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Esteri
Israele: "Da Gaza 1500 razzi". Abu Mazen: "Basta occupazione della Palestina"

Le ostilità tra Israele e Hamas sono proseguite nella notte e nelle prime ore del mattino. Sono circa 1.500 i razzi lanciati da Gaza in direzione delle città israeliane da quando sono iniziate le ostilità fra Hamas e Israele. Lo ha reso noto l'esercito israeliano. Mercoledì mattina lo stesso esercito aveva spiegato che da lunedi' mattina mille razzi erano stati lanciati da Gaza. Sono quindi stati circa 500 i razzi lanciati nelle ultime 24 ore.

I razzi lanciati dalla striscia di Gaza hanno raggiunto per la prima volta il Nord dello Stato ebraico, nella valle di Jezreel, dove hanno suonato le sirene. Allarme anche a Tel Aviv, dove migliaia di cittadini hanno dovuto cercare riparo nei rifugi. Non ci sono finora notizie di feriti. L'aviazione israeliana ha effettuato nuovi raid sul territorio della striscia di Gaza dove, secondo il ministero della Sanita' locale, sono morte almeno 67 persone dall'inizio delle ostilita'. Sono invece finora sette le vittime in Israele. Il ministro della Difesa israeliano, Benny Gantz, ha assicurato che le operazioni continueranno finche' la situazione non sara' "del tutto tranquillizzata". Nelle centinaia di operazioni degli scorsi giorni l'aviazione dello Stato ebraico ha ucciso quattro comandanti militari e decine di funzionari di Hamas. Due palazzi ritenuti basi del movimento islamista sono stati rasi al suolo. 

Abu Mazen: "Israele ha superato limiti, basta occupazione"

Il presidente dell'Autorita' Palestinese, Abu Mazen (Mahmoud Abbas), ha affermato che Israele ha "superato qualsiasi limite" con i suoi attacchi. Secondo la versione online di Haaretz, Abu Mazen ha aggiunto che "Gerusalemme rappresenta una linea rossa e non ci sarà pace né stabilità senza la fine dell'occupazione".

Israele pronta a invadere Gaza

Intanto, Israele si prepara a invadere la striscia di Gaza: i piani per una possibile invasione verranno presentati oggi 13 maggio allo Stato Maggiore delle forze armate israeliane (Idf). A prepararli sono la Divisione Gaza e il Comando Sud dell'Idf. I piani, riferisce il Times of Israel, verranno poi presentati al governo, al quale spetta la decisione finale. L'Idf negli ultimi giorni ha ammassato ulteriori truppe di terra al confine con la Striscia. Si tratta di militari della Brigata Paracadutisti, della Brigata di Fanteria Golani e della 7a Brigata Corazzata. 

Israele-Palestina,da Onu nessuna dichiarazione congiunta

Il Consiglio di Sicurezza dell'ONU ha tenuto un'altra riunione d'emergenza sul peggioramento delle ostilita' tra Israele e Palestinesi, di nuovo senza concordare una dichiarazione congiunta a causa dell'opposizione degli Stati Uniti, alleato chiave di Israele, hanno detto i diplomatici. Secondo diverse fonti, 14 dei 15 membri del Consiglio erano a favore dell'adozione di una dichiarazione congiunta volta a ridurre la tensione. Tuttavia, gli Stati Uniti hanno visto la riunione del Consiglio di sicurezza come una sufficiente dimostrazione di preoccupazione, hanno detto i diplomatici all'AFP a condizione di anonimato, e non pensano che una dichiarazione "aiuterebbe a de-escalation" della situazione.

