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Esteri
Terrorismo/ Gentiloni: "Infiltrazione dagli immigrati"

Il terrorismo potrebbe infiltrarsi tra i migranti per inviare propri uomini in Europa a compiere attentati. E' l'avvertimento del ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, a Londra per partecipare al consiglio ristretto del fronte internazionale contro la minaccia dell'Isis. Per quanto riguarda gli jihadisti in Italia, "certamente oggi i rischi di infiltrazione sono notevoli", ha spiegato. "Il rischio di infiltrazione legato all'immigrazione", ha aggiunto il titolare della Farnesina, e' anche "per il richiamo dei simboli della cristianita' in Italia". Sul fronte del contrasto "per fortuna gli apparati di sicurezza funzionano", ha detto Gentiloni incontrando i giornalisti, "ma questo non ci consente di abbassare la guardia". Il ministro degli Esteri, ha assicurato che "al momento l'impegno italiano" contro l'Isis in Iraq e in Siria "e' considerato adeguato". "Siamo il secondo Paese piu' importante nell'addestramento alle forze che combattono sul terreno e per esempio lavoriamo molto sulla ricognizione aerea", ha ricordato. Per quanto riguarda il Kurdistan iracheno, "abbiamo gia' importanti progetti di cooperazione per 24 milioni di euro", "e faremo ancora di piu'".

Dura la risposta polemica della Lega. "Il ministro Gentiloni sul terrorismo: 'Rischio infiltrazioni da immigrazione'. Dichiarazioni gravissime, che meritano immediate spiegazioni in Parlamento, il blocco di Triton e di ogni nuovo sbarco". Cosi' il segretario federale della Lega Nord Matteo Salvini. Intanto il Consiglio dei Ministri sulle nuove norme anti-terrorismo e' stato spostato al 28 gennaio. Sul fronte delle indagini e' da segnalare che un albanese di 30 anni che e' stato bloccato e fermato dalla polizia all'aeroporto di Catania: era in possesso di documenti falsi. Dai controlli antiterrorismo e' emerso che era gia' stato denunciato il 13 gennaio a Malpensa perche' trovato anche in quell'occasione in possesso di documenti falsi con i quali voleva salire a bordo di un aereo per Londra. Durante la perquisizione personale, all'albanese e' stata sequestrata una pen-drive contenente alcune immagini in cui l'uomo e un'altra persona mentre imbracciano fucili Kalashnikov, e molti altri file, tra cui documenti d'identita' di varie nazionalita', alcuni dei quali con la sua fotografia. Il materiale e' oggetto di sviluppo investigativo degli esperti dell'antiterrorismo della Polizia di Stato. (AGI) Bru

La Farnesina sta seguendo "attentamente" il caso di un italiano scomparso in Libia: la conferma e' stata data dal ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, parlando a Londra prima di una conferenza sulla lotta all'Isis. Il titolare della Farnesina ha parlato di "irreperibilita'" senza sbilanciarsi sull'eventualita' di un sequestro del connazionale, che secondo indiscrezioni sarebbe un medico operante nel Paese nordafricano. "Seguiamo il caso con il riserbo che e' consueto in questi casi", ha spiegato Gentiloni.

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