A- A+
Esteri
Ostaggio francese decapitato in Algeria. Il "mea culpa" di Obama all'Onu
 

Un altro ostaggio decapitato dall'Is, questa volta un cittadino francese, in Algeria. L'uccisione di Herve Gourdel , una guida di 55 anni, è stata documentata in un video intitolato "messaggio di sangue per il governo francese". A rivendicare il gesto il gruppo jihadista algerino Jund al-khalifa, alleato dello Stato islamico. Gourdel, di Nizza, era stato rapito sabato scorso mentre stava facendo trekking sui monti della Cabilia. In precedenza aveva chiesto al presidente francese François Hollande di fermare i raid in Iraq avvertendolo che in caso contrario sarebbe stato ucciso. Ma il presidente ha rifiutato di trattare. Proprio oggi l'Is e la lotta al terrorismo sono stati i temi principali del discorso di Barack Obama, all'assemblea a New York Consiglio di sicurezza e Assemblea Onu.

"Il gruppo terroristico conosciuto come l'Is deve essere distrutto": già "40 paesi si sono offerti di unirsi alla nostra coalizione: "chiedo al mondo di unirsi al nostro sforzo". Il presidente americano, Barack Obama, si rivolge con queste parole all'assemblea a New York Consiglio di sicurezza e Assemblea Onu. Ma ricorda che "l'America non sarà mai in guerra con Islam". "L'Islam insegna la pace e milioni di musulmani-americani fanno parte del nostro Paese - dice - . Non è uno scontro di civiltà". E lancia un appello: "Il mondo e le comunità musulmane respingano con forza l'ideologia di Al Qaida e dell'Is", dice rivolgendosi direttamente ai giovani musulmani, invitandoli a rispettare e onorare la tradizione dell'Islam, ovvero l'istruzione, l'innovazione e la dignità della vita. Parlando di lotta al terrorismo, Obama fa il mea culpa. "Troppo spesso, non siamo riusciti a far rispettare le norme internazionali quando è stato scomodo farlo - ha detto il presidente americano - . Non abbiamo affrontato con forza sufficiente l'intolleranza, le tensioni interconfessionali e la disperazione che alimentano l'estremismo violento in troppe parti del globo".

"Non intendiamo inviare truppe americane a occupare terre straniere - ha aggiunto - . Lavoreranno con un'ampia coalizione per smantellare questa rete della morte", ovvero l'Is. Il presidente ricorda che "nessun Dio perdona questo terrore. Non si può ragionare, non si può negoziare con questo marchio del male". Ma nel suo discorso Obama non dimentica la questione ucraina e parla di "un'aggressione della Russia in Europa". Ma Obama non perde l'occasione di rivolgere un messaggio all'Iran che invita a cogliere "l'opportunità storica" di un accordo sul suo programma nucleare. Sulla questione israelo-palestinese aggiunge che "lo status quo in Cisgiordania e Gaza non è sostenibile", ribadendo la posizione degli Usa a sostegno della soluzione alla questione israelo-palestinese con "due Stati che possono vivere fianco a fianco in pace e sicurezza".

Il discorso all'assemblea dell'Onu segue un'altra notte di bombe su Raqqa e le aree siriane sotto il controllo dello Stato islamico. La seconda ondata di raid Usa contro l'Is è iniziata 24 ore dopo la prima offensiva in Siria. Mentre i modernissimi F-22 raptor e i missili Tomahawk colpivano postazioni, centri di controllo e comando e campi di addestramento degli islamisti, a New York i Obama, ha incontrato e ringraziato i rappresentanti di Arabia Saudita, Emirati Arabi, Giordania, Barhein e Qatar, i cinque Paesi arabi che hanno preso parte all'offensiva americana.

Attacchi su Kobane. Bombardati nella notte anche postazioni dell'Is in prossimità del confine con la Turchia. I raid hanno preso di mira una zona a ovest di Kobane, conosciuta anche come Ayn al-Arab, una delle principali enclave curde nel Paese, dove è in corso una offensiva degli jihadisti, che stanno cercando di riconquistare la città. Il ministro degli Esteri del governo autonomo di Kobani ha riferito che durante gli scontri tra curdi e militanti dell'Is nella città sono stati catturati tre europei di origini arabe, due francesi e un belga. Nei raid avrebbe perso la vita oltre un centinaio di jihadisti; l'Is aveva lanciato la settimana scorsa un'offensiva contro Ayn al-Arab in modo da garantirsi una maggiore continuità territoriale nella zona di confine tra Siria e Turchia. Questa offensiva ha costretto alla fuga più di 130.000 civili curdi, che si sono rifugiati in Turchia.

"Abbiamo sventato un complotto di al-Qaeda in Siria contro gli Stati Uniti e i nostri alleati", ha detto Obama. E  fonti di intelligence citate dalla Cnn hanno rivelato piani per attentati con bombe nascoste sugli aerei: sarebbero stati utilizzati dentifrici e abiti esplosivi. Il presidente ha spiegato che "non è possibile sapere quale sarà la durata" delle operazioni in Siria e in Iraq, dove dall'8 agosto le forze Usa hanno portato quasi 200 raid aerei. Sono stati colpite decine di "postazioni, campi per l'addestramento, centri di controllo e comando, depositi di armi e munizioni, mezzi militari e anche un centro finanziario sparsi in quattro diverse province siriane, ma in particolare nella regione di Raqqa, dove il 'califfo' Abu Bakr al Bagdad ha stabilito la sua 'capitale'. "Li abbiamo fermati", ha detto il segretario di stato americano, John Kerry, in un'intervista alla Cnn, respingendo le critiche di chi sostiene che i bombardamenti in Iraq e in Siria finora non abbiano portato a grandi risultati.

