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Chi è de la Espriella, il trumpiano che guida il voto in Colombia

Profilo del candidato di ultradestra: vince il primo turno, si ispira a Bukele e chiede agli Usa di monitorare il ballottaggio

Chi è de la Espriella, il trumpiano che guida il voto in Colombia

Chi è de la Espriella, “El Tigre” che vuole le mega-carceri in Colombia

La prima tornata delle presidenziali colombiane ha premiato Aberaldo de la Espriella. L’esponente dell’ultradestra ha ottenuto il 43,1% delle preferenze e il 21 giugno contenderà la guida del Paese al candidato progressista Ivan Cepeda, che si è fermato al 40,9%.

Chi è de la Espriella

Avvocato e politico di 47 anni, de la Espriella è conosciuto con il soprannome di El Tigre ed è diventato popolare per le sue posizioni inflessibili in materia di sicurezza e lotta alla criminalità. Al secondo turno dovrà confrontarsi con Cepeda, 63 anni, figura di riferimento della sinistra colombiana e considerato il principale continuatore del progetto politico del presidente Gustavo Petro.

Alla vigilia del voto, molti osservatori ritenevano favorito proprio Cepeda. L’exploit di de la Espriella, invece, ha ribaltato le previsioni, trascinando la competizione verso un ballottaggio che si preannuncia particolarmente equilibrato.

Colombia al voto: sarà necessario il secondo turno

Il quadro emerso dalle urne è chiaro: nessuno dei candidati in corsa è riuscito a superare la soglia della maggioranza assoluta. Per questo motivo saranno gli elettori a tornare ai seggi tra tre settimane per scegliere il nuovo capo dello Stato.

Dopo la chiusura delle operazioni di voto, sia Cepeda sia Petro hanno espresso perplessità sull’esito della consultazione. Il presidente colombiano ha sostenuto, senza presentare elementi concreti, che centinaia di migliaia di schede possano essere state alterate e che soggetti esterni abbiano tentato di condizionare il risultato.

Anche Cepeda ha preferito mantenere una posizione prudente, spiegando di voler attendere le verifiche ufficiali delle autorità competenti prima di riconoscere definitivamente il verdetto delle urne. “Solo quando le commissioni di scrutinio avranno chiarito completamente l’accaduto, commenteremo i risultati di stasera”, ha affermato. 

Due visioni opposte per il futuro del Paese

Il confronto tra i due sfidanti mette di fronte progetti politici profondamente differenti. Da una parte c’è Cepeda, senatore progressista che punta a proseguire il percorso della cosiddetta “pace totale”, basato sul dialogo e sulla negoziazione con gruppi guerriglieri e organizzazioni criminali.

Dall’altra emerge de la Espriella, che ha costruito la propria campagna su una promessa diametralmente opposta: contrastare i gruppi armati attraverso un forte inasprimento dell’azione repressiva dello Stato.

Sebbene Cepeda abbia guidato gran parte dei sondaggi nelle settimane precedenti al voto, l’avanzata finale di de la Espriella ha cambiato gli equilibri. Secondo diversi analisti, il candidato di destra potrebbe inoltre beneficiare del sostegno degli elettori che al primo turno hanno scelto Paloma Valencia, senatrice vicina all’area uribista e candidata del Centro Democratico, accreditata del 7% dei voti.

L’ascesa di El Tigre, il candidato vicino a Trump

Gran parte dell’attenzione mediatica è concentrata proprio su de la Espriella, considerato fino a pochi mesi fa una figura esterna ai tradizionali equilibri della politica nazionale.

Il candidato non ha mai nascosto la propria vicinanza politica al presidente statunitense Donald Trump e, dopo il risultato del primo turno, ha lanciato un messaggio ai suoi sostenitori. “Che gli Usa e i partiti democratici monitorino questo ballottaggio. Guiderò io questa battaglia. Sarò il miglior guerriero della Colombia”, ha dichiarato de la Espriella in un discorso domenica sera. 

Le differenze programmatiche tra i due contendenti sono nette. Cepeda propone la prosecuzione delle politiche progressiste dell’attuale governo e il mantenimento dei negoziati con i gruppi armati, mentre de la Espriella promette una risposta muscolare alla criminalità organizzata.

Tra le sue proposte più discusse figura la costruzione di dieci mega-carceri, ispirandosi al modello adottato dal presidente salvadoregno Nayib Bukele, la cui strategia contro le bande criminali ha contribuito a ridurre drasticamente gli omicidi ma ha anche suscitato numerose critiche da parte delle organizzazioni per i diritti umani.

Il messaggio social dopo il successo elettorale

Subito dopo aver conquistato il primo posto al primo turno, El Tigre ha diffuso un filmato sui social in cui ha invitato i cittadini a “sconfiggere la tirannia e l’assolutismo”.

Nel video, registrato insieme ai familiari e indossando la maglia della nazionale colombiana, il candidato ha ribadito la portata storica dell’appuntamento elettorale. Tra 21 giorni, “la storia della Colombia cambierà per sempre”, ha aggiunto nella stessa clip. 

“Siamo arrivati al secondo turno grazie agli oltre 10 milioni di colombiani che hanno risposto al ruggito”, ha concluso El Tigre erto di conquistare la presidenza. 

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