Hormuz, la svolta di Teheran
L’Iran afferma di essere pronto a riaprire lo Stretto di Hormuz entro due giorni, anziché i sette giorni inizialmente previsti dai colloqui, se Washington accetta le sue condizioni. Lo ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri. “La possibilità di attuare questo piano in due giorni è un ulteriore segno della buona fede dell’Iran”, ha affermato Esmail Baghaei, sottolineando che “lo scambio di messaggi continua” attraverso i mediatori. “Se le richieste di Teheran saranno soddisfatte, sarà possibile ripristinare la sicurezza nello Stretto di Hormuz e rilanciare il processo negoziale in tempi brevissimi”.
Le parole di Trump
Il presidente Usa, Donald Trump, ha ribadito che la guerra con l’Iran finirà “molto presto, in un modo o nell’altro“, insistendo sul fatto che Teheran debba raggiungere un’intesa, altrimenti sarà Washington a porre fine al conflitto. In un intervento ai microfoni del Right Side Broadcasting Network (Rsbn), Trump ha sostenuto che gli Stati Uniti hanno ottenuto una grande vittoria contro l’Iran. “Abbiamo conseguito una vittoria tale che chiuderemo la faccenda molto presto, in un modo o nell’altro”, ha affermato. “Troveranno un accordo o noi porremo semplicemente fine alla questione“, ha aggiunto Trump, lasciando intendere che ciò potrebbe avvenire “magari per la via più semplice”.
La Marina del Corpo delle Guardie della Rivoluzione islamica (Irgc) dell’Iran ha riferito che due petroliere sono “esplose” dopo aver urtato delle mine mentre transitavano lungo una “rotta non autorizzata” nello Stretto di Hormuz. Lo riportano i media statali iraniani. L’Iran ha imposto restrizioni alle imbarcazioni che intendono attraversare lo Stretto di Hormuz e ha attaccato le navi che, a suo dire, violano tali restrizioni, nel tentativo di affermare il proprio controllo su questo passaggio strategico ed esercitare pressione sugli Stati Uniti.
Il presidente Usa, Donald Trump, ha avuto ieri una conversazione telefonica schietta con il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, incentrata sullo stato dei negoziati tra Stati Uniti e Iran e sulle tempistiche per un’eventuale ripresa delle ostilità. A riferirlo sono una fonte israeliana e una statunitense al sito Axios. Secondo le fonti, Netanyahu sta sollecitando Trump a colpire l’Iran subito dopo le elezioni di metà mandato di martedì. Trump, tuttavia, preferisce per ora lasciare che i negoziati facciano il loro corso, una strategia che desta preoccupazione in Netanyahu. La fonte israeliana ha definito la conversazione “dura”, mentre quella statunitense l’ha descritta come “diretta”. La Casa Bianca e l’ufficio del primo ministro israeliano non hanno rilasciato commenti.
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