Punti chiave
- Iran, Mosca: "Solo Teheran puo' decidere sull'uranio arricchito"
- Iran, Al Jazeera: "Corsa contro il tempo per evitare il ritorno della guerra"
- Iran, media: Casa Bianca nega decisione Khamenei su uranio
- Iran, comandante esercito: "Pronti a respingere ogni minaccia"
- Iran, media: "Khamenei vieta il trasferimento dell'uranio arricchito"
- Iran, India: 14 imbarcazioni bloccate nello stretto di Hormuz
- Iran, Cnn: "Sta ricostruendo velocemente sua industria militare"
- Iran, paesi Golfo chiedono accordo equilibrato e sicurezza
- Iran: Erdogan parla con Trump, "evitare ripresa conflitto"
- Iran: Tajani, a Hormuz sarebbe meglio missione Onu
Solo l’Iran puo’ decidere come smaltire il suo uranio arricchito, ha dichiarato la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova.
“Desidero ribadire la nostra posizione fondamentale sull’inviolabilita’ del diritto dell’Iran a sviluppare un programma nucleare pacifico in conformita’ con il Trattato di non proliferazione nucleare. Solo il popolo iraniano puo’ decidere come esercitare questo diritto, anche nel contesto dell’arricchimento dell’uranio e del materiale nucleare in suo possesso”, ha affermato la portavoce in un briefing. Gli Stati Uniti chiedono di porre dei limiti alle ambizioni nucleari dell’Iran, mentre Teheran esige prima garanzie di pace e solo successivamente si dichiara pronta a discutere del proprio programma nucleare.
Mentre le lancette dell’orologio segnano le ore più critiche degli ultimi mesi, una frenetica attività diplomatica si sta svolgendo dietro le quinte per impedire il ritorno a un conflitto aperto tra Stati Uniti e IRAN. Lo riporta la Tv qatarina al Jazeera, che parla di un’intensa mediazione, cambiamenti di tono da parte di Donald Trump e un ruolo ”sempre più centrale del Pakistan” stanno definendo una fase delicatissima, sospesa tra speranza di accordo e rischio di escalation militare.
In un’evoluzione di grande rilevanza, il presidente americano Donald Trump ha confermato di aver rinviato un attacco militare già programmato per lo scorso martedì, accogliendo la richiesta esplicita dei leader di Qatar, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti. Tuttavia – ricorda al Jazeera – il tycoon ha lanciato un chiaro avvertimento: senza un accordo rapido con Teheran, una “operazione su larga scala” potrebbe essere lanciata a breve.
Pochi ore dopo, ha però adottato un tono sensibilmente più conciliante, esprimendo la speranza di raggiungere un’intesa che eviti ulteriori perdite umane. Un cambio di registro significativo, che – secondo fonti vicine alla Casa Bianca – riflette una strategia orientata ora con maggiore decisione verso la via diplomatica, pur mantenendo le forze americane in stato di massima allerta.
Il Pakistan ha intensificato in modo straordinario i propri sforzi di mediazione. Oggi è atteso l’arrivo del potente capo di stato maggiore dell’esercito pakistano, il generale Asim Munir, in quella che viene definita “una visita di importanza strategica”. Fonti a Islamabad – riporta l’emittene – descrivono il Pakistan come un attore “più grande di un semplice mediatore e meno di un negoziatore vero e proprio”. Islamabad propone formule concrete, avvicina le posizioni e applica una pressione soft su entrambe le parti affinché concedano compromessi.
La Casa Bianca ha smentito la notizia secondo la quale la Guida Suprema iraniana, l’ayatollah Mojtaba Khamenei, ha ordinato che l’uranio arricchito rimanga in Iran. E’ quanto ha riferito FoxNews citando fonti all’interno dell’amministrazione Usa. “La Casa Bianca sta respingendo questa affermazione. Sostengono che il rapporto di Reuters non sia vero. Mi e’ stato detto che non e’ stata presa alcuna decisione in merito alla questione specifica dell’uranio arricchito”, ha riferito la giornalista Aishah Hasnie.
L’esercito iraniano e’ pronto a contrastare ogni minaccia e difendere il suo popolo. Ad assicurarlo e’ stato il comandante Amir Hatami che oggi ha incontrato il presidente Massoud Pezeshkian. “L’esercito e’ pienamente pronto a fornire una risposta decisa, e all’altezza della potenza della Repubblica Islamica, contro qualsiasi minaccia, violazione o azione provocatoria”, ha dichiarato a quanto riportato dalla televisione iraniana. Le forze armate “sono pronte, con tutte le loro capacita’, a difendere con sacrificio e dedizione la sicurezza, l’indipendenza, la dignita’ e l’integrita’ territoriale del Paese, nonche’ a proteggere il grande popolo iraniano”, ha insistito. Dal canto suo, Pezeshkian ha reso omaggio ai militari. “L’unita’ nazionale e la potenza delle forze armate costituiscono il pilastro fondamentale della sicurezza del Paese”, ha sottolineato.
La Guida Suprema iraniana, Mojtaba Khamenei, ha emesso una direttiva che vieta l’invio all’estero dell’uranio altamente arricchito, inasprendo cosi’ la posizione di Teheran su una delle principali richieste statunitensi nei colloqui di pace. Lo riporta l’agenzia Reuters, citando due fonti iraniane di alto livello. L’ordine di Khamenei potrebbe ulteriormente irritare il presidente statunitense Donald Trump e complicare i negoziati per porre fine alla guerra tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran.
