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Assegno unico settembre, le date di pagamento e come cambiano gli importi

Pagamenti il 21 e 22 settembre per le prestazioni senza variazioni. Importi da 58,30 a 203,80 euro per figlio, più maggiorazioni

Assegno unico settembre, le date di pagamento e come cambiano gli importi
famiglia

L’Assegno unico di settembre 2026 sarà pagato il 21 e 22 settembre ai nuclei che ricevono già la prestazione e non hanno avuto variazioni rispetto alla mensilità precedente.

Le date sono indicate direttamente dall’Inps nel calendario annuale dell’Assegno unico. Per il 2026 l’Istituto ha previsto accrediti in due giornate consecutive per le prestazioni in corso che non hanno subito modifiche. A settembre le date stabilite sono quindi lunedì 21 e martedì 22.

Tempi diversi valgono per le domande presentate di recente o per le posizioni sulle quali sono intervenute variazioni. In questi casi il pagamento può arrivare nell’ultima parte del mese.

Assegno unico settembre, quanto spetta

Gli importi sono quelli rivalutati per il 2026. L’Inps ha applicato un adeguamento dell’1,4% sia alle somme sia alle soglie ISEE.

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Per ciascun figlio minorenne la quota base varia da un massimo di 203,80 euro al mese, riconosciuto con ISEE fino a 17.468,51 euro, a un minimo di 58,30 euro per chi non presenta un ISEE o supera i 46.582,71 euro.

A queste cifre si possono aggiungere le maggiorazioni previste per specifiche condizioni familiari. Sono previste integrazioni, tra gli altri casi, per figli con disabilità, madri con meno di 21 anni, entrambi i genitori titolari di reddito da lavoro, nuclei numerosi e bambini con meno di un anno. L’importo effettivo può quindi essere sensibilmente superiore alla quota base.

Assegno unico settembre; ISEE e importo, cosa cambia

L’ISEE utilizzato dall’Inps incide direttamente sulla somma mensile. Dal marzo 2026 viene utilizzato il nuovo indicatore previsto per le prestazioni familiari e di inclusione.

Chi non dispone di un ISEE valido riceve normalmente la quota minima prevista. L’Inps ricorda che l’Assegno unico resta comunque universale, quindi può essere riconosciuto anche in assenza dell’indicatore economico.

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Gli ultimi dati disponibili aiutano a capire gli importi effettivamente ricevuti dalle famiglie. Nel primo semestre 2026 l’INPS ha erogato 9,9 miliardi di euro per circa 9,6 milioni di figli. A giugno l’importo medio per figlio, comprese le maggiorazioni, era di circa 175 euro.

Per verificare la propria data di accredito è possibile consultare il fascicolo previdenziale INPS, dove compaiono le disposizioni di pagamento una volta elaborate.

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Non occorre presentare ogni anno una nuova domanda se quella precedente risulta accolta. La prestazione prosegue automaticamente, salvo decadenza, revoca o rigetto della pratica. Cambiamenti nell’ISEE, nella composizione della famiglia o nelle condizioni dei figli possono invece modificare l’importo e, in alcuni casi, anche i tempi dell’accredito mensile.

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