Esteri
Consiglio di Pace a Gaza, ecco perché Meloni dirà no a Trump. Determinante l'articolo 11 della Costituzione italiana
La premier ora studia il piano per Davos: due le opzioni

Donald Trump e Giorgia Meloni
Meloni dirà no a Trump, la decisione della premier sul Consiglio di Pace per Gaza e i motivi
Donald Trump vuole le firme dei leader invitati al Consiglio di Pace per Gaza già nella giornata di domani a Davos, in occasione del vertice economico mondiale. Ma i tempi sono strettissimi e la decisione da prendere pesa parecchio. Per questo la premier italiana Giorgia Meloni avrebbe deciso - riporta Il Corriere della Sera - di rifiutare l'invito di Trump. Dietro al no dell'Italia ci sarebbe però, come prima cosa, la Costituzione e in particolare l'articolo 11 che consente all’Italia di far parte di organismi internazionali che si occupano di pace ma solo "in condizioni di parità con gli altri Stati". L’opposto cioè del Board of peace escogitato da Donald Trump che è una sorta di Onu privata con gettone d’ingresso da un miliardo di dollari.
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"No, così non si può", avrebbe detto la premier ai suoi alleati di governo. Forse Meloni alla fine sarà presente a Davos, per questioni di buon vicinato con la Casa Bianca. Tuttavia - prosegue Il Corriere - è sempre più consapevole di non poter firmare a nome dell’Italia l’ingresso nel board, al di là della quota d’iscrizione necessaria per far parte del club trumpiano. La ratifica di trattati internazionali dovrebbe passare da un voto del Parlamento con una legge ordinaria, e ormai non c’è più tempo. Inoltre il Quirinale, proprio in virtù dell’articolo 11, bloccherebbe subito il provvedimento. Che, tra le altre cose, sarebbe a forte rischio davanti alla Corte costituzionale. "Non è una strada percorribile", appare la convinzione di Palazzo Chigi.
