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I progetti spaziali di Nasa, Trump e Musk per la corsa a Marte

“Pianteremo le stelle e strisce sul pianeta Marte”: così Donald Trump nel suo discorso di insediamento. Elon Musk vuole portare le prime persone sul pianeta rosso entro il 2030. Il programma per riuscirci

I progetti spaziali di Nasa, Trump e Musk per la corsa a Marte
Donald Trump, Elon Musk e la conquista di Marte

I progetti spaziali di Nasa, Trump e Musk per la corsa a Marte

“Perseguiremo il nostro destino manifesto verso le stelle, lanciando astronauti americani per piantare le stelle e le strisce sul pianeta Marte”. Con questo passaggio del suo discorso d’insediamento alla Casa Bianca, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha rilanciato la corsa al pianeta rosso. A pochi passi da lui, il CEO di SpaceX Elon Musk ha approvato facendo il segno del pollice alzato. Quando vedremo uomini e donne su Marte? Per Trump si tratta di un obiettivo da raggiungere durante il mandato successivo a quello appena iniziato. Musk ha già fissato una data più precisa: entro il 2030. “Gli americani sono esploratori, costruttori, innovatori, imprenditori e pionieri. Lo spirito della frontiera è scritto nei nostri cuori. La chiamata della prossima grande avventura risuona dalle nostre anime”. Queste le ispirate parole del tycoon-presidente. Ma quali sono nel dettaglio i progetti attualmente esistenti per la colonizzazione di Marte?

Marte: i programmi attivi della Nasa

Il 10 dicembre 2024, la Nasa ha presentato il documento “Expanding the Horizons of Mars Science”, delineando una strategia avanzata per l’esplorazione di Marte nel prossimo decennio. Questo piano mira a rispondere a domande fondamentali sulla storia geologica e climatica del pianeta rosso, nonché a valutare la sua abitabilità passata e presente. Il piano ha tra i suoi obiettivi l’esplorazione del potenziale per la vita sul pianeta, la ricerca di tracce di vita microbica passata e presente, una preparazione per l’esplorazione umana. Questi obiettivi dovranno essere aggiunti intraprendendo iniziative quali missioni robotiche avanzate, sviluppo tecnologico e collaborazioni internazionali.

Un elemento centrale del piano è la preparazione per l’invio di esseri umani su Marte. Questo include lo sviluppo di tecnologie per la sicurezza degli astronauti, la creazione di habitat sostenibili e la pianificazione di missioni che possano sfruttare le risorse locali del pianeta. La Nasa sta avanzando in diverse tecnologie per inviare astronauti su Marte già negli anni 2030, come dettagliato nel documento “Six Technologies to Get Humans to Mars”. L’agenzia spaziale ha recentemente esteso l’esplorazione di otto missioni scientifiche planetarie, tra cui Mars Odyssey, Mars Reconnaissance Orbiter e Mars Science Laboratory (Curiosity rover), riconoscendo la loro produttività scientifica e il potenziale per approfondire la nostra conoscenza del sistema solare e oltre.

Per Musk il programma lunare Artemis è una perdita di tempo: obiettivo Marte

Parallelamente, da settembre è stata avviata una revisione complessiva dei costi del programma congiunto Nasa-Esa conosciuto come Mars Sample Return (MSR), il cui obiettivo è riportare sulla Terra campioni di rocce e suolo marziano raccolti dal rover Perseverance per analisi approfondite. Oltre ai costi ingenti – stimati per 11 miliardi di dollari – il vero nodo è la data di ritorno previsto dei campioni: non prima del 2040. Una tempistica che mal sembra conciliarsi con le recentissime dichiarazioni del presidente Trump e di Musk. L’imprenditore è naturalmente una figura chiave. La sua SpaceX è infatti tra i principali partner privati della Nasa stessa. Ed è anche stato nominato da Trump come nuovo co-responsabile del DOGE (Department Of Government Efficiency). Proprio in questa veste ha ad esempio già lasciato intendere che l’intero programma Artemis, che nei piani della Nasa prevede un ritorno dell’uomo sulla Luna propedeutico alla missione su Marte, è una perdita di tempo. Musk, che pure ha sottoscritto tramite SpaceX contratti per miliardi di dollari per il progetto lunare, punta dritto al pianeta rosso. E allora uno scenario possibile potrebbe essere affidare a SpaceX la missione marziana e a Blue Origin, la società spaziale di Jeff Bezos, il proseguimento di Artemis.

Il cronoprogramma per la colonizzazione di Marte

Già a settembre Musk ha diffuso un cronoprogramma piuttosto dettagliato della conquista di Marte.  Il Ceo di SpaceX punta a inviare cinque navicelle Starship senza equipaggio su Marte entro il 2026. Il piano di SpaceX si basa sulle “finestre di lancio” tra Terra e Marte, ovvero periodi in cui i due pianeti si trovano in un allineamento ottimale per minimizzare il tempo e l’energia necessari per il viaggio. La prossima finestra si aprirà nel 2026, con una successiva opportunità prevista tra il 2028 e il 2029, qualora si verificassero ritardi. Queste finestre rappresentano momenti cruciali per testare la fattibilità tecnica delle missioni e accumulare dati preziosi per le future esplorazioni.

SpaceX prevede di aumentare rapidamente il numero di navicelle dirette verso Marte a ogni opportunità di transito, indipendentemente dal successo dei primi atterraggi. “Indipendentemente dal successo dell’atterraggio, SpaceX aumenterà esponenzialmente il numero di navicelle dirette su Marte ad ogni opportunità di transito,” ha dichiarato Musk.

Se le missioni senza equipaggio del 2026 avranno successo, Musk prevede di inviare i primi astronauti su Marte già durante la finestra di lancio del 2028-2029. In caso di problemi tecnici o ritardi, le missioni con equipaggio slitteranno alla finestra successiva. L’ambizione finale di Elon Musk è la costruzione di una città marziana autosufficiente entro i prossimi 20 anni. E’ già  online una video simulazione della partenza di Starship dalla Terra alla conquista del Pianeta Rosso.

 

La strada sembra tracciata. Ed anche apparenti passi falsi come quello di settimana scorsa, con il settimo lancio di prova di Spaceship conclusosi con una distruzione controllata della navicella a causa di problemi tecnici, sono per Musk occasioni preziose: “Ogni lancio di Starship è un ulteriore passo avanti verso Marte”, ha dichiarato.