Un caccia della Nato ha abbattuto un drone sopra la Lituania poco dopo la mezzanotte di martedì 15 settembre. L’intervento è avvenuto dopo l’ingresso del velivolo nello spazio aereo del Paese baltico, mentre un’allerta era stata diramata anche a Vilnius e nelle aree circostanti.
Secondo quanto riferito a Reuters dal Centro nazionale lituano per la gestione delle crisi, il drone sarebbe probabilmente arrivato dalla Bielorussia ed è stato intercettato vicino al villaggio di Pratkunai, nella parte meridionale del Paese e non lontano da Kaunas. La provenienza geografica non chiarisce però chi lo abbia lanciato. Le autorità hanno precisato che l’origine del mezzo resta da determinare.
Drone in Lituania, cosa è successo nella notte
Il presidente lituano Gitanas Nauseda ha confermato l’abbattimento spiegando che i caccia dell’Alleanza sono intervenuti rapidamente dopo la violazione dello spazio aereo. Il capo dello Stato ha collegato la necessità di mantenere alta la preparazione militare alla guerra in corso in Ucraina, senza attribuire direttamente il drone alla Russia.
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La distinzione è rilevante. Al momento non ci sono elementi pubblici che consentano di stabilire se il velivolo fosse russo, bielorusso, ucraino oppure se avesse deviato accidentalmente dalla propria rotta.
L’episodio arriva dopo altre intrusioni registrate negli ultimi mesi nei cieli dei Paesi baltici. Reuters ricorda che caccia Nato hanno già abbattuto droni ucraini finiti fuori rotta sopra l’Estonia a maggio e sulla Lettonia in giugno e agosto. Lituania, Lettonia ed Estonia fanno parte della Nato dal 2004 e i loro cieli sono sorvegliati nell’ambito delle missioni alleate di difesa aerea.
Perché aumenta l’attenzione sul Baltico
L’aumento degli episodi mette sotto pressione soprattutto i sistemi di identificazione e risposta. Un drone che attraversa un confine può essere un velivolo militare diretto verso un obiettivo, un mezzo da ricognizione oppure un apparecchio che ha perso la rotta. La difesa deve stabilirlo in tempi molto brevi.
La vicinanza geografica alla Russia e alla Bielorussia rende i tre Paesi baltici particolarmente esposti agli effetti indiretti della guerra in Ucraina. A questo si aggiunge il traffico di droni militari utilizzati quotidianamente da entrambe le parti nel conflitto.
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Per la Nato l’obiettivo è impedire che un’incursione provochi danni sul territorio di uno Stato membro e, allo stesso tempo, evitare valutazioni premature sull’origine dei velivoli.
Il ministro degli Esteri lituano Kestutis Budrys ha ringraziato gli alleati presenti nella regione e ha ribadito che la Nato rimane pronta a intervenire. L’indagine sul drone abbattuto dovrà ora stabilire modello, provenienza e traiettoria. Sono questi elementi, più dell’ingresso dalla Bielorussia, a poter chiarire se si sia trattato di un errore di navigazione o di un episodio di natura diversa.


