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Esteri
Il Regno Unito, primo al mondo, in difesa dei diritti degli animali

“Gli animali hanno sentimenti e per questo bisogna fare il possibile per non farli soffrire” è il senso del progetto di legge che il Parlamento di Boris Johnson ha avviato per riconoscere una sacrosanta verità: quella cioè che  gli animali sono esseri dotati di sentimenti.

The Animal Sentience Bill ha chiesto così la creazione di una Animal Sentience Commission, per controllare che tutto il Governo inglese nel suo complesso non attivi misure che abbiano "un effetto negativo sul benessere degli animali come esseri senzienti ".

La motivazione del progetto di legge è stato espressa in maniera chiara e sintetica dal Ministro dell’Ambiente britannico George Eustice ”Siamo una nazione di amanti degli animali e il primo paese al mondo ad approvare leggi per proteggere il loro benessere".

L’autonomia concessa dalla Brexit ha permesso di portare avanti politiche autonome anche in questa direzione.

Il pacchetto di leggi e disposizioni che si sta predisponendo riguarderà il trattamento e la protezione degli animali domestici e selvatici, il loro commercio internazionale e un codice di comportamento per l'industria del bestiame.

Nella nuova legge è prevista una divisione di polizia dedicata al furto di animali domestici, un fenomeno cresciuto in tutto il Regno Unito durante la pandemia. Le richieste di animali da compagnia durante il lockdown hanno fatto schizzare i prezzi di cani e gatti.

Verrà imposto l’obbligo del microchip anche per i gatti e non solo per i cani.

Saranno vietati i collari di addestramento che danno all'animale piccole scosse elettriche. "I nostri animali domestici non solo provano sentimenti, ma sono membri della famiglia e vogliamo mettere misure che li proteggano da inutili sofferenze", ha commentato Peter Laurie, direttore esecutivo dell'associazione Battersea Dogs & Cats Home, una delle più importanti associazioni britanniche per la difesa dei diritti degli animali.

Le nuove leggi inoltre ridurranno al minimo il traffico internazionale di esseri viventi e proibiranno pratiche come il possesso di tutti i tipi di primati come animali da compagnia o la caccia alla lepre con i cani, una storica tradizione britannica.

Illegali saranno le trappole progettate in modo che l'animale rimanga attaccato ad esse e pure l'esportazione o l'importazione di trofei da caccia.

Altrettanto vietato sarà il commercio di avorio o pinne di squalo e pure l’importazione di foie gras,  ottenuto con una pratica crudele di iperalimentazione forzata dell’animale.

Nel settore agricolo, il governo britannico vuole fermare l’esportazione di animali vivi da ingrasso e macello, introdurre nuove misure che migliorino il benessere del bestiame durante il trasporto e fornire alla polizia nuovi poteri per ispezionare stalle, gabbie e macelli.

Il senso di queste misure significa che il rispetto del benessere degli animali non è la sola cosa giusta da fare ma è qualcosa di più che tocca la sfida ambientale, la resistenza agli antibiotici o la prevenzione di nuove pandemie.

Grazie al Regno Unito gli animali smetteranno di essere considerati oggetti e saranno legalmente riconosciuti come esseri vivi, dotati di sensibilità.

Al momento gli animali sono equiparati ad un'auto o a un qualsiasi altro bene che può essere riacquistato o ipotecato senza riguardo per il loro benessere o protezione.

E questi criteri saranno modificati anche in occasione di separazioni o divorzi.

La civiltà di un paese si vede anche da come rispetta gli animali e il Regno Unito sta dando una lezione al mondo.

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