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Esteri
Sterminata la famiglia di un capo di Hamas

La tregua è saltata e con essa tramontano anche le speranze di un'intesa su una stasi permanente del conflitto di Gaza. Stamattina, la notizia di tre razzi lanciati dalla Striscia verso Israele, e finiti in una zona disabitata del Neghev, ha dimostrato quanto fragile fosse anche l'ultimo tentativo (la scadenza era prevista per la mezzanotte locale di oggi) fatto dai mediatori egiziani, di promuovere un accordo per una tregua più stabile. E' stato il premier israeliano in persona, Benjamin Netanyahu, infatti, ad accusare subito dopo Hamas di aver violato la tregua, a richiamare la delegazione dai negoziati del Cairo e ad annunciare di aver dato ordine all'esercito di attaccare "bersagli terroristici" nella Striscia.

 I raid aerei israeliani, così, sono andati avanti per ore, colpendo dieci obiettivi, secondo quanto reso noto da fonti miitari. E in serata migliaia di palestinesi erano nuovamente in fuga dai quartieri a est di Gaza per sfuggire ai bombardamenti. Testimoni hanno riferito che centinaia di famiglie abitanti di Gaza, pieni di sacchi e materassi, stanno abbandonando precipitosamente la zona di Shajaiya per andare a cercare riparo nelle scuole delle Nazioni Unite riadattate a rifugi.

Da parte sua, Hamas ha continuato e rivendicato il lancio di razzi, anche verso l'aeroporto internzionale "Ben Gurion" di Tel Aviv.

Ma la conta dei morti riprende: secondo fonti mediche palestinesi, un raid aereo israeliano ha ucciso una donna di 40 anni e una bambina di 2 anni, e ferito 16 persone in un attacco che aveva come obiettivo uno dei capi militari di Hamas, Mohammed Deif, il responsabile dei sistemi di lancio dei missili contro Israele e comandante delle brigate "Ezzedine al-Qassam". L'uomo pare sia scampato all'attacco, mentre sono morti la moglie e la figlia. I servizi di soccorso palestinesi avevano parlato di tre morti e 45 feriti in un raid contro una grande casa del quartiere di Sheikh Radwan a Gaza. Si tratta delle prime vittime dei raid israeliani dal 10 agosto e dall'entrata in vigore della tregua infranta. Mohammed Deif è diventato capo del braccio armato di Hamas, le Brigate Ezzedin al-Qassam, dopo la morte in un raid nel 2002 dal suo predecessore Salah Chehade. Israele ha tentato cinque volte in passato di assassinare Deif, senza successo.

E nella notte tra martedì e mercoledì altri raid hanno provocato la morte di sei persone, tra cui tre bambini, contro una casa di Dayr al-Balah, nella Striscia di Gaza. Lo rendono noto i servizi di soccorso palestinesi. Altri due uomini sono rimasti feriti nello stesso bombardamento.

Di contro, in serata l'esercito israeliano ha riferito che dalla Striscia di Gaza sono stati lanciati in rapida successione molti razzi ed uno è caduto nell'area metropolitana di Tel Aviv (nessun ferito): i lanci sono poi stati rivendicati dalle brigate al Qassam, braccio armato di Hamas.

Gli Stati Uniti chiedono l'immediata sospensione del lancio di razzi da Gaza verso il territorio israeliano e invitano entrambe le parti a riprendere i colloqui per il 'cessate il fuoco'. "Siamo molto preoccupati per gli sviluppi di oggi, condanniamo il rinnovato lancio di razzi e, come abbiamo detto, Israele ha il diritto di difendersi contro tali attacchi", ha spiegato la portavoce del dipartimento di Stato Usa, Marie Harf. Gli Stati Uniti, ha aggiunto Harf, auspicano che le "parti possano raggiungere un accordo su un cessate il fuoco sostenibile o, se necessario, accettare un'altra proroga del cessate il fuoco temporaneo".

La giornata. Hamas rompe tregua. Ad aprire le ostilità sono stati i militanti di Hamas che hanno sparato tre razzi verso la città israeliana di Beer Sheva, nel Neghev, esplosi in zone non abitate. Altri due razzi sono stati intercettati in volo dalle batteria di difesa a Netivot, nel Neghev, mentre un colpo di mortaio partito da Gaza è esploso presso un villaggio israeliano.

Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha immediatamente ordinato all'esercito di colpire "gli obiettivi terroristici" a Gaza in risposta al lancio di missili e raid aerei sono stati effettuati nella parte settentrionale e orientale della Striscia. Secondo fonti di Hamas sarebbero sette gli attacchi aerei condotti da Israele e due bambini sarebbero rimasti feriti, come riportato dal ministero della Salute di Gaza

Hamas nega di aver rotto la tregua e accusa a sua volta Israele di aver aperto per prima le ostilità. La situazione sul campo è stata forse solo la conseguenza del nulla di fatto che si stava prefigurando al tavolo delle trattative del Cairo. "La lotta palestinese continuerà finché non arriveremo a realizzare gli obiettivi del nostro popolo e le sue aspirazioni di libertà e indipendenza nazionale", aveva detto Izzat al-Rishq, portavoce di Hamas, subito dopo il ritiro della delegazione israeliana dai colloqui, sottolineando che fino a quel momento "il nemico" non aveva "accettato nessuna richiesta dei palestinesi. Le discussioni tra le parti erano incentrate sulle questioni principali, tra cui il blocco di Gaza imposto da Israele, la richiesta palestinese di riaprire il porto e aeroporto nella Striscia e la richiesta dello Stato ebraico di disarmare Hamas. Davanti ai no reciproci, sono tornate a parlare le armi e a sera è arrivato, da parte di Hamas, il de profundis sui negoziati: "Non c'è alcun progresso nei negoziati, le possibilità di raggiungere un accordo per una tregua duratura sono sfumate e noi consideriamo gli occupanti sionisti pienamente responsabili di questa situazione", ha dichiarato Ezzat el Rishq, alto responsabile di Hamas.

Dall'inizio delle operazione "margine protettivo" più di duemila palestinesi sono stati uccisi, mentre 67 sono le vittime israeliane.

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