Punti chiave
- Iran, Trump: "Non sento alcuna pressione; avremo vittoria completa"
- Iran, Trump: "Cessate il fuoco e' attaccato alle macchine"
- Iran, Trump: "Soluzione diplomatica e' ancora possibile"
- Iran, Trump: "Tregua ha 1% di possibilita' di sopravvivere"
- Trump: "Dall'Iran arrivata una proposta stupida, inaccettabile"
- Iran, Trump: "A breve incontro con folto gruppo di generali"
- Iran, Trump: "Verso sospensione tasse federali su carburante"
- Iran, ambasciatore a Pechino: "Sosteniamo piano di pace Cina"
- Iran, Trump: "Continueremo pressione fino all'accordo"
- Iran, Trump: "Non ha tecnologia per estrarre scorte nucleare"
Il presidente americano, Donald Trump, ribadisce di “non sentire alcuna pressione” dall’Iran. “Pensano che mi stanchero’ di tutto questo, che mi annoiero’, o sentiro’ la pressione. Ma non c’e’ pressione. Non c’e’ alcuna pressione. Avremo una vittoria completa”, ha dichiarato parlando con i giornalisti alla Casa Bianca. “In teoria, abbiamo gia’ avuto una vittoria completa. Dal punto di vista militare, la loro marina e’ morta, aveva 159 navi in questo momento. Non hanno altro che piccole motovedette che girano e ne vengono affondate otto al giorno da noi”, ha aggiunto.
Il presidente Donald Trump ha fatto un paragone medico per definire lo stato di incertezza legato al cessate il fuoco nella guerra con l’Iran, dopo la presentazione della controproposta fatta da Teheran al piano in 14 punti di Washington.
“Lo definirei il piu’ debole in questo momento. Dopo aver letto quel pezzo di spazzatura che ci hanno mandato, non ho nemmeno finito di leggerlo. Mi hanno detto che mi avrebbero fatto perdere tempo a leggerlo, direi che in questo momento e’ uno dei piu’ deboli, e’ attaccato alle macchine”, ha detto parlando ai giornalisti allo Studio Ovale, dove e’ in corso un evento sulla sanita’ e la maternita’.
“Essere attaccati alle macchine non e’ cosa buona. Direi che il cessate in fuoco e’ tenuto in vita artificialmente, come quando il medico entra e dice: ‘Signore, la persona a lei cara ha circa l’1% di possibilita’ di sopravvivere”.
Il presidente americano, Donald Trump, ritiene ancora “molto possibile” giungere a una soluzione diplomatica con l’Iran. “Ho avuto a che fare con loro quattro o cinque volte. Cambiano idea. Sono persone molto disonorevoli”, ha affermato parlando con i giornalisti alla Casa Bianca. La leadership e’ al terzo livello. Il primo livello non c’e’ piu’. Erano irragionevoli. Il secondo livello era piu’ ragionevole. Al terzo livello, nessuno vuole fare il presidente”, ha spiegato.
“Ma cambiano idea. Mi e’ capitato molte volte negli accordi. Sono queste persone con cui concludi un accordo, e il giorno dopo ti mandano un documento che ci mette cinque giorni ad arrivare, quando avrebbe dovuto esserci in 20 minuti. Sai, e’ un documento piuttosto semplice. Non avranno mai un’arma nucleare, almeno”, ha affermato ancora Trump.
“Il cessate il fuoco e’ in terapia intensiva, con una possibilita’ di sopravvivere dell’1%”. Lo ha dichiarato il presidente americano, Donald Trump, parlando alla Casa Bianca della tregua con l’Iran.
“Ci hanno presentato una proposta stupida. Nessuno l’avrebbe accettata, anche se Obama l’avrebbe fatto, Biden l’avrebbe fatto. Quello che hanno accettato e’ stato molto peggio”. Lo ha dichiarato il presidente americano, Donald Trump, parlando alla Casa Bianca parlando della risposta iraniana alla proposta di accordo.
