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Iran, Camporini: “Trump non attaccherà prima delle elezioni di Midterm, ma occhio al post voto: ci saranno sorprese”

Il generale Camporini spiega ad Affaritaliani le prossime mosse del presidente americano e i possibili scenari futuri

Iran, Camporini: “Trump non attaccherà prima delle elezioni di Midterm, ma occhio al post voto: ci saranno sorprese”
ex generale vincenzo camporini 03

Iran, l’intervista di Affaritaliani al generale Camporini

“Il fatto che il Pentagono stia preparando nuovi piani di attacco contro l’Iran rientra nella normale attività militare”. Così Vincenzo Camporini, generale ed ex capo di Stato maggiore dell’Aeronautica Militare e della Difesa, risponde ad Affaritaliani sulle indiscrezioni relative a una possibile nuova offensiva americana contro Teheran. Un attacco prima delle elezioni di Midterm del 3 novembre, secondo Camporini, è da escludere per le possibili conseguenze politiche: “Una qualsiasi operazione militare danneggerebbe sicuramente le opportunità dei candidati repubblicani. La guerra in Iran non è assolutamente popolare negli Stati Uniti, avendo già provocato un forte aumenti dei costi e del prezzo dei carburanti”.

Una volta superato il voto, Trump potrebbe però valutare un’azione militare limitata: “Dopo le elezioni potrebbe esserci una qualche idea di fare un colpo di mano, uno strike, ma dal punto di vista militare un’operazione limitata e soprattutto che non comporti l’impiego di truppe sul terreno non ha nessuna possibilità di essere determinante. Io credo che l’esito delle elezioni sarà estremamente decisivo per capire le future azioni di Trump, che per adesso sono scarsamente prevedibili”, spiega il generale. Anche la pressione economica, secondo Camporini, richiede tempi lunghi per produrre risultati: “Non si fa crollare l’economia di un Paese come l’Iran nell’arco di qualche settimana, ci vogliono mesi, se non anni”. Le mosse successive alla tornata elettorale restano comunque difficili da prevedere: “Fare una previsione con un personaggio come l’attuale presidente degli Stati Uniti è un azzardo”.

Infine, alla domanda su chi starebbe traendo maggiori vantaggi dal confronto, Camporini spiega: “In questa situazione c’è chi sta traendo dei benefici e l’Iran ha sicuramente guadagnato terreno, dimostrando di poter influire in modo determinante sulla libertà di navigazione in quei tratti di mare. A questo si aggiunge ciò che stanno facendo gli Houthi, un’entità politico-militare che risponde a Teheran e che oggi mette in seria difficoltà anche il traffico attraverso il Mar Rosso. L’Iran ha quindi dimostrato di giocare un ruolo cruciale per la libertà di navigazione. Gli Stati Uniti, dal canto loro, hanno confermato di essere una potenza militare poderosa, ma la forza militare può essere utile solo se è al servizio di un disegno politico ben chiaro”, conclude il generale. 

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