Con il 57% delle schede scrutinate, i risultati parziali pubblicati dalla Commissione elettorale centrale israeliana assegnano al blocco favorevole a Netanyahu 55 seggi, mentre al blocco a lui contrario ne vanno 49. I restanti otto seggi sono detenuti dalla “Lista Comune” (Joint List) – una formazione non allineata composta prevalentemente da fazioni arabe. I partiti che al momento si trovano al di sotto della soglia di sbarramento del 3,25% sono: Ra’am (3,2%), Reservists (2,9%), People of Israel (1,8%) e Charedi Public (0,2%). Si tratta di risultati parziali, destinati a variare con il proseguimento dello scrutinio. I voti espressi tramite “doppia busta” – tra cui quelli dei militari – verranno conteggiati in una fase successiva.
“Attendiamo ancora i risultati veri, ma il Likud è il partito più grande d’Israele“. Lo ha detto il premier Benjamin Netanyahu arrivato alla sede del comitato elettorale del Likud a Gerusalemme. “Dobbiamo formare un ampio governo di destra nazionale, forte, e fare di tutto perché non venga formato un governo con il sostegno dei partiti arabi”, ha aggiunto. “Israele – ha concluso Netanyahu – ha un’opportunità storica, unica, insieme al nostro partner, il presidente Trump, di eliminare per sempre la minaccia esistenziale costituita dall’Iran“.
Il candidato dell’opposizione, Gadi Eisenkot, ha dichiarato che Israele ha scelto il cambiamento, voltando pagina rispetto al primo ministro Benjamin Netanyahu, e ha annunciato che cercherà di formare un nuovo governo e che si opposone a nuove elezioni. Rivolgendosi ai suoi sostenitori, Eisenkot ha inoltre lanciato un avvertimento a Netanyahu: “Non osare usare la sicurezza di Israele per i tuoi fini politici“, un riferimento che appare legato alle minacce di quest’ultimo di sferrare nuovi attacchi contro l’Iran.
“Quando il presidente Trump ha espresso il suo sostegno a Bibi Netanyahu, la situazione è completamente cambiata, e ora quella che sembrava una sconfitta per un Grande Primo Ministro, appare essere una insperata rimonta che ha portato a una fase di stallo, se non una vittoria per Netanyahu”. Lo scrive su Truth il presidente Usa, Donald Trump. “Tutto è successo dopo il sostegno del presidente Trump – conclude parlando in terza persona – che vuole solo il bene del Medio Oriente, di Israele e degli Stati Uniti d’America”.
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