L’Iran respinge l’apertura ai colloqui arrivata da Donald Trump. Teheran non tornerà al tavolo con Washington finché gli Stati Uniti non accetteranno le sue richieste, dalla fine della guerra alla revoca delle sanzioni fino allo sblocco dei beni congelati.
Rezaei elenca le richieste iraniane: stop alla guerra, sanzioni revocate e beni congelati restituiti
Teheran chiude per ora alla possibilità di nuovi colloqui con gli Stati Uniti. La disponibilità mostrata da Donald Trump, che lunedì si era dichiarato “aperto” al dialogo, non basta al governo iraniano. A rispondere al presidente americano è Mohsen Rezaei, segretario del Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale. “Non lasciatevi distrarre dai segnali contrastanti del presidente americano, che alterna ‘nessun negoziato’ e ‘siamo pronti a parlare’ con l’Iran”, ha scritto su X.
Rezaei ha poi fissato la condizione posta da Teheran per riaprire un canale con Washington. “Nessun colloquio finché non saranno soddisfatte le condizioni dell’Iran. Punto!”.
Le richieste iraniane riguardano direttamente la guerra e le misure economiche adottate contro la Repubblica Islamica. Teheran chiede agli Stati Uniti di porre fine definitivamente al conflitto e a ogni aggressione contro l’Iran e i suoi alleati nella regione, compreso Hezbollah in Libano. Il governo iraniano pretende anche la revoca del blocco imposto ai suoi porti, un risarcimento completo per i danni provocati dalla guerra e la cancellazione delle sanzioni contro l’economia iraniana. Tra le condizioni figura inoltre lo sblocco incondizionato dei beni congelati all’estero.