Il presidente americano, Donald Trump, avra’ a breve “un incontro con un folto gruppo di generali sull’Iran”. Lo ha annunciato parlando a un evento alla Casa Bianca.
Donald Trump ha annunciato l’intenzione di sospendere la tassazione federale sui carburanti, nel tentativo di contenere il rialzo dei prezzi. Il presidente degli Stati Uniti lo ha detto a Cbs News, parlando di una messa in pausa della tassa federale “per un periodo di tempo” fino a quando “il prezzo del carburante non scendera’”. Da quando gli Stati Uniti e Israele hanno attaccato l’Iran, il 28 febbraio, il prezzo e’ aumentato del 50 per cento.
L’Iran appoggia il piano di pace della Cina, ha ribadito l’ambasciatore iraniano a Pechino, Abdolreza Rahmani Fazli. In vista della visita di Donald Trump in Cina questa settimana, durante la quale si discutera’ molto probabilmente dell’Iran e dello Stretto di Hormuz, il diplomatico della Repubblica islamica ha ricordato su X che l’Iran ha annunciato la propria disponibilita’ a sostenere il piano in quattro punti di Xi per la regione del Golfo. Il piano e’ stato discusso durante un incontro tra i ministri degli Esteri dei due Paesi.
Gli Stati Uniti continueranno a “esercitare pressione” sull’Iran “fino a quando non raggiungera’ un accordo”. Lo ha dichiarato il presidente americano, Donald Trump, parlando a Fox News. “La resa dell’Iran avverra’ sicuramente”, ha aggiunto.
Il presidente americano, Donald Trump, ha detto in un’intervista a Fox News che “l’Iran non ha la tecnologia necessaria per estrarre le scorte di nucleare”. “I negoziatori iraniani hanno ammesso di aver bisogno del nostro intervento per farlo”, ha spiegato.
Il presidente americano, Donald Trump, ha affermato a Fox News di valutare “il rilancio di Project Freedom ma con un ambito piu’ ampio che non si limiti solo a scortare delle navi attraverso lo Stretto di Hormuz”. Il capo della Casa Bianca ha tuttavia chiarito di “non aver ancora preso una decisione definitiva”.
“Tutti quanti siamo fortemente impegnati affinche’ si possa raggiungere un accordo. Disponibili noi e altri paesi a inviare navi delle marine militari per garantire la libera circolazione nello Stretto di Hormuz”. Lo ha detto il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani lasciando il Consiglio Esteri. “Tutti abbiamo la stessa posizione: lavorare per il dialogo e la pace. Ci auguriamo che alla fine possa prevalere il buonsenso” ha aggiunto “lo abbiamo detto anche a Rubio la scorsa settimana”.
Una petroliera del Qatar e’ stata fermata nello Stretto di Hormuz. A quanto riporta l’agenzia iraniana Tasnim, la Mizhem stava attraversando lo stretto quando improvvisamente ha cambiato rotta e si e’ fermata. La nave, diretta in Pakistan, sarebbe in attesa dell’autorizzazione dell’Iran al passaggio.
Il blocco in corso dei fertilizzanti nello Stretto di Hormuz rischia di scatenare una grave crisi umanitaria entro poche settimane, ha dichiarato il capo di una task force delle Nazioni Unite incaricata di sbloccare il passaggio di questi materiali cruciali. “Abbiamo poche settimane per scongiurare quella che probabilmente sara’ una grave crisi umanitaria. Potremmo trovarci di fronte a una crisi che fara’ precipitare nella fame altri 45 milioni di persone”, ha detto Jorge Moreira da Silva all’AFP in un’intervista.
Il ministro degli Esteri pakistano, Mohammad Ishaq Dar, ha incontrato oggi l’incaricata d’affari americana Natalie Baker per discutere “dell’evoluzione della situazione regionale”. A riferirlo e’ stato il ministero degli Esteri su X. Dar “ha sottolineato il ruolo del Pakistan nel facilitare la comunicazione tra Stati Uniti e Iran”, si legge nel post, “ed espresso al contempo la speranza che gli sforzi diplomatici in corso contribuiscano alla pace e alla stabilita’ nella regione e oltre”.
