MEDIO ORIENTE: ISRAELE, RINFORZI BLINDATI AL CONFINE CON GAZA
L’esercito israeliano sta inviando mezzi blindati al confine con la Striscia di GAZA, fra cui tank, mezzi trasporto truppe e bulldozer D9. Lo riferisce Times of Israel, sottolineando che si tratta di una risposta alle violenze al confine, ma non significa la preparazione ad un’offensiva di terra. In precedenza, l’esercito aveva dispiegato al confine cannoni d’artiglieria, per la prima volta dalla guerra del 2014 a GAZA
MO: AL ARABIYA, MEDIATORI EGITTO LAVORANO A CESSATE IL FUOCO
Mediatori egiziani hanno avviato colloqui con gruppi armati nella Striscia di Gaza con l’obiettivo di arrivare ad un cessate il fuoco. Lo riferiscono fonti citate da al Arabiya. Secondo le notizie, rilanciate da Haaretz, Il Cairo ha chiesto a Israele di metter fine ai raid aerei sulla Striscia e Israele ha domandato che cessi il lancio di missili contro il suo territorio. I negoziati sono condotti in maniera indiretta.
Medio Oriente, attacchi massicci dell’aviazione israeliana a Gaza
Centinaia di razzi sono stati lanciati dalla Striscia di Gaza verso Israele, che ha risposto con una serie di raid aerei contro 130 obiettivi in un’operazione denominata “Guardiani del muro”. Secondo l’agenzia di stampa palestinese Wafa, nei raid sono morte almeno 28 persone, tra cui dei bambini, e altre 152 sono rimaste ferite. Tra gli obiettivi la casa di un comandante di un battaglione di Hamas, un sito di produzione di munizioni, il quartier generale dell’intelligence del gruppo di resistenza islamica e complessi militari di Hamas e della Jihad.
Un razzo da Gaza poi ha colpito un edificio di otto piani ad Ashkelon, nel sud di Israele. Secondo quanto riportano i media israeliani, quattro membri di una stessa famiglia sono rimasti feriti. Un uomo e’ in gravi condizioni, la moglie ha riportato ferite moderate e i loro due figli sono rimasti leggermente feriti. Altri due residenti nell’edificio hanno riportato ferite lievi.
“Se Israele continuerà ad attaccare, trasformeremo Ashkelon in un inferno”, ha sentenziato il portavoce dell’ala militare di Hamas, Abu Ubaidah, rivendicando il lancio di razzi sulla citta’ nel Sud di Israele. “Abbiamo lanciato razzi contro Ashkelon a seguito di un attacco israeliano che ha colpito una casa a ovest di Gaza City”, ha detto citato dal quotidiano israeliano Haaretz.
Intanto, i Paesi di tutto il mondo guardano con preoccupazione a ciò che sta avvenendo in Medio Oriente. Stati Uniti, Unione Europea e Regno Unito hanno esortato Israele e palestinesi a stemperare le tensioni il prima possibile. Gli Usa hanno comunque bloccato una dichiarazione congiunta del Consiglio di sicurezza dell’Onu, ritenendo che non fosse “utile” in questa fase e confermando di essere impegnati “dietro le quinte” nel tentativo di ottenere una de-escalation.
Ieri, pomeriggio, dopo giorni di violenti scontri e centinaia di feriti sulla Spianata delle Moschee, nella Citta’ Vecchia di Gerusalemme, il braccio armato di Hamas ha lanciato una selva di razzi contro Israele, che ha risposto bombardando la Striscia di Gaza. Secondo il ministero della Salute di Gaza, i raid israeliani hanno causato nove morti, tra cui tre bambini. Per l’esercito israeliano nel bombardamento sono rimasti uccisi tre militanti di Hamas. Un uomo israeliano e’ rimasto lievemente ferito da un razzo anti-carro lanciato da Gaza verso la sua auto al confine con la Striscia.
