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Kids Act, la Commissione Ue frena le leggi nazionali: stop di 12 mesi ai progetti dei Paesi membri

La linea di Bruxelles per evitare la frammentazione del mercato interno: “Serve una risposta unitaria per tutelare i minori online”

Kids Act, la Commissione Ue frena le leggi nazionali: stop di 12 mesi ai progetti dei Paesi membri
Unione Europea

In merito al Kids Act, l’iniziativa volta a vietare l’uso dei social network ai minori di 13 anni, “abbiamo avanzato una proposta molto chiara, che prevede un approccio graduale e l’obbligo di integrare la sicurezza fin dalla fase di progettazione (‘safety by design’) per tutti i servizi online. La nostra proposta armonizza le norme per garantire che tutti i minori nell’Ue godano di un pari livello di protezione, poiché un problema europeo richiede una risposta europea unitaria. Per questo motivo, posso confermare oggi che la Commissione ha deciso di rinviare di 12 mesi l’iter di qualsiasi progetto di legge nazionale che si sovrapponga alle future norme armonizzate”. 

La dichiarazione arriva da Thomas Regnier, portavoce dell’Esecutivo comunitario per il Digitale, nel corso del consueto incontro con i giornalisti. Motivando il rinvio, il portavoce ha spiegato: “Perché è importante? È assolutamente fondamentale per evitare una frammentazione del nostro mercato interno e per salvaguardare il lavoro dei nostri colegislatori. Dobbiamo ora concentrarci sui negoziati relativi all’Eu Kids Act e garantire un’efficace applicazione delle nostre norme”.

Entrando nel dettaglio dei provvedimenti già presentati, il portavoce ha poi evidenziato: “Ci sono già alcune leggi nazionali – sottolinea il portavoce – che sono state notificate alla Commissione europea” oltre all’Austria come “Slovenia,Italia, Belgio, Francia e altri Stati membri” e “i lavori su tali provvedimenti sono in corso, ma ciò non modifica la nostra posizione di fondo: non intendiamo frammentare il nostro mercato interno.

Se si procedesse in tal modo, si verrebbero a creare normative e requisiti differenti nei vari Stati membri, rendendo l’applicazione delle norme praticamente impossibile. Le piattaforme non sarebbero in grado di conformarsi a un mercato così frammentato e, in ultima analisi, ci ritroveremmo privi di qualsiasi livello di tutela. È proprio per questo che abbiamo presentato una proposta armonizzata volta a proteggere tutti i minori”.

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