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Esteri
Europa divisa sulla proposta Biden di liberare i brevetti dei vaccini

"Non siamo convinti che, a breve termine, sia la soluzione magica, ma siamo pronti a discuterne appena avremo una proposta concreta sul tavolo”, così l’Unione europea nella riunione dei 27 capi di Stato e Governo a Porto in Portogallo ha risposto al presidente degli Stati Uniti Joe Biden di liberare temporaneamente i brevetti per i vaccini Covid-19.

E la stessa Ursula von der Leyen, Presidente della Commissione europea ha ribadito che “Dobbiamo essere aperti al dibattito sui brevetti e analizzare la questione delle licenze, ma sono temi a lungo termine ".

Tradotto: non si scarta l’ipotesi per educazione ma i tempi saranno biblici e, soprattutto, sembra essere molto difficile avere un’unanimità di vedute.

Il dibattito sulla proprietà intellettuale dei farmaci contro il Covid-19 è stato il tema non previsto che i rappresentanti europei si sono trovati a dover discutere, spiazzati dalla proposta a sorpresa del presidente degli Stati Uniti.

In ogni caso l’Europa ha chiarito la sua posizione, quella cioè di aprirsi ad una possibile discussione sull’argomento ma dando priorità all’eliminazione di altre barriere che, al momento, limitano i percorsi dei vaccini verso determinati angoli del mondo.

E il messaggio importante che è emerso è stata l’esortazione ai partner europei di facilitare al massimo le esportazioni.

Dal canto suo anche il presidente francese Emmanuel Macron ha chiesto agli Usa di porre fine al attuale divieto di esportazione di dosi e componenti di vaccini "Chiedo molto chiaramente agli Stati Uniti di porre fine ai divieti di esportazione”, ricordando che dei quasi 400 milioni di vaccini prodotti nel territorio comunitario, circa 200 milioni sono stati destinati all'esportazione in altri paesi, come Giappone, Regno Unito e Canada.

"Quando confrontiamo gli europei con gli inglesi, che hanno un tasso di vaccinazioni molto più veloce, è perché in Europa siamo stati aperti e non abbiamo agito come gli americani, che hanno tenuto per sé tutto ciò che hanno prodotto ".

La stessa opinione francese è stata condivisa anche dalla Cancelliera tedesca Angela Merkel che ha rifiutato al 100% un allentamento della tutela della proprietà intellettuale dei vaccini.

Secondo la Merkel i fattori limitanti la fornitura sono altri, come la capacità di produzione e gli standard di alta qualità.

Anzi la proprietà intellettuale deve rimanere anche in futuro in quanto fonte di innovazione.

Di parere totalmente opposto il premier spagnolo Pedro Sanchez "La proprietà intellettuale non può essere un ostacolo per porre fine al Covid-19 e soprattutto garantire un accesso equo e universale ai vaccini".

In questa totale disarmonia di vedute gli europei hanno comunque chiuso un altro grosso contratto per l’acquisto di altre dosi di vaccino, 900 milioni di dosi di Pfizer-BionTech con un'opzione per l'acquisto di altri 900 milioni. In totale, 1.800 milioni da spedire tra il 2021 e il 2023.

Tre le ragioni di un acquisto così importante: la vaccinazione di bambini e adolescenti, le dosi di richiamo a fine immunità e le varianti.

Ma almeno la divisa Europa, a differenza degli Stati Uniti, ha inserito nel contratto la possibilità do esportare o donare le dosi in eccedenza.

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