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Esteri

 

Barack Obama si dice “preoccupato gravemente per la decisione delle forze armate egiziane di destituire il presidente Morsi e di sospendere la costituzione”. Ricorda i principi che hanno guidato la sua azione: “Il migliore fondamento per una stabilità durevole in Egitto è un ordine democratico con la partecipazione di tutti: forze secolari e religiose, civili e militari”. Nella transizione, l’America “si attende che i militari assicurino il rispetto dei diritti di tutti gli uomini e le donne in Egitto”. Il riferimento preciso a “uomini e donne”, anziché un generico appello ai diritti umani, sembra dettato dalle notizie sugli stupri avvenuti durante le proteste.

“Occorre un governo – prosegue Obama – che rispetti maggioranze e minoranze, che istituzionalizzi quei contropoteri e quei controlli istituzionali dai quali dipende la democrazia”. Oltre all’appello rivolto a tutte le parti perché evitino la violenza, Obama ne rivolge uno più specifico ai militari. “Mi attendo – dice il presidente americano – che in questa fase di incertezza i militari rispettino i diritti di tutti, incluso il diritto a manifestare pacificamente. Li chiamo a restituire l’autorità di governo nella sua pienezza ad un governo civile e democraticamente eletto attraverso un processo trasparente e inclusivo. Ogni arresto arbitrario va evitato, incluso quello del presidente Morsi o dei suoi sostenitori”.

Mohamed Morsi nella notte e' stato separato dai propri piu' stretti collaboratori, arrestati insieme a lui, e trasferito dal quartier generale al Cairo del corpo di elite della Guardia Repubblicana, dove era inizialmente stato trattenuto nel proprio ufficio agli arresti domiciliari, alla sede del ministero della Difesa: lo ha reso noto Gehad al-Haddad, esponente di punta dei Fratelli Musulmani cui fa capo lo stesso ormai ex presidente dell'Egitto nonche' figlio di Essam al-Haddad, portavoce e braccio destro di Morsi, anch'egli detenuto insieme, tra gli altri, a Saad al-Katatni e a Rashad Bayoumi, rispettivamente numero uno del Partito per la Liberta' e la Giustizia, braccio politico dei Fratelli Musulmani, e numero due dei vertici religiosi del movimento islamista, altri dirigenti del quale sono attualmente ricercati. I cellulari di tutti gli interessati sono stati confiscati, o comunque resi inutilizzabili.

Fonti delle Forze Armate in via riservata hanno confermato dal canto loro che Morsi si trova in "custodia preventiva", senza peraltro specificare dove, per i "preparativi finali": frase sibillina che sembrerebbe alludere all'ipotesi di un'incriminazione del'ex capo dello Stato per essere evaso di prigione durante la rivolta che nel febbraio 2011 condusse alla caduta del vecchio regime di Hosni Mubarak. L'arresto di Morsi e' stato eseguito dopo che questi, malgrado fosse appena stato deposto dai militari per decreto, aveva lanciato al Paese un messaggio di sfida nei confronti dei golpisti, annunciando di considerarsi ancora in carica e di voler resistere. "A un certo punto quella sua retorica minacciosa abbiamo dovuto affrontarla", hanno commentato le fonti anonime. E poi: "Morsi e' riuscito a creare inimicizia tra gli egiziani".

SPARATORIA - Una breve sparatoria e' risuonata nella notte nel cuore del Cairo, vicino a una moschea nei pressi della quale si erano concentrati un folto gruppo di sostenitori del deposto presidente egiziano Mohamed Morsi: lo hanno riferito fonti dei Fratelli Musulmani, il movimento islamista cui Morsi fa capo, secondo cui ad aprire il fuoco sulla folla, o forse semplicemente in aria stando a una diversa versione fornita da alcuni testimoni oculari, sarebbero stati individui armati la cui identita' non e' al momento stata accertata. Non e' chiaro se vi siano state vittime, ma secondo le fonti islamiste almeno un manifestante sarebbe stato colpito. La zona non e' piu' accessibile, giacche' l'Esercito l'aveva isolata con cordoni di sicurezza fin dell'annuncio del decreto con cui l'ex capo dello Stato e' stato deposto e la Costituzione sospesa: i soldati hanno via via consentito ai dimostranti gia' presenti di allontanarsene, ma hanno impedito a chiunque di avvicinarvisi.

IL GOLPE - Il consigliere per la sicurezza nazionale del presidente egiziano Morsi denuncia che è in atto un golpe militare. Golpe che, ha aggiunto, non potrà avere successo a meno di una carneficina perché il presidente (che è agli arresti domiciliari) può contare sulla resistenza del popolo. Ma le forze di sicurezza egiziane hanno imposto il divieto di espatrio al presidente. I Fratelli musulmani si schierano a difesa di Morsi: "Reagiremo al colpo di stato". Scontri e morti in tutto il Paese tra i fedeli del presidente e la parte che lo vorrebbe cacciare.