 "Gli Stati Uniti sono stati attivamente impegnati nella diplomazia dietro le quinte con tutte le parti, e in tutta la regione, per cercare di ridurre la situazione. In questa fase, una dichiarazione del Consiglio sarebbe controproducente", ha detto una fonte che ha familiarita' con le discussioni, parlando anche in modo anonimo. Una nuova riunione - questa volta pubblica - potrebbe comunque tenersi entro pochi giorni. "I palestinesi hanno chiesto un incontro pubblico", ha detto un diplomatico all'AFP a condizione di essere anonimo. L'obiettivo sarebbe "cercare di contribuire alla pace... e avere un Consiglio di sicurezza in grado di esprimersi e chiedere il cessate il fuoco", ha detto un altro diplomatico, sempre a condizione di anonimato. Un tale incontro potrebbe essere organizzato gia' venerdi' dalla Cina, che attualmente presiede il Consiglio di Sicurezza.

A Washington, il capo diplomatico Antony Blinken ha annunciato che un inviato americano si rechera' in Medio Oriente per cercare di calmare le tensioni tra Israele e i palestinesi. Ma in un segno di frustrazione dopo la mossa degli Stati Uniti di bloccare una dichiarazione del Consiglio di Sicurezza, quattro membri del Consiglio dall'Europa - Norvegia, Estonia, Francia e Irlanda - hanno rilasciato una propria dichiarazione congiunta. "Condanniamo il lancio di razzi da Gaza contro le popolazioni civili in Israele da parte di Hamas e di altri gruppi militanti, che e' totalmente inaccettabile e deve cessare immediatamente", si legge nella dichiarazione. "Il gran numero di vittime civili, compresi i bambini, degli attacchi aerei israeliani a Gaza, e di vittime israeliane dei razzi lanciati da Gaza, e' preoccupante e inaccettabile".

"Chiediamo a Israele di cessare le attivita' di insediamento, le demolizioni e gli sgomberi, anche a Gerusalemme Est", hanno scritto. E l'ambasciatore palestinese all'ONU Riyad Mansour ha pubblicato una lettera ai vertici dell'organizzazione mercoledi' in cui li ha supplicati di "agire con immediatezza per chiedere che Israele cessi i suoi attacchi contro la popolazione civile palestinese, anche nella striscia di Gaza". Ha anche chiesto loro di esigere che Israele "cessi tutte le altre azioni e misure illegali israeliane nei Territori Palestinesi Occupati, compresa Gerusalemme Est, compreso l'arresto dei piani per lo spostamento forzato e la pulizia etnica dei palestinesi dalla citta'".

Alla domanda sull'incapacita' del Consiglio, l'organo incaricato della pace nel mondo, di esprimersi sugli scontri israelo-palestinesi, il portavoce dell'ONU Stephane Dujarric ha espresso la speranza di una svolta presto. Dichiarando che c'e' il desiderio che i membri del Consiglio trovino "la capacita' di rilasciare una dichiarazione", ha aggiunto che "qualsiasi situazione internazionale beneficera' sempre di una voce forte e unificata del Consiglio di Sicurezza".

L'inviato delle Nazioni Unite per il Medio Oriente Tor Wennesland aveva avvertito la riunione di mercoledi' che "la situazione si e' deteriorata da lunedi'... c'e' il rischio di una spirale di violenza", secondo una fonte diplomatica. Durante una prima riunione di emergenza lunedi', gli Stati Uniti hanno anche rifiutato di appoggiare un testo proposto da Tunisia, Norvegia e Cina che invitava tutte le parti ad astenersi dalle provocazioni. I rinnovati lanci di razzi e i disordini nelle citta' miste ebraico-arabe hanno alimentato i crescenti timori che la violenza mortale tra Israele e i palestinesi possa degenerare in una guerra su larga scala.

Usa: "Israele ha diritto a difendersi, stop razzi da Gaza"

Il segretario di Stato americano Antony Blinken ha annunciato di aver parlato con il presidente dell'Autorita' palestinese Abu Mazen (Mahmoud Abbas) e ha chiesto la fine del lancio di razzi dalla striscia di Gaza verso Israele. "Ho parlato con il presidente Abbas della situazione in corso a Gerusalemme, in Cisgiordania e a Gaza. Ho espresso le mie condoglianze per la perdita della vita. Ho sottolineato la necessita' di porre fine agli attacchi missilistici e di abbassare le tensioni", ha twittato il funzionario americano.

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