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Iran, Zelensky nel Golfo: “Aiutiamo chi ci aiuta”. Così l’Ucraina difende gli alleati dai droni iraniani

Zelensky invia nel Golfo specialisti anti-drone: l’obiettivo è proteggere le basi americane dagli Shahed e ottenere in cambio nuovi Patriot

Iran, Zelensky nel Golfo: “Aiutiamo chi ci aiuta”. Così l’Ucraina difende gli alleati dai droni iraniani
Zelensky

Iran, la svolta di Zelensky: esperti di Kiev dispiegati nel Golfo a difesa delle basi americane

La guerra in Iran potrebbe trasformare l’Ucraina da Paese sostenuto dagli Stati Uniti a Paese chiamato a sostenere Washington. I quattro anni di invasione russa hanno infatti rafforzato le capacità produttive e logistiche di Kiev, che ora si schiera al fianco degli alleati nella contrapposizione con il regime di Teheran.

Aiutiamo chi ci aiuta”, ha dichiarato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky dopo aver autorizzato l’invio di specialisti nel contrasto ai droni Shahed in Qatar, negli United Arab Emirates e in Saudi Arabia.

Dietro questa decisione ci sono soprattutto tre motivi: durante il conflitto sul proprio territorio, le forze armate ucraine hanno formato un numero di militari esperti nel neutralizzare i droni Shahed superiore a quello di qualsiasi Paese occidentale; Russia e Iran sono partner strategici; e Zelensky punta anche a riavvicinarsi a Donald Trump dopo le recenti dichiarazioni del tycoon.

A pochi giorni dall’avvio dell’operazione Epic Fury, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato che Volodymyr Zelensky deve “decidersi sulla pace in Ucraina”, sostenendo che il leader ucraino non stia facendo abbastanza per negoziare, a differenza di Vladimir Putin che, secondo lui, sarebbe invece pronto a raggiungere un accordo.

All’indomani dei primi missili lanciati da Israele e dagli Stati Uniti su Teheran, Zelensky ha ricordato che “Mosca ha lanciato oltre 57.000 droni di progettazione iraniana, specificamente del tipo Shahed, contro l’Ucraina per l’intera durata del conflitto”. Ora, tuona il presidente ucraino rivolto al Cremlino: “La Russia deve prendere nota del destino dei leader iraniani“. “Tutti capiscono che l’unica vera esperienza nel respingere massicci attacchi Shahed proviene oggi dall’Ucraina“, ha spiegato Zelensky, illustrando le ragioni del coinvolgimento ucraino in Medio Oriente.

Come l’Ucraina sta aiutando i Paesi del Golfo

La partecipazione ucraina in Medio Oriente è sia di tipo materiale sia logistico.
L’8 marzo, l’Institute for the Study of War (ISW) ha segnalato la presenza di militari ucraini dispiegati nell’area del Golfo. Il giorno successivo, Kiev ha inviato droni intercettori e specialisti in Giordania per proteggere le basi americane. Il 10 marzo, Zelensky ha confermato di aver inviato tre gruppi di esperti verso le rispettive destinazioni nel Golfo Persico (Qatar, Emirati Arabi Uniti e Arabia Saudita), avviando sul campo un coordinamento con le forze americane e locali.

Il 5 marzo, Zelensky ha scritto su X: “Abbiamo ricevuto una richiesta dagli Stati Uniti per un supporto specifico nella protezione contro gli ‘Shahed‘ nella regione del Medio Oriente. Ho dato istruzioni di fornire i mezzi necessari e di assicurare la presenza di specialisti ucraini che possano garantire la sicurezza richiesta. Aiutiamo a difendere dalla guerra chi aiuta noi”.

Il baratto militare tra Kiev e gli Alleati

L’iniziativa di Zelensky non consiste in un semplice riconoscimento. L’intervento ucraino in Medio Oriente è collegato alle esigenze difensive interne: Zelensky propone di mettere a disposizione i propri intercettori di droni ai Paesi del Golfo in cambio dei missili Patriot PAC-2 e PAC-3. Negli ultimi mesi, l’Ucraina ha già riscontrato carenze nei sistemi di difesa aerea Patriot di fabbricazione statunitense, l’unico strumento efficace per abbattere i missili balistici russi.

Questo tipo di scambio militare segue una logica strategica ed economica: i sistemi occidentali sono scarsi negli arsenali di Kiev ma rimangono fondamentali per fermare i missili balistici russi; al contrario, l’impiego dei Patriot contro migliaia di droni risulta troppo oneroso, rendendo gli intercettori ucraini a basso costo una soluzione efficiente per la regione.

Perché Zelensky accomuna Russia e Iran

Il presidente ucraino ha dichiarato che: “La Russia sta manipolando il conflitto in Iran per migliorare la propria posizione” approfittando della ‘distrazione’ degli Alleati, mentre “L’Iran ha determinato il proprio trattamento fornendo droni d’attacco alla Russia”, oltre 57.000 del tipo Shahed secondo i dati di Kiev.

Per Zelensky, il raid di Usa e Israele rappresenta una grande occasione per stabilizzare la regione e logorare i propri nemici: “È fondamentale che questa opportunità di trasformazione in Iran venga sfruttata in modo adeguato. La popolazione iraniana è stata lasciata per troppo tempo a badare a sé stessa, subendo violenze mentre resisteva al regime”, ha dichiarato il leader ucraino aggiungendo che il regime di Teheran ha “istigato la nascita di conflitti” per destabilizzare il Medio Oriente.

Zelensky ha manifestato preoccupazione per l’eventualità che il conflitto in Iran possa rivelarsi lungo e intenso, perché ciò potrebbe svuotare le forniture di armi all’Ucraina da parte dei suoi alleati occidentali, in particolare i sistemi di difesa aerea di cui necessita per proteggersi dai missili russi.

“L’Ucraina – ha concluso l’inquilino di Mariyinski Palace – è pronta per nuovi colloqui di pace con la Russia sostenuti dagli Stati Uniti in qualsiasi momento, ma l’attenzione dei nostri partner è attualmente focalizzata sul conflitto in Iran“. Un conflitto che, per Zelensky, deve terminare il prima possibile, anche sfruttando le capacità acquisite dall’esercito ucraino in quattro anni di invasione russa.

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