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Esteri
Usa, Hillary Clinton trionfa in S. Carolina

Hillary Clinton stravince la primaria della South Carolina con un margine schiacciante e si conferma favorita nella corsa alla nomination democratica per la Casa Bianca. Nessuna sorpresa: l'elettorato democratico in South Carolina è composto per metà da afroamericani, una constituency con cui la Clinton ha dei legami antichi e solidi. Bernie Sanders viene percepito come un esponente dell'ala liberal bianca, forte nel New England e in altre zone costiere, ma con scarse radici nel Sud.

Lo stesso Sanders aveva fatto poca campagna elettorale in South Carolina, consapevole di avere poche chance. Questo ridimensiona le sue possibilità nella corsa alla Casa Bianca: un candidato democratico non può realisticamente puntare alla vittoria se non fa il pieno dei voti tra gli afroamericani. Tuttavia la marcia della Clinton verso la nomination può sempre inciampare in qualche incidente: c'è la mina vagante delle sue email (usò illegalmente un indirizzo privato quando era segretario di Stato) su cui i repubblicani vogliono incriminarla; c'è anche l'imbarazzante vicenda dei suoi discorsi alla Goldman Sachs pagati 675.000 e dei quali Sanders chiede la pubblicazione integrale.

Ora la gara prosegue a sole 48 ore di distanza con il Supermartedì, il primo marzo, quando sono in palio Stati popolosi e con un ricco bottino di delegati. Il più grosso è il Texas, seguito dal Massachusetts. La prevalenza sono Stati del Sud. Ora che la Clinton è tornata ad avere il vantaggio dei pronostici, l'attenzione si sposta verso il campo repubblicano dove la gara è più accesa. Il Sud è decisivo per i repubblicani: nessuno di loro potrà vincere la finale contro un democratico a novembre se non incassa il Texas e altri Stati del Sud. La primaria repubblicana del Texas vede favorito il senatore locale Ted Cruz, ma i delegati vengono assegnati su base proporzionale (ai candidati che superano la soglia del 20%) e Trump può sperare in un buon secondo piazzamento. In quasi tutti gli altri Stati è lui in testa ai sondaggi.

La contesa tra i repubblicani sé incattivita negli ultimi giorni con accuse sempre più pesanti e scambi di insulti. Al dibattito televisivo di giovedì sera Marco Rubio ha sfoderato una grinta inedita attaccando Trump su più fronti: lo ha accusato di avere assunto immigrati clandestini, e di avere truffato i giovani iscritti ai corsi della Trump University. "Con-man", letteralmente truffatore, così Rubio ha ripetutamente interpellato Trump. Sia Rubio che Cruz inoltre hanno incalzato Trump perché presenti le sue dichiarazioni dei redditi, e il tycoon newyorchese è stato costretto a rivelare di essere sotto accertamento da parte delle autorità fiscali. Ma Trump ha anche incassato un endorsement da un esponente dell'establishment repubblicano, il governatore del New Jersey Chris Christie.

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