Funzionari israeliani hanno riferito sempre a Reuters che Trump ha assicurato a Israele che le scorte di uranio altamente arricchito, necessario per la produzione di un’arma nucleare, saranno trasferite fuori dall’Iran e che qualsiasi accordo di pace dovra’ includere una clausola in tal senso.
Ci sono 14 imbarcazioni indiane bloccate nello Stretto di Hormuz. Lo hanno reso noto fonti governative di Nuova Delhi, precisando che sono in corso trattative con il ministero degli Esteri per inviare petroliere per il carico nello Stretto di Hormuz.
L’Iran ha gia’ riavviato parte della sua produzione di droni durante il cessate il fuoco di sei settimane iniziato all’inizio di aprile, ha riferito la Cnn, citando due fonti a conoscenza delle valutazioni dell’intelligence statunitense. L’intelligence statunitense indica che l’esercito iraniano si sta rimettendo in piedi molto piu’ velocemente di quanto inizialmente stimato, aggiunge l’emittente americana, citando quattro fonti.
Parlando a nome del Consiglio di Sicurezza del Golfo (Ccg), Egitto, Qatar e Arabia Saudita chiedono un accordo “equilibrato” e garanzie di sicurezza. Nel loro appello auspicano che il futuro accordo tenga conto degli interessi di tutte le parti e delle “preoccupazioni” dei paesi arabi confinanti con l’Iran, in particolare per quanto riguarda la loro sicurezza. Al contempo hanno ringraziato il presidente degli Stati Uniti per aver “dato una possibilita’ alla diplomazia”. Secondo una dichiarazione rilasciata oggi dal governo egiziano, e’ quanto emerso da conversazioni telefoniche separate tra il ministro degli Esteri egiziano, Badr Abdellaty, e i suoi omologhi del Qatar, Mohammed bin Abdulrahman, e dell’Arabia Saudita, Faisal bin Farhan, nelle quali hanno ribadito la necessita’ di “impedire che la regione venga trascinata in scontri piu’ ampi”.
“E’ stata sottolineata l’importanza fondamentale di proseguire il processo negoziale fino al raggiungimento di un accordo equilibrato che soddisfi gli interessi di tutte le parti”, si legge nella dichiarazione, diffusa dal Consiglio dei ministri egiziano. “E’ inoltre necessario che qualsiasi accordo tenga conto delle preoccupazioni di sicurezza dei paesi della regione, in particolare di quelle dei fratelli stati arabi del Golfo (Persico), e che cio’ sia considerato un pilastro fondamentale della sicurezza nazionale egiziana e araba”, ha aggiunto. Questo allude a garanzie apparenti per impedire all’Iran di minacciare nuovamente i suoi vicini arabi nel Consiglio di Sicurezza del Golfo, che sono stati attaccati con droni e missili iraniani dall’inizio della guerra alla fine di febbraio.
Il Ccg – Arabia Saudita, Qatar, Emirati Arabi Uniti, Kuwait, Bahrein e Oman – chiede inoltre che i suoi membri partecipino a qualsiasi accordo sulla gestione dello Stretto di Hormuz, attraverso il quale esportano la maggior parte del loro petrolio e gas nel mondo. Martedi’, Trump ha dichiarato di aver rinviato un attacco su vasta scala contro l’Iran su richiesta dei partner di Washington nel Golfo Persico, come Arabia Saudita e Qatar, che gli hanno chiesto di concedere tempo per i negoziati. Ha inoltre indicato di essere in attesa di risposte “corrette” da Teheran alle condizioni poste dagli Stati Uniti in merito alle attivita’ nucleari iraniane e alla revoca del blocco dello Stretto di Hormuz da parte dell’Iran, tra le altre questioni, al fine di porre fine alla guerra iniziata il 28 febbraio.
Il Presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, ha avuto un colloquio telefonico con il Presidente americano, Donald Trump, durante il quale ha sottolineato l’importanza di evitare una ripresa del conflitto con l’Iran. In base a quanto reso noto dalla presidenza turca, la telefonata ha costituito l’occasione per ribadire il sostegno della Turchia al dialogo tra Washington e Teheran mediato dal Pakistan.
“A Hormuz serve una missione internazionale. Sarebbe meglio una missione Onu, ma non escludo che possa esserci anche la Nato. Non sarebbe una missione di guerra, ma una missione post conflitto per la garantire la navigazione e lo sminamento”. Lo afferma sull’Iran il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, a ‘Tg2 post’.
Il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha dichiarato di essere “disposto ad aspettare qualche giorno per la risposta giusta dall’Iran. Sono persone ragionevoli”. Ha aggiunto che “se non otterremo le risposte giuste, la situazione si evolverà molto rapidamente. Siamo tutti pronti ad andare avanti, ma abbiamo bisogno di ottenere le risposte giuste”.
L’Autorità iraniana per la gestione dello Stretto di Hormuz ha pubblicato una mappa che mostra l’area di transito per la quale è necessario coordinarsi per ottenere un permesso iraniano. Le autorità hanno spiegato che l’area monitorata si trova tra la linea che collega Jabal Mubarak in Iran e la parte meridionale di Fujairah negli Emirati Arabi Uniti. L’Autorità ha aggiunto che l’area di sorveglianza comprende la zona compresa tra l’estremità dell’isola di Qeshm in Iran e Umm Al Quwain negli Emirati Arabi Uniti.
“Se Trump pensa di poter aprire lo Stretto di Hormuz con la forza, le nostre forze, che lui ha affermato di aver distrutto, distruggeranno lui“. Lo sottolinea il vicecomandante della Marina delle Guardie Rivoluzionarie iraniane.

