A sorpresa il leader nordcoreano Kim Jong-un ha iniziato l’anno offrendo colloqui “ai massimi livelli”, riferimento indiretto al presidente sudcoreano, la signora Park Geun-Hye. Si tratterebbe di un summit di grandissima rilevanza – sempre che poi si tenga effettivamente, Pyongyang non e’ nuova a clamorose marce indietro – tra i due Stati ancora formalmente in guerra, tra i quali e’ solo in vigore l’armistizio del 1953. Si tratterebbe del primo summit tra i leader delle due nazioni divise sul 38esimo parallelo dal 2007. “Se si creera’ il clima e ci saranno le circostanze opportune, non abbiamo alcuna ragion per non tenere colloqui ai piu’ alti liovelli”, ha dichiarato Kim nel discorso di inizio anno, con l’obiettivo di cambiare il corso delle finora gelide relazioni tra Nord e Sud, piu’ volte finite ad un passo dalla guerra, e epsiodicamente, con eventi di conflitto.
Le parole di Kim, che ha preso il potere nel 2011 alla morte del padre, Kim Jong-il, aprono a grandi speranza ma vanno accolte con grande prudenza. Ad iniziare a chiedere la riprese dei colloqui a gennaio, era stato peraltro Seul, lunedi’ scorso.
Seul: “significativa” proposta di dialogo da Kim Jong-un – La Corea del Sud mostra di credere, ancora una volta, all’offerta di dialogo di Pyongyang. La proposta di Kim Jong-un e’ considerata “significativa” A Seul: “Il nostro governo spera la Corea del Sud e del Nord terrano dialoghi senza formalita’ nel prossimo futuro”, ha dichiarato Ryoo Kihl-Jae, ministro di Seul per la riunificazione, aggiungendo che “il governo considera significativo (il messaggio di Kin) e che dimostra un’ attitudine avanzata verso il dialogo e gli scambi intercoreani”.

