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Esteri
Isis, milizia assedia Sirte. L'Egitto chiede aiuto all'Onu

L'esercito libico assedia Sirte ed entra in città. L'Egitto chiede aiuto all'Onu. La minaccia Isis: "Inviamo 500 mila migranti in Italia dalle coste libiche in caso di intervento militare". Ennesimo orrore in Iraq: 45 bruciati vivi dall'Isis.

Sirte è assediata dall’esercito di Misurata e, al suo interno, così come nella vicina cittadina di Nawfelia, gli uomini dell’Isis si sono "autoevacuati": hanno cioè abbandonato alcune delle postazioni che avevano occupato (compresa una caserma da cui hanno spostati armi e munizioni) per paura di essere bombardati.

ORRORE IN IRAQ - Isis, ennesimo orrore. I jihadisti dello Stato Islamico hanno arso vive 45 persone ad al-Baghdadi, a soli 8 km dalla base aerea di Ain Al-Asad, nell'Iraq occidentale, dove 320 marines americani stanno addestrando i soldati della VII divisione irachena. Lo riferisce il colonnello Qasim al-Obeidi, capo della polizia locale, senza specificare, sottolinea la Bbc, chi fossero le vittime e quali 'crimini' agli occhi degli uomini del 'califfo' Abu Bakr al Baghdadi avessero commesso. Secondo al-Obeidi alcuni erano membri delle forze di sicurezza irachene. Isis aveva assunto il controllo della citta' di al-Baghdadi, nella turbolenta provincia di Anbar, solo giovedi' scorso dopo mesi di assedio. Al momento manca una conferma ufficiale.

MINACCE ALL'ITALIA - L'Isis ha intanto minacciato di inviare "500mila migranti verso l'Italia dalle coste libiche in caso di intervento militare". La notizia è stata confermata dai servizi italiani, ma anche stranieri, e sarebbe trapelata in alcune intercettazioni telefoniche tra gli jihadisti, che userebbero l'arma dell'immigrazione come arma psicologica. L'obiettivo sarebbe quello di creare una nuova tragedia di morti in mare e destabilizzare il Paese.
 
Il piano sarebbe confermato anche dall'aumento di furti di barconi in Tunisia ed Egitto mentre tra gli scafisti spuntano anche i kalashnikov. Come scrive Il Messaggero, " la minaccia registrata non basta per dire che lo Stato islamico abbia un ruolo preponderante nel traffico di migranti", ma la situazioni potrebbe cambiare. Per questo è necessario trovare un accordo diplomatico tra le due coalizioni principali di Tripoli: i lealisti al governo di Tobruk, a Est, laico e appoggiato dall'Egitto e la coalizione "Alba" che controlla quasi tutta la città di Tripoli e Misurata, appoggiata dai Fratelli Musulmani.

Entrambe hanno un Parlamento e una loro struttura pubblica e su queste che l'inviato Onu sta cercando di lavorare. Con una riconciliazione interna infatti sarebbe più facile arginare la minaccia jihadista.

ALLARME TERRORISMO A ROMA - I fucili mitragliatori già sono ricomparsi da qualche giorno fra le braccia dei soldati di guardia alle ambasciate. Non più solo pistole nella fondina, ma giubbotti antiproiettile indossati e armi da guerra ben in vista. Fuori dall’ambasciata Usa di via Veneto, come di quella libica in via Nomentana. Un primo passo - come si legge sul Corriere della Sera - in attesa del comitato sulla sicurezza, forse già oggi, che deciderà l’arrivo dei rinforzi. Come era stato annunciato prima di Natale a Roma potrebbero arrivare 500 militari che parteciperanno non soltanto al controllo degli obiettivi sensibili, ma anche del territorio insieme con le forze dell’ordine. In pratica fra i compiti dell’Esercito ci sarebbe anche quello di pattugliare siti archeologici, monumenti, chiese e musei, dal Colosseo al Pantheon ai Musei Vaticani

Il rischio terrorismo è massimo, le minacce dell’Isis continue e credibili. "Siamo a sud di Roma e la conquisteremo", è soltanto l’ultimo videomessaggio mostrato due giorni fa dai combattenti in nero che stanno conquistando le città libiche. L’attentato di Copenaghen, con l’ennesimo cane sciolto protagonista di un’azione solitaria ma sanguinosa, ha spinto ancora una volta gli addetti alla sicurezza ad alzare il livello di protezione. In città, nelle stazioni ferroviarie, nelle fermate della metropolitana, ma anche nei centri commerciali. La Polfer, ad esempio, oltre a vigilare sulle migliaia di viaggiatori di passaggio ogni giorno a Termini, ha intensificato le scorte sui convogli passeggeri. Misure straordinarie ma necessarie.

Così una buona percentuale dei 3mila soldati destinati alla protezione delle città italiane saranno dislocati a Roma, sull’impronta di quello che avviene in altre capitali europee, Parigi prima su tutte. Già nelle prossime settimane, quindi, nella Capitale si potranno vedere le pattuglie di militari in azione. Solo poche ore prima il sindaco Ignazio Marino aveva chiesto «di onorare la promessa fatta dal ministero dell’Interno e comunicata a me ufficialmente dal prefetto» di inviare più soldati. E Massimo Nisida, segretario provinciale dell’Ugl polizia, avverte: "La periferia è abbandonata, non ci sono uomini e mezzi per controllarla. In centro ci sono 5 commissariati per 130 mila cittadini, in altri quartieri un solo per 250 mila abitanti".

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