I piani di oltre una ventina di sistemi d’armamento americani sono stati trafugati da hacker cinesi: lo scrive il Washington Post, riuscito a entrare in possesso di un rapporto preparato per il Pentagono dal ‘comitato scientifico’ della Difesa. Secondo il quotidiano, i programmi spiati riguardavano aerei e navi da combattimento, ma anche sistemi di difesa missilistici ‘pensati’ per la sicurezza di Eeropa, Asia e Paesi nel Golfo. Il quotidiano non specifica la portata dell’operazione, ma cita -tra le armi finite nel mirino- il missile Patriot, i sistema di difesa antimissile Aegis della Marina Usa, i cacciabombardieri F/A-18, l’elicottero Black Hawk e l’aereo F-35. Secondo il quotidiano, l’operazione potrebbe consentire alla Cina di mettere in crisi il funzionamento di questi sistemi in caso di un eventuale conflitto ma anche di accelerare lo sviluppo tecnologico del proprio esercito. In un rapporto consegnato nelle scorse settimane al Congresso, il Pentagono aveva accusato la Cina di ricorrere all’attivita’ di spionaggio per modernizzare il suo esercito e descritto gli Usa come il bersaglio di numerose azioni di ‘hackeraggio’ “direttamente attribuibili all’esercito e al governo cinese”. Pechino ha sempre smentito le accuse.
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