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J.D. Vance dopo la sconfitta alle midterm, ecco il piano del vicepresidente per il 2028

Dopo la sconfitta del GOP alle Midterm, Vance prende le distanze sull’Iran e prepara il terreno politico per il 2028

J.D. Vance dopo la sconfitta alle midterm, ecco il piano del vicepresidente per il 2028

J.D. Vance non ha ancora annunciato la candidatura alla Casa Bianca per il 2028, ma dopo le Midterm ha iniziato a delineare una propria agenda politica, prendendo le distanze da Donald Trump soprattutto sulla guerra con l’Iran e mettendo al centro costo della vita, “America First” e politica estera. Prima del voto il vicepresidente aveva promesso che avrebbe discusso il proprio futuro con la moglie Usha soltanto dopo le elezioni di metà mandato. Ora quel momento è arrivato, ma una decisione formale non è ancora stata comunicata.

Vance cambia tono dopo la sconfitta del Partito Repubblicano

La pesante sconfitta repubblicana ha complicato il quadro. Vance ha attribuito una parte importante del risultato alla guerra con l’Iran, sostenendo che molti elettori che avevano votato Trump nel 2024 si siano spostati verso i Democratici perché contrari al conflitto, preoccupati dal costo della vita e insoddisfatti del rapporto degli Stati Uniti con Israele. È un passaggio politicamente significativo perché Trump continua invece a difendere la scelta militare.

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Vance non ha rotto con il presidente, ma la sua lettura del voto sembra già distinguere alcune priorità di un eventuale programma personale: riportare l’attenzione sui problemi interni, ridurre i prezzi e rilanciare un approccio meno interventista in politica estera.

Vance, la corsa del 2028 è già iniziata?

Vance formalmente continua a non essere candidato alla presidenza. Negli ultimi mesi, però, ha svolto un’intensa attività politica: ha partecipato a numerosi comizi per i candidati repubblicani, raccolto fondi per il partito e rafforzato i rapporti con dirigenti e finanziatori. Prima delle Midterm i sostenitori lo salutavano già con cori “2028”.

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Trump lo ha più volte elogiato ma non lo ha ancora sostenuto pubblicamente come proprio successore, anche se in estate avrebbe espresso privatamente a donatori il desiderio di vederlo eletto.

Vance, chi potrebbe sfidarlo tra i repubblicani

La sconfitta delle Midterm ha riaperto la partita repubblicana. Tra i nomi discussi figurano Marco Rubio e Ron DeSantis, mentre altri esponenti potrebbero valutare una candidatura. Vance resta uno dei protagonisti più visibili del partito, ma il risultato del 2026 rende meno automatica la sua successione a Trump.

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Il vicepresidente deve quindi affrontare una scelta delicata: rivendicare l’eredità politica del trumpismo senza apparire responsabile delle decisioni che hanno penalizzato il Partito Repubblicano.

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