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Assegno unico, che cosa cambia con le nuove tutele. Le misure dell’Inps in favore di lavoratori europei e figli all’estero

Ampliata la platea dei beneficiari. I nuovi requisiti

Assegno unico, che cosa cambia con le nuove tutele. Le misure dell’Inps in favore di lavoratori europei e figli all’estero

L’Inps ha deciso di estendere le tutele per quanto riguarda l’assegno unico e universale per i figli a carico. La novità riguarda l’inclusione anche dei lavoratori europei e dei figli all’estero. Le indicazioni dell’Istituto chiariscono i requisiti d’accesso, le modalità di calcolo pro-quota e la gestione delle domande durante la fase transitoria. Le indicazioni aggiornano i criteri di residenza, i requisiti lavorativi e il coordinamento previdenziale in ambito comunitario.

Le novità principali introdotte dalle nuove istruzioni operative riguardano i figli residenti nell’Unione Europea: l’assegno viene esteso anche ai figli stabiliti in un altro Stato membro dell’UE, a patto che risultino fiscalmente a carico secondo la normativa italiana. L’estensione ha efficacia ai soli fini del riconoscimento della prestazione e non altera i criteri di composizione del nucleo familiare calcolato ai fini Isee.

Novità anche per i lavoratori Ue non residenti in Italia: per i cittadini comunitari che lavorano nel nostro Paese ma mantengono la residenza all’estero, l’importo viene erogato in proporzione alla durata effettiva dell’occupazione svolta in Italia, rapportando il sussidio all’arco temporale dell’attività professionale anziché all’intera annualità.

In alternativa al possesso del diritto di soggiorno (ordinario o permanente), il richiedente può ora soddisfare i requisiti dimostrando la titolarità di un contratto di lavoro subordinato o lo svolgimento di un’attività autonoma con iscrizione a una gestione previdenziale obbligatoria italiana e regolare versamento dei contributi. I lavoratori trasfrontalieri o non residenti devono presentare la richiesta per il solo periodo d’impiego svolto in Italia, con l’obbligo di rinnovo annuale a partire dal 1° marzo di ciascun anno.