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Esteri
Israele, Netanyahu tradito dall'amico Bennett. Ora Biden tratterà con l'Iran

Tu quoque, Naftali? Benjamin Netanyahu, King Bibi come sono stati abituati a chiamarlo in Israele negli ultimi lustri, rischia di essere detronizzato proprio da quello che aveva intravisto tempo fa come suo possibile erede. Vale a dire Naftali Bennett, leader del partito di destra Yamina. E' stato proprio lui, pochi giorni dopo il cessate il fuoco con Hamas, a dare il là a un accordo di coalizione che potrebbe portare alla formazione del nuovo governo nello stato ebraico. Il tutto dopo quattro inutili tornate elettorali che non avevano prodotto null'altro che la permanenza al potere di Netanyahu, agevolato dalla profonda divisione degli elettori.

Israele, Netanyahu tradito dall'ex delfino

Si è andati avanti così per anni, fino a poche ore fa. Bennett, in passato alla guida del ministero dell'Istruzione e dell'Economia prima e a quello della Difesa poi (sempre con Netanyahu primo ministro), ha sciolto la riserva annunciando l'intenzione di formare una grande coalizione che dalla destra di Yamina si espande alla sinistra di Yair Lapid, senza escludere i centristi del partito Blu e Bianco di Benny Gantz

L'obiettivo della grande coalizione: "far fuori" Netanyahu

Un grande minestrone, insomma, che ha come obiettivo principale quello di porre fine al regno di King Bibi, che non a caso si sente tradito e parla di "truffa del secolo". La grande coalizione si è autonomamente ribattezzata "blocco del cambiamento" (e in Italia la definizione ci dovrebbe ricordare qualcosa poi precocemente terminato) e che non nasconde quale sia il collante dell'alleanza: Netanyahu è "un uomo che non ha più freni; è proprio per questa ragione che è necessario creare il governo che stiamo cercando di mettere in piedi". 

Via Netanyahu? Meglio per Biden

Ricordando che nella politica israeliana i colpi di scena sono dietro l'angolo e che non si può dare per certo un accordo che ancora deve essere formalizzato, la successione degli eventi fa scaturire qualche riflessione. Pochi mesi fa, infatti, alla Casa Bianca c'è stato un cambio della guardia che ha visto arrivare il democratico Joe Biden al posto di Donald Trump, grande amico di King Bibi. Durante la presidenza del tycoon, Netanyahu aveva potuto sfoggiare risultati simbolicamente importanti, come lo spostamento dell'Ambasciata statunitense da Tel Aviv a Gerusalemme e il piano sul Medio Oriente di Trump, un grande assist alle mire israeliane su Palestina e non solo.

Senza Netanyahu più semplice l'accordo sul nucleare Usa-Iran

Ma era un altro l'aspetto che più piaceva a Netanyahu di Trump: la sua totale avversione all'Iran, nemico giurato di Israele. Uno tra i primi atti dell'ex presidente Usa era stato quello di stracciare l'accordo sul nucleare sottoscritto da Teheran e da Barack Obama. Proprio quell'accordo che ora Biden vorrebbe riesumare. Il più grande ostacolo sulla strada del neo presidente americano risponde al nome e cognome di Netanyahu. Senza di lui potrebbe essere più semplice arrivare a un risultato che in ogni caso, quantomeno a livello retorico, anche un altro governo israeliano non potrà apprezzare.

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