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Esteri
Isis, Obama: "Sono circondati, li sconfiggeremo". Poi incontra Castro

«Alla fine lo Stato islamico perderà, perché non ha niente da offrire alle persone, se non una vita rigida e brutale». Non usa mezze parole Barack Obama, aprendo i lavori del summit sul contrasto a terrorismo ed estremismo. Uccidere in nome della religione "Non siamo coinvolti solo in una campagna militare", ha sottolineato ancora il presidente americano. "Le cose che si esprimono oggi nell’Is sono cresciute in decenni. Ma sono ottimista, perché in Iraq e Siria lo Stato islamico è circondato da una coalizione impegnata e determinata alla sua distruzione", ha spiegato riferendosi agli alleati che stanno bombardando i territori controllati dallo Stato Islamico e all’impegno nell’opera di contro propaganda. "Isis non ha niente da offrire se non morte e sofferenza". Il presidente ha annunciato anche l’ingresso nella coalizione anti Isis della Nigeria, della Tunisia e della Malesia. Salgono dunque a 60 i paesi impegnati contro lo Stato Islamico.

Barack Obama ha ribadito che "sconfiggere lo Stato Islamico in Siria esige un nuovo leader", confermando come sia sua "convinzione" il fatto che l'annientamento dei jihadisti passa necessariamente per l'uscita di scena di Bashar al-Assad: una presa di posizione che appare destinata ad acuire ancora di piu' le frizioni con il Cremlino, alleato storico del regime di Damasco. Tanto piu' che il presidente americano l'ha assunta davanti a un centinaio di capi di Stato e di governo proprio all'inizio del vertice anti-terrorismo, apertosi in giornata al Palazzo di Vetro a margine dei lavori per la settantesima sessione ordinaria dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite. "Si tratta di un processo complesso e noi", ha nondimeno aggiunto il capo della Casa Bianca, "per trovare una soluzione politica siamo pronti a collaborare con tutti i Paesi, Russia e Iran compresi".

Poi il Presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, ha incontrato il suo collega cubano, Raul Castro, a margine dell'Assemblea generale dell'Onu. Castro ha chiesto a Obama di accelerare le misure per alleggerire l'embargo che sta isolando Cuba. Per Castro la riduzione dell'embargo e' la priorita' per ristabilire buone relazioni bilaterali. "L'embargo - ha detto Castro - causa danni e privazioni al popolo cubano". Obama - ha proseguito Castro - ha la capacita' esecutiva di cambiare "molti elementi nell'applicazione dell'embargo". Castro suggerisce di concedere ai cittadini americani la possibilita' di viaggiare a Cuba.

Libia: Renzi, pronti a ruolo guida se governo ce lo chiede - "Parlo a nome di un popolo generoso e responsabile che si impegna nel salvataggio di migliaia di fratelli e sorelle nel cuore del Mediterraneo". E' l'esordio del presidente del Consiglio, Matteo Renzi, nel suo intervento all'Assemblea generale dell'Onu. Il premier sottolinea che l’Italia è stata "la prima a cogliere" l’importanza della crisi dei migranti, iniziata nel Mediterraneo. Renzi ha quindi ricprdato che il problema non sono "i numeri", ma "la paura". L’Europa "è nata per abbattere i muri e vedere sorgerne di nuovi... "è intollerabile". Sulla Libia: "Se il governo libico ce lo chiede, l'Italia e' pronta ad un ruolo guida per l'assistenza e la stabilizzazione" del Paese.

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