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Fine di un mito, la classe media americana non è la più ricca

Fine di un mito, la classe media americana non è la più ricca
new york skyline 500
La classe media americana perde colpi, superata da quella canadese. Negli Usa le disuguaglianze tra ricchi e poveri sono enormi e hanno trasformato la terra del ‘self made man’ nella patria di Paperoni e poveracci. Fine degli happy days insomma. L’analisi

Fine di un sogno americano: la classe media degli Stati Uniti ha perso la propria leadership mondiale: non è infatti più al primo posto nella classifica della ricchezza. Secondo quanto scrive il New York Times, negli ultimi trent’anni le crescenti disparità e la diminuzione dei diritti hanno fatto crollare il mito del benessere sul quale si era fondata lasocietà americana del dopoguerra. I dati pubblicati mostrano per esempio che la stessa fascia sociale in Canada guadagna più che negli Stati Uniti. E ancora le classi più povere della popolazione europea hanno entrate maggiori rispetto a quelle degli Usa.

Fine, insomma, degli Happy Days…La crisi della middle class a stelle e strisce, dorsale portante di un modello di vita divenuto proverbiale nell’immaginario collettivo – si sta manifestando nonostante il buon andamento dell’economia Usa, che a quanto pare beneficia una porzione molto ridotta della popolazione. E così rischiano di scomparire le famiglie raccontate, per fare un nome, da Jonathan Franzen ne “Le correzioni”, un coacervo di nevrosi e sentimenti contraddittori, che però esprimono, nella loro crudeltà, una delle anime più profonde dell’America. Qualunque cosa questa parola totemica significhi oggi.