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Dopo le elezioni di domenica prossima in Germania, Angela Merkel rimarra' presumibilmente cancelliere, ma rischia di tornare a guidare di nuovo una Grosse Koalition con il partito socialdemocratico (Spd). E' questo il quadro che a pochi giorni dal voto di domenica prossima offre il sondaggio Forsa per il settimanale 'Stern', dal quale emerge che il governo uscente tra Cdu/Csu e liberali della Spd non ha piu' la maggioranza nel Paese ed e' alla pari con l'opposizione di sinistra, con entrambi i blocchi al 44%.

Sulla forza dei vari partiti non e' mutato praticamente quasi nulla, con la Cdu/Csu del cancelliere stabile al 39% e la Spd dello sfidante Peer Steinbrueck al 25%, mentre i liberali perdono un punto e scendono esattamente sulla soglia di sbarramento del 5%, con il rischio di ritrovarsi fuori dal Bundestag, se scivoleranno piu' sotto. A sinistra la Linke scavalca al 10% i Verdi, che restano inchiodati al 9%, mentre da ieri il partito ecologista deve affrontare la bufera sulla pedofilia, che investe il suo candidato alla Cancelleria, Juergen Trittin, accusato di aver varato negli anni '80 a Goettingen il programma dei Gruenen (Verdi) per le elezioni comunali, nel quale si chiedeva la depenalizzazione dei reati di sesso con i minori. Il partito antieuro "Alternative fuer Deutschland" (AfD) perde un punto e torna al 3%, alla pari con i Piraten. Se il voto del 22 settembre confermera' il quadro espresso dal sondaggio, l'unica alternativa di governo possibile rimane la Grosse Koalition guidata ancora dalla Merkel, che il 53% dei tedeschi vuole mantenere alla Cancelleria, con il 26% che vorrebbe vedere Steinbrueck al suo posto ed il 21% che non ama nessuno dei due.

Il candidato socialdemocratico alla Cancelleria, Peer Steinbrueck, riafferma che dopo le elezioni del 22 settembre non fara' da stampella alla Merkel, ma nel frattempo i suoi compagni di partito si stanno gia' spartendo le poltrone in un futuro governo di Grosse Koalition a guida Cdu/Csu. "Non faro' di nuovo da stampella alla Merkel", proclama Steinbrueck, che dal 2005 al 2009 e' stato il suo ministro delle Finanze, aggiungendo che "noi vogliamo un governo rosso-verde ed e' per questo che ci battiamo". Intanto la 'Sueddeutsche Zeitung' rivela oggi che dietro le quinte "nella Spd si stanno gia' spartendo i posti in una Grosse Koalition". Il giornale di Monaco di Baviera scrive che gli strateghi socialdemocratici puntano "a sei ministeri, tre per gli uomini e tre per le donne", mentre e' dato per "sicuro" che il presidente della Spd, Sigmar Gabriel, diventerebbe il nuovo vice cancelliere.

"Non e' ancora deciso quale ministero assumera'", precisa il giornale, "ma tra quelli ipotizzabili figurano il dicastero degli Esteri, quello delle Finanze o dei Trasporti e delle Infrastrutture, allargato con l'aggiunta delle competenze per l'Ambiente". Sull'altro fronte la Merkel replica a muso duro ai liberali della Fdp, che stanno facendo incessantemente campagna per chiedere a loro favore il secondo voto degli elettori cristiano-democratici. Il cancelliere ribadisce ai suoi elettori che "la parola d'ordine e' quella di entrambi i voti alla Cdu. Non abbiamo voti da regalare". Secondo il sistema elettorale tedesco, ogni elettore ha sulla scheda due voti, con il primo dei quali si elegge con il maggioritario il deputato che arriva primo in una delle 299 circoscrizioni, mentre il secondo voto puo' essere attribuito anche ad un partito diverso e serve a scegliere con il proporzionale i rimanenti 299 deputati al Bundestag. Almeno per un quarto dei 60 milioni di tedeschi chiamati a votare domenica, gli ultimi appelli dei partiti potrebbero cadere nel vuoto, poiche' hanno gia' fatto la loro scelta e votato per posta. Lo 'Spiegel' rivela che per le prossime elezioni per la Cancelleria il numero dei "Briefwaehler", gli elettori per posta, raggiungera' un nuovo record. A Stoccarda ha gia' votato per posta il 25% in piu' di chi lo fece nel 2009, mentre anche a Monaco e Colonia la percentuale del voto postale e' superiore del 20% a quella di quattro anni fa. A Berlino quasi mezzo milione di elettori ha chiesto l'invio a casa della scheda elettorale, un quinto del corpo elettorale della capitale.

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