesso tempo di “un’ultima chance per un cambiamento” del suo partito prima che sia troppo tardi. Il riferimento è alle elezioni generali previste nel 2029, appuntamento cruciale per un Labour chiamato a recuperare terreno nei confronti della formazione guidata da Farage, che i sondaggi indicano in crescita.
Dalle origini nel Merseyside alla laurea a Cambridge
Nato ad Aintree, nell’area periferica di Liverpool, e cresciuto a Culcheth, Burnham ha frequentato la St Aelred’s Catholic High School di Newton-le-Willows prima di conseguire una laurea in Letteratura inglese presso il Fitzwilliam College dell’Università di Cambridge. La passione per l’impegno pubblico si è manifestata fin dall’adolescenza: a soli 15 anni ha aderito al Partito Laburista. Prima dell’ingresso in Parlamento ha accumulato esperienza come collaboratore della ministra Tessa Jowell, funzionario della NHS Confederation e dirigente della Football Task Force. Tra il 1998 e il 2001 è stato inoltre consigliere speciale dell’allora ministro della Cultura Chris Smith.
L’ascesa nelle istituzioni britanniche
L’elezione alla Camera dei Comuni arrivò nel 2001 nel collegio di Leigh, nella Greater Manchester. Da quel momento iniziò una lunga esperienza politica a Westminster, durante la quale ricoprì numerosi incarichi nei governi di Tony Blair e Gordon Brown. Nel corso degli anni passò dal ruolo di segretario parlamentare privato a quello di sottosegretario agli Interni, diventando successivamente ministro di Stato per la Salute, Chief Secretary al Tesoro e ministro della Cultura. Nel 2009 fu nominato Segretario di Stato per la Salute, incarico mantenuto fino al 2010. In quel periodo coordinò la risposta dell’esecutivo all’epidemia di influenza suina e promosse un’indagine indipendente sullo scandalo dell’ospedale di Stafford e sulla tragedia di Hillsborough del 1989.
Le due corse per la leadership laburista
Dopo la sconfitta elettorale del Labour nel 2010, Burnham tentò per la prima volta la scalata alla leadership del partito, classificandosi quarto in una competizione vinta da Ed Miliband. Cinque anni più tardi si candidò nuovamente alla guida della formazione, chiudendo al secondo posto dietro Jeremy Corbyn. Durante la leadership di quest’ultimo ricoprì l’incarico di ministro ombra dell’Interno tra il 2015 e il 2016.
Gli anni alla guida della Greater Manchester
Nel 2017 lasciò Westminster per concentrarsi sulla corsa alla nuova carica di sindaco metropolitano della Greater Manchester. La decisione si rivelò proficua: conquistò l’incarico al primo tentativo e fu successivamente rieletto nel 2021 e nel 2024. Durante il suo mandato ha promosso una profonda trasformazione del sistema dei trasporti locali, favorendo l’integrazione tra autobus e tram attraverso il Bee Network, una rete pubblica ispirata al modello adottato nella capitale britannica.
Come è nato il soprannome di “Re del Nord”
La notorietà nazionale di Burnham è cresciuta soprattutto durante la pandemia di Covid-19, quando si scontrò apertamente con il governo conservatore di Boris Johnson chiedendo maggiori finanziamenti per lavoratori, imprese e comunità del Nord dell’Inghilterra. Fu proprio in quel contesto che gli venne attribuito il soprannome di “re del Nord”, richiamo all’universo di Game of Thrones utilizzato tanto dagli estimatori quanto dai detrattori. Negli anni successivi ha continuato a sostenere una maggiore autonomia territoriale attraverso il cosiddetto Manchesterism, una visione politica favorevole al trasferimento di competenze e risorse da Londra alle amministrazioni locali.
Il progetto politico e la corsa alla successione di Starmer
Le dichiarazioni successive alla vittoria di Makerfield hanno delineato le priorità del suo progetto politico: tutela della classe lavoratrice, contrasto al caro vita, rilancio del sistema produttivo britannico e costruzione di un’istruzione più inclusiva e accessibile. Il ritorno a Westminster è stato accolto con favore da numerose correnti del Partito Laburista, preoccupate per il progressivo indebolimento del consenso attorno a Keir Starmer e per la necessità di contrastare l’avanzata di Nigel Farage. Con l’annuncio delle dimissioni del premier uscente, Burnham appare oggi come uno dei principali candidati ad aprire una nuova fase per il Labour e, potenzialmente, a trasferirsi al numero 10 di Downing Street.

