Trump alza il tiro sulla crisi iraniana: “L’Oman non si intrometta o li bombarderemo”
Nessuna fretta di chiudere la partita e minacce dirette ai Paesi dell’area che provano a fare da mediatori. È una linea d’attacco durissima quella tracciata dal presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, in un’intervista rilasciata all’emittente Fox News sulla crisi mediorientale.
L’inquilino della Casa Bianca si è scagliato prima di tutto contro il governo di Muscat, impegnato in colloqui diretti con Teheran per definire le dinamiche di transito nello Stretto di Hormuz. Un’ingerenza che Washington non intende tollerare: “Se l’Oman si mette di mezzo, li bombarderemo senza pietà”, ha avvertito senza mezzi termini Trump, minacciando pesanti raid aerei contro lo Stato del Golfo qualora dovesse ostacolare i piani americani nel confronto con la Repubblica Islamica.
Sul fronte dell’offensiva contro l’Iran, il leader statunitense ha ribadito di voler mantenere il punto senza farsi condizionare dal fattore tempo. L’Iran “dovrebbe sventolare la bandiera bianca della resa”, ha dichiarato, aggiungendo di non considerare stringenti i tempi dell’operazione: “Non ho una scadenza. Non ho fretta”.
Nel corso dell’intervista condotta dal giornalista Trey Yingst, il presidente si è espresso con toni netti sulle capacità tattiche di Teheran: “Sono bravi giocatori di poker, ma stanno morendo”. Contestualmente, il capo di Stato americano ha confermato la presenza di una linea di contatto riservata avviata dall’amministrazione con i pasdaran per il tramite del presidente del Kurdistan iracheno, Nechirvan Barzani.