Tra gli obiettivi i veterani di al-Qaeda che si sono riuniti nel gruppo noto col nome Khorasan, che secondo il Pentagono "si preparavano a colpire l'America e i suoi alleati". Voci non confermate, rimbalzate sui social media, sostengono che il leader del gruppo, il kuwaitiano Muhsin al Fadhli, sarebbe rimato ucciso. Il Fronte al Nusra ha invece annunciato via Twitter che nei bombardamenti sarebbe morto il suo leader, Abu Yousef al-Turki. Mentre Susan Rice, consigliere per la sicurezza nazionale del presidente Obama, e il segretario di Stato John Kerry, hanno dichiarato di non poter confermare che il capo del gruppo Khorasan sia morto nei raid aerei statunitensi in Siria.

"Azioni simili possono essere effettuate esclusivamente nel quadro del diritto internazionale, che prevede l'accordo esplicito del governo siriano oppure una decisione del consiglio di sicurezza dell'Onu", ha affermato Mosca. Il presidente iraniano Hassan Rohani a sua volta ha detto che i raid di Usa e alleati in territorio siriano devono essere considerati un attacco alla Siria, perché compiuti senza l'autorizzazione del Consiglio di Sicurezza dell'Onu o il consenso di Damasco.

La Turchia non è stata utilizzata per attacchi. Nei raid notturni non sono stati utilizzati né lo spazio aereo turco né la base Usa in Tuchia, come ha precisato l'ufficio del presidente Recep Tayyip Erdogan, che ha annunciato la disponibilità di Ankara a partecipare all'intervento militare contro l'Is. L'organizzazione non governativa Osservatorio siriano per i diritti dell'uomo (Osdh) aveva affermato in precedenza che "degli aerei venuti dalla Turchia" avevano realizzato gli attacchi.

Gli Abu Sayyaf, il gruppo jihadista delle Filippine, minaccia di uccidere due ostaggi tedeschi nelle proprie mani se Berlino continuerà a sostenere gli Usa contro l'Is. Un messaggio al quale Berlino ha replicato che la strategia del governo tedesco contro Is non cambierà.  Nessuna reazione invece finora da parte dell'Is, a parte la diffusione di un secondo video di propaganda in cui il reporter britannico tenuto in ostaggio, John Cantlie, afferma che i Paesi occidentali si stanno imbarcando in una "terza guerra del Golfo", evocando il rischio di un nuovo Vietnam.

Francia: jihadisti sfuggiti a cattura si costituiranno. I tre jihadisti di rientro dalla Siria, e sfuggiti alla cattura ieri in Francia per un errore di aeroporto della polizia che li attendeva, si costituiranno. Lo hanno annunciato i loro avvocati, precisando che i tre uomini - fra i quali il cognato del "killer di Tolosa" Mohamed Merah - si presenteranno al commissariato di Caylar, nel sud della Francia. Uno dei tre jihadisti, "Imad Jebali - ha detto l'avvocato - ci ha spiegato per telefono che il peso che avrebbero portato sarebbe stato troppo pesante" e che hanno deciso di presentarsi. Fra le altre circostanze tutte da decifrare, i tre - ricercati e individuati da mesi come potenziali fiancheggiatori della "guerra santa" islamica - non soltanto sono tranquillamente sbarcati in Francia con i loro passaporti, ma - usciti dall'aeroporto - hanno noleggiato un'auto a Marsiglia utilizzando i loro documenti. Uno dei tre è conosciutissimo dalla polizia francese, essendo il marito della sorella di Mohamed Merah, noto come il "killer di Tolosa", che nel 2012 assassinò 7 persone inermi fra cui 3 bambini.

L'Unione europea aumenterà a di 215 milioni di euro gli aiuti alla Siria e ai Paesi vicini. Lo ha annunciato la commissaria europea alla Cooperazione, Kristalina Georgieva, a margine dei lavori dell'Onu. I nuovi finanziamenti includono 50 milioni di euro di aiuti umanitari e 165 milioni di aiuti allo sviluppo a più lungo termine. L'assistenza dovrebbe coprire anche i bisogni di decine di migliaia di profughi fuggiti in Turchia negli ultimi giorni, la più vasta ondata di rifugiati dall'inizio del conflitto.

Tags:
fbiisis
in evidenza
Terence Hill lascia Don Matteo Applauso d'addio della troupe

VIDEO

Terence Hill lascia Don Matteo
Applauso d'addio della troupe

i più visti
in vetrina
SPID, tutto ciò che c'è da sapere sull'utile e innovativo sistema informatico

SPID, tutto ciò che c'è da sapere sull'utile e innovativo sistema informatico


casa, immobiliare
motori
Dacia: nuovo restyling per un Duster che va sempre più...SUV

Dacia: nuovo restyling per un Duster che va sempre più...SUV


Testata giornalistica registrata - Direttore responsabile Angelo Maria Perrino - Reg. Trib. di Milano n° 210 dell'11 aprile 1996 - P.I. 11321290154

© 1996 - 2021 Uomini & Affari S.r.l. Tutti i diritti sono riservati

Per la tua pubblicità sul sito: Clicca qui

Contatti

Cookie Policy Privacy Policy

Cambia il consenso

Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.