Chi è Janones, il mago dei social che ha fatto rivincere Lula
Domenica 25 ottobre Luiz Inácio Lula da Silva è stato rieletto presidente del Brasile per la quarta volta. Al ballottaggio ha battuto Flávio Bolsonaro, figlio dell’ex presidente, con il 51,79% dei voti contro il 48,21%.
È una rimonta senza precedenti: al primo turno del 4 ottobre era stato Bolsonaro a chiudere in vantaggio di quasi due punti, e mai prima d’ora un candidato arrivato secondo era riuscito a ribaltare il risultato al ballottaggio. Tra i protagonisti di quella rimonta, giocata soprattutto sui social dove il bolsonarismo aveva a lungo dominato, c’è un deputato del Minas Gerais che fino a poche settimane fa pochi conoscevano fuori dal Brasile.
Chi è André Janones
André Janones, 42 anni, è nato a Ituiutaba, nell’interno del Minas Gerais, ed è cresciuto con la madre, che lavorava come domestica. Prima di laurearsi in legge ha fatto il bigliettaio sugli autobus. Una volta aperto il suo studio legale, accanto ai clienti paganti ha continuato a seguire gratuitamente le famiglie povere della sua città. Ha militato in gioventù nel Partito dei lavoratori, poi lo ha lasciato e nel 2016 ha tentato senza successo di diventare sindaco di Ituiutaba.
La svolta arriva nel 2018, quando durante il grande sciopero dei camionisti diventa, pur non avendo mai guidato un camion, una delle voci più seguite della protesta su Facebook. Su quell’onda viene eletto deputato federale con quasi 179 mila voti. Durante la pandemia si guadagna una popolarità nazionale con le dirette in difesa degli aiuti d’emergenza ai più poveri e arriva a otto milioni di follower.
Nel 2022 prova perfino a candidarsi alla presidenza, ma ad agosto rinuncia e si schiera con Lula. Da quel momento diventa il suo stratega digitale, con uno stile provocatorio e spesso volgare che ricalca apertamente quello dei Bolsonaro e che lui stesso ha poi rivendicato, ammettendo di aver manipolato le informazioni con un metodo eticamente discutibile.
Il personaggio porta con sé molte ombre. Nel 2024 la Polizia federale lo ha indicato come indagato per peculato e corruzione in un presunto schema di stipendi restituiti dai suoi collaboratori, accuse che lui respinge. Nel 2025 la Camera lo ha sospeso per tre mesi per insulti giudicati omofobi contro Nikolas Ferreira, il giovane deputato bolsonarista con cui da anni si contende la scena social del Minas Gerais.
Quest’anno, passato al partito Rede, ha messo in piedi l’Exército do Lula, un canale WhatsApp da quasi undici milioni di iscritti che ha trasformato i sostenitori del presidente in un esercito di “soldati” digitali. Il canale è sopravvissuto a una sospensione decisa dal tribunale elettorale ed è diventato il motore della controffensiva di Lula sui social. Il presidente lo ha ringraziato pubblicamente, definendo “esponenziale” il suo contributo.
Resta però un paradosso che racconta bene il personaggio: il generale capace di mobilitare milioni di persone per Lula è stato rieletto deputato con appena 79 mila voti, meno di un terzo di quelli raccolti quattro anni fa.
Affari Alert
Aggiornamenti e contenuti editoriali dedicati, via email.
Dal 1 Gennaio 2027: 0,99€/mese o 9,99€/anno