LA CRONACA DELLA GIORNATA

EGITTO: ESERCITO, NON STIAMO ATTACCANDO SOSTENITORI DI MORSI - L'esercito egiziano ha precisato che i movimenti di blindati intorno ai sostenitori del presidente Mohamed Morsi non sono un attacco ai manifestanti ma solo una manovra per impedire un confronto con i dimostranti oppositori. "L'esercito egiziano appartiene a tutti gli egiziani", hanno precisato i militari. I blindati hanno circondato l'area della moschea di Rabaa Adaweya, nella parte orientale del Cairo, dove sono riuniti migliaia di manifestanti pro-Morsi, ma anche piazza Tahrir e i dintorni del palazzo presidenziale, in cui stanno manifestando invece gli oppositori del presidente.

EGITTO: BLINDATI CHIUDONO ACCESSI PIAZZA SOSTENITORI MORSI - Blindati dell'esercito egiziano hanno chiuso gli accessi a Rabaa al Adauiya, la piazza nella parte orientale del Cairo dove sono concentrate decine di migliaia di sostenitori del presidente Mohamed Morsi. Lo ha riferito una fonte militare, spiegando che la misura e' stata adottata per "preservare la vita delle persone ed evitare scontri" con i contestatori del presidente

EGITTO: CONSILIERE MORSI, E' IN UN ATTO UN GOLPE MILITARE - Il consigliere per la sicurezza nazionale del presidente egiziano Mohamed Morsi denuncia che e' in atto un golpe militare. Golpe che, ha aggiunto, non potra' avere successo a meno di un carneficina perche' il presidente puo' contare sulla resistenza del popolo.

EGITTO: TV, MORSI AGLI ARRESTI DOMICILIARI - La rete tv egiziana al Hayat ha diffuso la notizia che il presidente egiziano Mohammed Morsi sarebbe stato posto agli arresti domiciliare. La rete cita fonti anonime e mancano altre conferme. In precedenza si era saputo che le forze di sicurezza avevano imposto il divieto di espatrio per Morsi e i vertici dei Fratelli Musulmani.

EGITTO: DIVIETO DI ESPATRIO PER MORSI - Le forze di sicurezza egiziane hanno imposto il divieto di espatrio al presidene Mohammed Morsi. ùIl divieto di espatrio riguarda oltre Morsi anche il leader della Fratellanza Mohammed Badie e il suo vice Khairat al-Shater. L'azione sarebbe stata attuata in ottemperanza di un ordine di arresto nell'organizzazione di una fuga dalla prigione del 2011.

I carri armati egiziani hanno circondato l'edificio della tv di Stato egiziana nel distretto di Mapero al Cairo. Lo staff all'interno del palazzo e' stato evacuato. Un ufficiale dell'esercito, ha riferito alla Bbc lo staff della tv di Stato egiziana, ha invitato il personale a lasciare l'edificio.

EGITTO: ANCORA SCONTRI AL CAIRO, 18 I MORTI E 619 I FERITI - Almeno 18 persone sono morte e 619 sono rimaste ferite negli scontri delle ultime ore tra sostenitori e oppositori del presidente egiziano Mohamed Morsi. Lo ha riferito il ministero della Sanita' citato dall'agenzia ufficiale Mena. Le 18 persone morte sono rimaste uccise nei dintorni dell'Universita' del Cairo, dove i manifestanti islamisti hanno organizzato ieri una manifestazione in favore del presidente. Dei feriti, 201 sono ancora ricoverati in ospedale. Le persone rimaste ferite al Cairo sono 431 mentre altri 47 feriti si sono contati ad Alessandria, 25 a Beni Suef, a sud del Cairo, 21 ad Al Fayum sempre a sud del Cairo) e 18 a Luxor, nel sud del paese.

EGITTO: FORZE ARMATE, NESSUNA SCADENZA PER COMUNICATI O ANNUNCI - Le Forze Armate egiziane hanno smentito le indiscrezioni filtrate in precedenza dagli stessi ambienti militari, precisando che non sono stati fissati orari di sorta per l'emissione di nuovi comunicati ne' per la pronuncia di eventuali annunci ovvero di discorsi alla Nazione. Non vi sara' dunque l'automatica divulgazione di una nota ufficiale dopo la scadenza dell'ultimatum di 48 ore impartito l'altroieri ai gruppi politici, che cadra' intorno alle 16,30.

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