
Rafael Correa – il combattivo 49enne economista di sinistra, con studi in Usa, presidente dell’Ecuador dal 2007- e’ stato rieletto con una maggioranza sufficiente da non rendere necessario un secondo turno. Esattamente come nel 2009, il presidente ha ottenuto oltre la meta’ dei voti validi. I dati non sono ancora ufficiali, ma i risultati parziali (al 50% dei voti scrutinati) gli danno circa il 33% di vantaggio sul suo piu’ diretto rivale, l’ex banchiere Guillermo Lasso. Il presidente della commissione elettorale, Domingo Paredes, ha gia’ anticipato che i risultati finali potranno variare di uno o due punti percentuali in piu’ o in meno, ma non discostarsi oltre. Correa, che e’ riuscito a ridare stabilita’ a un Paese caratterizzato da una forte incertezza politica, e’ il primo presidente dal 1996 ad aver terminato un mandato completo.
Appena ricevuti i primi dati, il presidente si e’ affacciato dal balcone di palazzo di Carondelet, sede dell’esecutivo, per ringraziare le centinaia di persone riunite a piazza dell’Indipendenza. “Nessuno puo’ fermare la rivoluzione, stiamo scrivendo la storia”, ha detto. E poi, pensando chiaramente all’America Latina: “Saremo presenti ovunque riusciremo a essere utili, ovunque potremo meglio servire i nostri concittadini e i fratelli latino-americani. Non e’ solo una vittoria dell’Ecuador, e’ una vittoria per la nostra madre terra latino-americana”. Stretto alleato del boliviano Evo Morales e del venezuelano Hugo Chavez ora pero’ gravemente malato, Correa con questa clamorosa vittoria si candida a diventare la voce critica piu’ convinta in America Latina delle politiche di libero mercato promosse da Washington, a favore di economie stataliste, che puntino ai legami con la Cina.
