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Esteri
Etiopia al voto tra sviluppo e repressione

Il 24 maggio l’Etiopia andrà al voto, in elezioni parlamentari il cui risultato appare fin d’ora piuttosto prevedibile. Nessuno dubita infatti che a riconfermarsi alla guida del paese sarà ancora il Fronte democratico rivoluzionario del popolo etiope (FDRPE), al potere dal 1991. Dopo la morte improvvisa del primo ministro Meles Zenawi nel 2012, al suo posto è subentrato Hailemariam Desalegn. È la prima volta che il popolo etiope viene chiamato al voto dopo questi cambiamenti: più che un vero esercizio di democrazia si tratterà quindi di un evento importante per valutare la riorganizzazione interna del partito e il sostegno di cui Desalegn può godere. Al momento un solo deputato dell’opposizione siede nel parlamento etiope, sui 547 seggi disponibili: se anche questo numero dovesse aumentare, difficile immaginare un mutamento rilevante negli equilibri di potere.

Quali implicazioni per il contesto regionale?
Le elezioni in Etiopia si svolgono in un contesto regionale piuttosto complesso: come sottolineato da Gian Paolo Calchi Novati,Associate Senior Research Fellow, il Corno d’Africa è diventato l’estremità orientale di quella sorta di "Arabistan" che attraversa tutta la fascia sahelo–sudanese. Se da una parte c’è l’Etiopia, alleata degli Stati Uniti, dall’altra ci sono i jihadisti di Shabaab. C’è poi il fronte aperto del Nilo, con la costruzione della grande diga sul Nilo blu, che ha già rischiato in passato di provocare più di un sussulto con Il Cairo. Infine ci sono le tensioni costanti tra Etiopia ed Eritrea: anche se al momento quello che sembra interessare principalmente ad Addis Abeba è che il suo fragile vicino non accetti di ospitare milizie o forze militari ostili all’Etiopia.
 
 
L’influenza del boom economico

In ogni caso, anche se le elezioni del 24 maggio fossero davvero aperte a qualsiasi risultato "e se, come spesso accade nelle democrazie avanzate, la performance economica di Addis Abeba svolgesse un ruolo nell’orientare il voto del suo elettorato – scrive Giovanni Carbone, ISPI Associate Senior Research Fellow – il Fronte Democratico Rivoluzionario del Popolo Etiope avrebbe comunque buone ragioni per sentirsi il favorito". Il secondo paese più popoloso d’Africa è infatti riuscito a coniugare negli ultimi quindici anni una gestione macroeconomica ordinata con tassi di crescita fra i più alti a livello globale (8,8% tra il 2000 e il 2014). In questo sviluppo impetuoso che ha toccato tutti i settori dell’economia (dall’agricoltura al manifatturiero passando per i servizi, ad eccezione forse solo dell’ancora sottosviluppato settore minerario), il governo ha certamente giocato un ruolo fondamentale, ispirandosi piuttosto al modello economico cinese che alle democrazie liberali occidentali, e mantenendo un rigido controllo su settori considerati strategici (banche e telecomunicazioni in primis).
 
 
Il difficile cammino verso la democrazia
Come ricostruisce Matteo Finazzi, ISPI Research Trainee, la grande occasione persa per il progresso democratico del paese risale al 2005: in quell’occasione infatti le opposizioni avevano dato prova di un’inusuale coesione, dando vita a una coalizione nazionale (la Coalizione per l’Unità e la Democrazia, CUD) che avrebbe potuto rappresentare una reale alternativa al partito di governo. Ogni speranza andò però delusa quando accuse di brogli, manifestazioni e una dura repressione poliziesca si conclusero con il processo e l’arresto di molti membri dell’opposizione. Solo l’inizio di quella che può essere considerata come una sistematica operazione di controllo sulla vita politica interna, culminata nel 2014 con una legge antiterrorismo piegata allo scopo politico di colpire le opposizioni.
 
 
Etiopia: Fact and Figures 
La vastità, il complesso percorso storico e la molteplice identità etnica e culturale fanno dell’Etiopia un paese leader e dalle enormi potenzialità e allo stesso tempo ne rappresentano gli elementi di maggiore fragilità. La scheda dedicata all’Etiopia dell’Atlante Geopolitico Treccani, realizzato in collaborazione con ISPI, approfondisce gli aspetti principali dell’economia, della politica e della società etiope.

Da ipsionline.it

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etiopiarepressionevoto
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