Il premier britannico Keir Starmer e’ tornato a difendere la decisione di non entrare nella guerra all’Iran al fianco di Stati Uniti e Israele. “Se avessimo ascoltato i consigli di certe parti, saremmo stati coinvolti in uno scontro con l’Iran e trascinati in una guerra che non e’ in linea con i nostri interessi”, ha detto nel discorso con cui oggi ha rilanciato l’azione del suo governo. “Non permettero’ mai che accada”, ha assicurato.
L’Iran non trattera’ con gli Stati Uniti fino a quando Washington non accettera’ cinque condizioni chiave. A chiarirlo e’ stato il generale Mohammad Ali Jafari, ex comandante dei Pasdaran e ora a capo del quartier generale culturale e sociale Baqiyatallah. “Finche’ la guerra non cessera’ su tutti i fronti, le sanzioni non saranno revocate, i fondi bloccati non saranno scongelati, i danni causati dalla guerra non saranno risarciti e non sara’ riconosciuto il diritto di sovranita’ dell’Iran sullo Stretto di Hormuz, non ci sara’ spazio per nessun altro negoziato”, ha spiegato il generale, figura di spicco del regime, a quanto riferito dall’agenzia Fars. “Con questo livello di sfiducia verso gli Stati Uniti, e’ naturale che il team negoziale debba stabilire condizioni che garantiscano tutti i diritti incontestabili dell’Iran”, ha aggiunto.
La rete televisiva statale iraniana PressTV ha annunciato che l’iniziativa statunitense per porre fine alla guerra è stata respinta, in quanto “significherebbe la resa di Teheran alle richieste eccessive di Trump”.
Jack Schlossberg, nipote del Presidente John F. Kennedy e principale candidato alla successione del seggio del deputato newyorkese uscente Jerry Nadler, ha dichiarato di sostenere un embargo sulle armi contro Israele e ha affermato che gli Stati Uniti “hanno già perso la guerra contro l’Iran”.
Il Primo Ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, afferma di credere che la Guida Suprema iraniana, Mojtaba Khamenei, sia viva, nonostante non si abbiano sue notizie da quando è stato nominato successore del padre assassinato all’inizio di marzo. Interrogato sulle condizioni fisiche e sull’influenza operativa del giovane Khamenei durante un’intervista a ’60 Minutes’ della CBS, Netanyahu ha dichiarato: “Credo che sia vivo. Quali siano le sue condizioni, è difficile dirlo, sapete? Si è rifugiato in qualche bunker o in qualche luogo segreto”. Il primo ministro israeliano afferma che Mojtaba sta “cercando di esercitare la sua autorità”, ma ritiene che tale autorità sia inferiore rispetto a quella esercitata dal suo predecessore Ali Khamenei.
L’Iran ha chiesto, nella proposta ritenuta inaccettabile dal presidente americano, Donald Trump, “il pagamento di danni di guerra all’Iran da parte degli Stati Uniti; il riconoscimento della sovranità iraniana sullo Stretto di Hormuz; la revoca delle sanzioni americane e il rilascio degli asset iraniani congelati dagli Usa”. Lo riporta l’emittente pubblica iraniana, Irib.
La reazione del presidente americano, Donald Trump, alla risposta iraniana sulla proposta di accordo “non ha alcuna importanza”. Lo riporta Tasnim, l’agenzia stampa iraniana legata ai pasdaran. “Nessuno in Iran redige piani per compiacere Trump. Se non gli piacciono è ancora meglio”, afferma ancora la fonte.
“Ho appena letto la risposta dei cosiddetti ‘Rappresentanti’ dell’Iran. Non mi piace — totalmente inaccettabile! Grazie per l’attenzione a questa materia”. E’ il post su Truth del presidente americano, Donald Trump.

