I negoziati tra Stati Uniti e Iran non sono ripartiti e le distanze tra Washington e Teheran restano ampie. Gli Usa stanno rafforzando la pressione economica, mentre i mediatori regionali cercano un accordo almeno sulla sicurezza dello Stretto di Hormuz.
Iran-Usa negoziati, perché sono bloccati
A sei mesi dall’inizio della guerra, la diplomazia tra Washington e Teheran non è riuscita a trasformare i contatti dei mesi scorsi in una tregua stabile. Associated Press riferisce che l’amministrazione Trump sta spostando una parte crescente della propria strategia dalla pressione militare a quella economica, mentre non mostra per ora particolare disponibilità a riaprire un negoziato alle condizioni chieste dall’Iran.
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Teheran aveva già precisato all’inizio di agosto che non erano in corso nuovi negoziati bilaterali con gli Stati Uniti. Il ministero degli Esteri iraniano aveva spiegato che i colloqui aperti con l’Oman riguardavano esclusivamente la gestione dello Stretto di Hormuz e la sicurezza della navigazione.
Le differenze riguardano le sanzioni americane, il programma nucleare iraniano, il blocco navale e le condizioni per una piena riapertura di Hormuz. Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian aveva manifestato disponibilità a raggiungere un accordo, mentre altri rappresentanti del sistema politico e militare iraniano hanno posto condizioni più rigide per la riapertura dello stretto.
Iran-Usa negoziati: cosa può succedere ora tra sanzioni e Hormuz
L’amministrazione americana sta aumentando la pressione sull’economia iraniana. AP riferisce che Washington punta a intensificare l’isolamento economico di Teheran e continua a considerare Hormuz una priorità strategica.
Il passaggio marittimo collega il Golfo Persico all’Oceano Indiano ed è una delle rotte energetiche più utilizzate al mondo. Le limitazioni alla navigazione hanno avuto effetti sui prezzi di petrolio, carburanti e gas anche in Europa.
Nelle ultime ore gli Stati Uniti hanno dichiarato di avere bonificato dalle mine iraniane le rotte internazionali utilizzate dalle navi nello stretto. Questo facilita il transito commerciale, ma non elimina i rischi legati a droni, missili e possibili nuovi attacchi.
Qatar e Pakistan stanno cercando di mantenere aperti i canali diplomatici. Il ministro degli Esteri qatariota ha avuto colloqui a Teheran proprio mentre proseguono i tentativi regionali per garantire una navigazione più sicura.
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Una ripresa dei negoziati richiederebbe però un’intesa anche sui punti che hanno fatto fallire i precedenti contatti. Gli Stati Uniti chiedono garanzie sul programma nucleare iraniano e sulla libertà di navigazione. Teheran chiede la rimozione delle sanzioni, la fine del blocco e garanzie contro nuovi attacchi.
Finché queste richieste resteranno incompatibili, il confronto continuerà soprattutto attraverso pressione economica, controllo delle rotte marittime e mediazione dei Paesi della regione.