Una escalation che ha fatto seguito all’ultimatum lanciato da Hamas, che ha chiesto al governo israeliano di ritirare le truppe dalla Spianata entro le 18 (le 17 in Italia). Poco dopo la scadenza dell’ultimatum, sono risuonate le sirene di allarme e sono cominciati a cadere i primi razzi. Hamas ha rivendicato il lancio di razzi su “Gerusalemme occupata“, mentre le Brigate al-Quds, l’ala militare del gruppo terroristico della Jihad islamica, ha rivendicato il lancio di 30 razzi verso Sderot.
(Segue: l’escalation Israele-Hamas)
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A Gerusalemme, dopo i lanci di razzi, sono stati evacuati il Muro del Pianto e la Knesset, il Parlamento israeliano. Il tribunale distrettuale di Gerusalemme e’ stato evacuato per motivi di sicurezza, a seguito dei disordini nella zona della Citta’ Vecchia. Poco prima c’era stata una udienza del processo per corruzione che vede imputato Benjamin Netanyahu. Il premier israeliano non era presente in aula. “Risponderemo con grande forza, chi ci attacca paghera’ un caro prezzo”, ha tuonato Netanyahu. “Il lancio di razzi contro Gerusalemme e’ un fatto rilevante che non puo’ passare sotto silenzio. Tutte le opzioni suono sul tavolo, compresa un’operazione di terra“, ha avvertito un portavoce dell’esercito israeliano, aggiungendo che i bombardamenti aerei contro obiettivi di Hamas dureranno “diversi giorni”.
Sulla Spianata delle Moschee (o Monte del Tempio, come lo chiamano gli ebrei) nei pressi della moschea di Al Aqsa, si e’ anche sviluppato un vasto incendio, probabilmente quando alcuni fedeli musulmani hanno lanciato fuochi di artificio contro i militari israeliani. La Casa Bianca ha espresso “seria preoccupazione” per le violenze, e ha definito “inaccettabile” il lancio di razzi contro Gerusalemme. “Grave preoccupazione” e’ stata espressa dalla Russia e dalla Turchia. Nella citta’ santa, gli organizzatori della Marcia delle Bandiere hanno annullato la manifestazione ebraica per il Jerusalem Day, dopo che la polizia ha costretto i manifestanti a cambiare itinerario, evitando dalla Porta di Damasco, uno dei punti piu’ caldi degli scontri di questi giorni.
Sulla Spianata delle Moschee, la polizia israeliana si e’ scontrata con centinaia di manifestanti. Secondo la Mezzaluna Rossa piu’ di 300 palestinesi sono rimasti feriti, 200 dei quali sono stati portati in ospedale e sette sono in gravi condizioni. Le forze dell’ordine israeliane hanno riportato una trentina di feriti. Di fronte ai timori internazionali, il governo israeliano avrebbe esortato gli Stati Uniti a non intervenire nella crisi. La polizia israeliana e’ dovuta intervenire anche contro alcune decine di ebrei che hanno cercato di fare irruzione nel complesso del Monte del Tempio dalla Porta di Mughrabi, l’unica consentita ai non-musulmani; gli agenti li hanno respinti e ne hanno arrestati alcuni.
Le autorita’ hanno parlato di circa 8 mila palestinesi barricati nel complesso con pietre, sbarre e bottiglie molotov, pronti a rispondere se agli ebrei fosse stato consentito l’ingresso al sito. In Israele ieri si è celebrato la ‘Giornata di Gerusalemme’ per ricordare l’unificazione della citta’ come capitale dello Stato ebraico dopo la conquista della parte orientale ai giordani nella Guerra dei Sei Giorni nel 1967.
Le violenze esplose sono le piu’ gravi dal 2017. Le tensioni sono tornate a crescere perche’ i palestinesi lamentano costrizioni oppressive nonostante il mese sacro musulmano del Ramadan. Ad alimentare le proteste nei giorni scorsi, la minaccia di sfratto nei confronti di quattro famiglie palestinesi dal quartiere di Sheikh Jarrah a Gerusalemme Est. La sentenza della Corte Suprema israeliana sul caso, attesa per questa mattina, e’ stata rinviata su richiesta del procuratore generale Avichai Mandelblit.

