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Esteri
Gaza, scatta un'altra fragile tregua

Un'intesa all'ultimo istante. Quando le agenzie avevano già battuto la notizia di una trattativa fallita. E anzi, l'esercito di Tel Aviv aveva annunciato il lancio (smentito da un portavoce di Hamas) di tre razzi diretti verso la città israeliana di Ashkelon, seguìto - secondo alcuni testimoni - da un raid sul nord della Striscia. E invece il cessate-il fuoco è stato prolungato di altre 72 ore. Questo, almeno, secondo quanto riferito dai negoziatori egiziani. Secondo fonti palestinesi, addirittura di cinque giorni. "Abbiamo accettato di dare più tempo alla trattativa", ha detto il capo della delegazione palestinese, Azzam al-Ahmad. L'intesa è stata raggiunta a meno di un'ora dalla scadenza della tregua precedente. E partirà dalla mezzanotte. Ma continuano a piovere razzi sul territorio dello Stato ebraico. E anzi un razzo caduto sulla parte egiziana di Rafah, al sud della Striscia di Gaza, avrebbe colpito una casa uccidendo una bimba. Lo riferisce l'agenzia Mena. Altre due persone sono rimaste ferite: si tratterebbe di altri due bambini secondo testimoni. E il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, ordinato all'esercito di tornare a colpire la Striscia. E i jet hanno colpito tre obiettivi.

Nelle ore precedenti, Israele si era detto disponibile a prolungare la pace di altri tre giorni, mentre i palestinesi avevano rinviato la conferenza stampa prevista per le 21.30 (le 20.30 in Italia) ad un orario imprecisato, confermando le difficoltà del negoziato. Il giornale israeliano Ynet citava fonti egiziane che affermavano: "è necessario più tempo per raggiungere un accordo. Entrambe le parti sono ostinate su alcuni dei punti in discussione".

Prima del cessate il fuoco c'erano state ore di colloqui frenetici con la tensione che tornava a salire. Truppe al confine e il sistema anti-razzi Iron Dome armati, pronti a tutto. Il ministro israeliano per gli Affari strategici Yuval Steinitz aveva detto che Israele "risponderà a quanto farà Hamas". "Alla calma risponderemo con la calma. Ma se Hamas sparerà, il nostro contrattacco sarà molto forte".

L'Egitto, in questi giorni ospite dei colloqui e mediatore, ha presentato alle parti una proposta di soluzione, che prevederebbe che l'Autorità palestinese subentri ad Hamas nell'amministrazione dell'enclave, oltre l'allentamento di alcune parti del blocco imposto da Israele a Gaza e la riapertura di alcuni valichi, che porterebbe un po' di sollievo alla Striscia, ma rimanda a negoziati futuri la risoluzione di alcuni nodi dibattuti, come per esempio la richiesta di Hamas di rimuovere totalmente il blocco e quella israeliana che vuole il disarmo di Hamas.

In base alla proposta dell'Egitto, Israele interromperebbe gli attacchi aerei sui militanti palestinesi e la zona cuscinetto di 500 metri nei pressi del confine tra Gaza e Israele sarebbe ridotta con il tempo.

Telefonata Obama-Netanyahu. Dietro le quinte, anche un nuovo intervento del presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, che ha avuto nel pomeriggio un colloquio telefonico con il premier israeliano, Benyamin Netanyahu. Obama ha ribadito il sostegno degli Usa agli sforzi di mediazione dell'Egitto e ha sottolineato l'importanza di giungere ad un risultato sostenibile che garantisca la sicurezza di Israele e affronti la crisi umanitaria a Gaza.

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